é,
,, /-M \ "
Pt/A#
|
CORNELI |
L U! |
NV |
ERSITYL |
BRA! |
r 1 |
|
k *319: |
24 |
07 |
8 198 é |
82* |
V> Ò\
CORNELL UNIVERSITY LIBRARY
3 1924 078 198 482
Digitized by thè Internet Archive in 2019 with funding from BHL-SIL-FEDLINK
https://archive.org/details/bollettinodellas3119soci
BOLLETTINO
DELLA
SOCIETÀ GEOLOGICA
italiana
A"o 1 . XXXI — 1012
RÓMA
TIPOGRAFIA DELLA PACE E. CUGGIAN1
o /
Gli Autori sono responsabili delle opinioni manifestate nei loro lavori.
i V H'i 1 1
1 A >1
SOCIETÀ GEOLOGICA ITALIANA
fondata in Bologna il 29 settembre 1881
Consiglio direttivo per l’anno 1912
|
Presidente . |
Bernardino Lotti (Roma). 1912. |
|
Vice-Presidente . . . |
Carlo Fabrizio Parona (Torino). 1912. |
|
Segretario . |
Antonio Verri (Roma). 1911-913. |
|
Tesoriere-Economo . |
Giovanni Aichino (Roma). 1912-914. |
|
Archivista . |
Camillo Crema (Roma). 1910-91 2. Mario Baratta (Voghera). . 1 Claudio Segrè (Roma) . ... 1 Luigi Colomba (Torino) . . .( 1 9 1 0 9 1 2 • , Enrico Clerici (Roma). ... 1 |
|
Consiglieri . |
I Giov. Di-Stefano (Palermo) . j ■■ Carlo De Stefani (Firenze) . > I9II-9,3- Luigi Brugnatelli (Pavia) . . \ |
|
■ ! Commissione per le pubblicazioni . . |
Ettore Mattirolo (Torino) . ] GiulioDe Alessandri (Milano) f ; I 9 * *~9 * 4* MlCHELANGELOAMBROSIONl(Me- i 1 rate) .... . ' Il Presidente ( Il Segretario / (prò tempore). Il Tesoriere ! |
|
Commissione del bi¬ lancio . |
i Lodovico Mazzetti (Roma) . . . 1 , Romolo Meli (Roma) . > 1912. f Gioacchino De Angelis (Roma) ' |
|
Vice-segretarii . . . |
( Serafino Cerulli-Irelli (Roma) ) ( Camillo Pilotti (Roma) . . . . ) ^ |
Sede della Società:
Roma, Via S. Susanna, 13 (presso il R. Ufficio geologico).
IV
ELENCO DEI PRESIDENTI — ELENCO DEI SOCI
Elenco (lei Presidenti
succedutisi annualmente dalla fondazione della Società in poi.
1881-82. Giuseppe Meneghini
1883. Giovanni Capellini
1884. Antonio Stoppani
1885. Achille De Zigno
1886. Giovanni Capellini
1887. IGINO Cocchi
1888. Giuseppe Scarabelli
1889. Giovanni Capellini
1890. TorquatoTaramelli
1891. Gaet. G. Gemmellaro
1892. Giovanni Omboni
1893. Arturo Issel
1894. Giovanni Capellini
1895. Igino Cocchi
1896. Carlo De Stefani
1897. Dante Pantanelli
1898. Francesco Bassani
1899. Mario Canavari
1900. Niccolò Pellati
1901. Carlo Fabrizio Parona
1902. Giovanni Capellini
1903. Antonio Verri 1904 Romolo Meli
1905. Torquato Taramelo
1906. Lucio Mazzuoli
1907. Federico Sacco
1908. Alessandro Portis
1909. Giovanni Di-Stefano
1910. Luigi Baldacci
1 9 1 1 . Mario Cermenati.
Elenco (lei Soci per Panno 1912
S. A. R. Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi
Acclamato socio onorario per deliberazione unanime nell’adu¬ nanza generale del 16 settembre 1900 in Acqui.
Soci perpetui.
1. Quintino Sella (morto a Biella il 14 marzo 1884).
Fu uno dei tre fondatori della Società; venne, per il primo, annoverato tra i soci perpetui per deliberazione unanime nell’adunapza generale tenutasi dalla Società il 14 settembre 1885 in Arezzo.
2. Francesco Molon (morto a Vicenza il i° marzo 1885).
Fu consigliere della Società, alla quale legava con suo testamento la somma di Lire 25,000; venne iscritto fra i soci perpetui per deliberazione unanime nel¬ l'adunanza generale del 14 settembre 1885 in Arezzo.
3. Giuseppe Meneghini (morto a Pisa il 29 gennaio 1889).
Per i suoi insigni meriti scientifici venne acclamato socio perpetuo nell’adu¬ nanza generale di Savona il 15 settembre 1887.
4. Felice Giordano (morto a Vallombrosa il 16 luglio 1892).
Fu uno dei tre fondatori della Società; venne iscritto tra i soci perpetui per deliberazione unanime nell’adunanza generale di Taormina il 2 ottobre 1891.
5. Giovanni Capellini, senatore del Regno, professore nella R. Università di Bologna.
E uno dei tre fondatori della Società: venne iscritto tra i soci perpetui per deliberazione unanime nell'adunanza generale di Taormina il 2 ottobre 1891.
ELENCO DEI SOCI
V
Soci residenti in Italia.
(Il millesimo che precede indica il primo anno d'associazione; l'asterisco indica i soci a vita).
1894. Aichino ing. cav. Giovanni. R. Ufficio geologico. Roma. 1898. Air aghi prof. Carlo. Robecco sul Naviglio (Milano).
1912. Allievi sac. dott. Cristoforo. Seveso (Milano).
1 904. Aloisi dott. Piero. Museo mineralogico R. Università.
Pisa.
1891. Ambrosioni sac. prof. Michelangelo. Merate (Como). 1912. Andreani rag. Carlo. Corenno Plinio (Como).
1907. Anelli dott. Mario. Via Farini, 94. Parma.
1886. Antonelli prof, don Giuseppe. Via del Biscione, 95. Roma.
1909. Aprile cav. Salvatore. Catania.
1896. io Arcangeli prof. cav. Giovanni. R. Orto botanico. Pisa.
1908. Artini prof. Ettore. Museo civico di Storia naturale.
Milano.
1912. Audisio di Somma cav. Federico. Direttore Società La¬ rio di elettricità. Via Giulio, 12. Torino.
1912. A^i dott. Girolamo. Istituto internazionale di Agrieoi tura. Villa Umberto I. Roma.
188 1. Baldacci comm. Luigi. Ispettore superiore del R. Corpo delle Miniere. Via S. Susanna, 9. Roma.
1905. Baraffael ing. Angelo.R. Ufficio minerario. Caltanissetta 1890. Baratta dott. Mario. Via Cavour, 21. Voghera (Pavia) 1884.* Bargagli cav. Piero. Via de’ Bardi, palazzo Temp .
Firenze.
1881. Bassani prof. cav. Francesco. R. Università Napoli
1906. Bentivoglio conte prof. Tito. R. Liceo. Lucca 1883. 20 Berti dott. Giovanni. Via Castiglione, 30. Bologna.
1897. Bettoni dott. Andrea. Piazza Museo, 6. Brescia 1900. Bianchi prof. ing. Aristide. Chieri (Torino).
1898. Biblioteca civica. Bergamo.
1910. Biblioteca comunale. Verona.
1907. Bibolini ing. Aldo.R. Scuola mineraria. Agordo(Belluno)
1892. Bonar elli prof, conte Guido. Gubbio (Perugia).
1907. Bonomini don Celestino. Concesio (Brescia).
1904. Bordi prof. Alfredo. Via dello Statuto, 44. Roma 1897. Bortolotti-Baldanp prof. Emma. Via Po, io. Roma.
1 897. 30 Brambilla prof, don Giovanni, Arciprete. Cingia de Botti (Cremona).
VI
ELENCO DEI SOCI
I912.
1885.
1905. 1 884.
1891.
1 9 I I. 1889. 1898. I912. 1883. 40
I9°5*
1908.
1881.
1899.
1909-
1883.
1896.
1890.
1895. 1900. 50
1908. 1903.
1909.
1 882. 1906. 1886. 1881 *
191 1. 1899.
1912. 60 1895. 1902.
i88i.
Broglio dott. Annibaie. Via S. Calocero, 25. Milano. Brugnatelli prof. Luigi. Museo mineralogico, R. Uni¬ versità. Pavia.
Brunati dott. Roberto. Erba per Albese (Como). Bruno prof. cav. Carlo. R. Istituto tecnico. Mondovì (Cuneo).
Bucca prof. cav. Lorenzo. R. Università. Catania. Bussandri capitano Giacomo. Distretto mil. Venezia. Cacciamali prof. Giovanni Battista. R. Liceo. Brescia. Caffi, dott. sac. Enrico. Piazza Cavour, io. Bergamo. Caldera sac. Francesco. Salò (Brescia).
Canavari prof. Mario. Museo geologico, R. Università. Pisa.
Caneva prof. dott. Giorgio. Piazza Eremitani. Padova. Cantore cav. Antonio. Colonnello 8° Alpini. Udine. Capacci ing. cav. Celso. Via Vaifonda, 5. Firenze. Capeder prof. Giuseppe. Corso V. E. III. Voghera (Pavia). Carape^a ing. Emerico. Museo geologico, R. Univer¬ sità. Palermo.
Cardinali prof. Federico. R. Istituto tecnico. Macerata. Carniccio prof. comm. Antonio. R. Università. Roma. Cermenati prof. comm. Mario. Deputato al Parlamento.
Via Cavour, 238. Roma.
Cerulli-Irelli dott. Serafino. Teramo.
Cbecchia-Rispoli dott. Giuseppe. Museo geologico, R. Uni¬ versità. Palermo.
Chelussi dott. Italo. Via S. Marco, 50. Siena.
Ciampi ing. Adolfo. Via di Camporeggi, 4. Firenze. Ciofalo dott. Michele. Termini Imerese (Palermo). Ciofalo prof. Saverio. Termini Imerese (Palermo). Ciaf dott. Gino. Via Guerrazzi, 20. Firenze.
Clerici ing. cav. Enrico. Via del Boccaccio, 25. Roma. Cocchi prof. comm. Igino. Via de’ Pinti, 51. Firenze. Codara ing. Giuseppe. Via Rossini, 8. Milano. Colomba dott. Luigi. R. Museo mineralogico. Palazzo Carignano. Torino.
Compensa ing. Domenic angelo. Gildone (Campobasso). Conedera ing. cav. Raimondo. Massa Maritt. (Grosseto). Corio prof. Francesco. Istituto Tecnico, Spezia (Ge¬ nova).
Cortese ing. cav. Emilio. Corso Firenze, 25. Genova.
ELENCO DEI SOCI
VII
1906. Craven ing. H. Robert. Miniera Libiola. Sestri Levante
(Genova).
1910. Craveri dott. Michele. Via F. Cavallotti, io. Domo¬ dossola (Novara).
1895. Crema ing. dott. Camillo. R. Ufficio Geologico. Roma.
1912. Grida Ugo. Direttore di miniere. Massa Marittima
(Grosseto).
1895. D’Acliiardi prof. Giovanni. Museo mineralogico, R. Uni¬ versità. Pisa.
1900.* Dainelli dott. Giotto. \ ia La Marmora, 12. Firenze. 1902. 70 Dal Lago dott. cav. Domenico. Valdagno (Vicenza).
1899. Dal Piaj dott. prof. Giorgio. Museo geologico, R. Uni¬
versità. Padova.
1893. De Alessandri dott. Giulio. Museo civico di Storia na¬ turale. Milano.
1883. De Amicis prof. Giovanni Augusto. Via Vidua, 8 bis. Casale Monferrato (Alessandria).
1891. De Angelis d’Ossat prof. cav. Gioacchino. Via Voltur¬
no, 34. Roma — Inst. sup. agrario, Perugia.
1907. De Castro ing. cav. Calogero. Via Maggio, 13. Firenze.
1881. De Ferrari ing. cav. Paolo Emilio. Capo del distretto
minerario. Via delle Scuole, 10. Torino.
1883. De Gregorio Brunaccini dott. march. Antonio. Molo, 128. Palermo.
1900. Del Campana dott. Domenico. R. Museo geologico. Piazza
S. Marco, 2. Firenze.
1910. Della Beffa dott. Giuseppe. Museo geologico, R. Poli¬ tecnico. Torino.
1886. 80 Dell' Erba ing. prof. Luigi. R. Scuola Applicazione In¬ gegneri. Napoli.
1892. De Lorenzo prof. Giuseppe. Istituto di Geogr. fisica. Napoli. 1890. * Dell’Oro comm. Luigi (di Giosuè). Via Silvio Pellico, 12.
Milano.
1881. Del Prato prof. Alberto. R. Università. Parma.
1899. * Dei-Zanna dott. Pietro. Poggibonsi (Siena).
1900. * De Marchi dott. Marco. Borgonuovo, 23. Milano. ,911. De Ponti dott. Gaspa re, Direttore Stab. Chini, min. di
Calolzio. Via Vincenzo Monti. Milano.
1892. De Pretto dott. Olinto. Schio (Vicenza).
1910. D’ Erasmo dott. Geremia. R. Università (Istit. Geol.).
Napoli.
Vili
ELENCO DEI SOCI
1889. Dervieux sac. Ermanno. Via XX Settembre, 83. Torino. 1881. 90 De Stefani prof. cav. Carlo. R. Museo geologico, Piazza
S. Marco, 2. Firenze.
1890. De Stefano prof. Giuseppe. R. Scuola Tecnica. Imola
(Bologna).
1 9 1 1 . De Toni dott. Antonio. R. Università, Istituto geolo¬
gico. Padova.
1905. Di Franco dott. Salvatore. R. Università. Catania. 1885. Di-Stefano prof. cav. Giovanni. Museo geologico, R. Università. Palermo.
1896. Dompè ing. comm. Luigi. Corso Sempione, 52. Milano.
1903. Eliotipia Calzolari e F errarlo. Viale Monforte, 14.
Milano.
1905. Fabiani dott. Ramiro. Museo geologico, R. Università. Padova.
1905. Falconi Adolfo. Via Riva Reno, 61. Bologna.
1912. Fano prof. Augusto. Via Giulia, 102. Roma.
1902. 1 00 Fantappiè prof Liberto. Via Mazzini, 4. Viterbo (Roma). 1894* Ferraris ing. comm Erminio. Direttore della miniera di Monteponi. Iglesias (Cagliari).
1904. Fermici ing. Ferruccio. Poggibonsi (Siena).
1894. Fino prof. Vincevo. Via Arsenale, 33. Torino.
1897. Flores prof. Edoardo. R. Scuola normale femminile
L. Bassi. Bologna.
1 9 1 1 . Folco ing. prof. Carlo. Piazza Campo, 20. Palermo.
1881. Fornasini dott. cav. Carlo. Via Lame, 24. Bologna. 1892. Franchi ing. cav. Secondo. R. Ufficio geologico. Roma.
1905. Frenguelli dott. Gioacchino. Piazza S. Giovanni in La-
terano, 6. Roma.
1909. Frenguelli Tommaso. Piazza S. Giovanni in Laterano, 6. Roma.
1 9 1 1 . ito Friedlaender dott. Immanuel. Vomere, villa Hertha, via Luigia Sanfelice. Napoli.
1890. Fucini dott. Alberto. R. Museo geologico. Pisa.
1898. Galdieri dott. Agostino. Museo Geologico. R. Università.
Napoli.
1891. Galli prof. cav. don Ignaro. Via Conte Rosso, 24. Roma. 1907. Gemmellaro dott. Mariano. Museo Geologico, R. Uni¬ versità. Palermo.
191 1. Gianfranceschi ing. cav. Vittorio, Direttore Acqued. Pu¬ gliese. Meffi (Potenza).
ELENCO DEI SOCI
IX
1891. Gianotti prof. Giovanni. R. Scuola normale. Vercelli
(Novara).
1903. Gortani dott. Michele. R. Politecnico, Museo di Geo¬ logia. Torino.
1887 Go\fi ing. Giustiniano. Via Galliera, 14. Bologna.
1892. Greco prof. Benedetto. R. Liceo. Cuneo.
1912. 120 Grossi ing. Mario. Via Emilia, 47. Roma.
1 9 1 1 . Istituto geografico De Agostini. Novara.
1881. Issel prof. comm. Arturo. Via Brignole-De Ferrari, 16. Genova.
1883. Lais prof. sac. Giuseppe. Vicolo del Malpasso, 1 1. Roma.
1884. Lattes ing. comm. Oreste. Via Nazionale, 96. Roma.
1908. Lave^oni prof. Salvatore. R. Scuola normale femmi¬
nile. Bobbio (Pavia).
1909. Lincio ing. dott. Gabriel. R. Museo mineralogico, Pa¬
lazzo Carignano. Torino.
1910. Lomeo Cirino. Direttore della miniera Fioristella. Val-
guarnera Caropepe (Caltanisetta).
1905. Lorenfi prof. Arrigo. R. Liceo. Rovigo.
1881. Lotti ing. dott. Bernardino. R. Ufficio geolog. Roma. 1905. 130 Lovisato prof. Domenico. R. Università. Cagliari.
1896. Lupi don Alessandro. Via dell’Anima, 30. Roma.
1905. Maddalena ing. dott. Leon fio. Schio (Vicenza).
1899. Manasse dott. Ernesto. R. Università. Siena.
1910. Mantella ing. prof. Eugenio. R. Se. appi. ing. Palermo. 1899. Maravelli dott. Giuseppe. Cagli (Pesaro).
1905 Marcantonio dott. Ireneo. Lanciano per Mozzagrogna (Chieti).
1910. Marchese cav. Camillo. Via XX Settembre, 98 B. Roma.
1910. Marconi Plinio. Via Rigaste S. Zeno, 25. Verona.
1895. Marengo ing. Paolo. Sturla (Genova).
1886. 140 Mariani prof. Ernesto. Museo civico di Sroria natu¬ rale. Milano.
1812. Mariani prof. Giuditta. R. Scuola normale Giannina Milli. Roma.
1899. Mariani dott. Mario. Camerino (Macerata).
1894. Marinelli prof. Olinto. R. Istituto Studi superiori. Firenze.
1900. Martelli dott. Alessandro. R. Museo geologico, Piazza
S. Marco, 2. Firenze.
1910. Martelli ing. cav. Giulio, introbio (Como).
1881. * Mattirolo ing. cav. Ettore. Via Carlo Alberto, 43. Torino.
X
ELENCO DEI SOCI
908. Muletti ing. cav. Lodovico. R. Ispettorato delle Mi¬ niere. Via S. Susanna, 9. Roma.
881. Ma\\uoli comm. Lucio. Ispettore superiore, Capo del R. Corpo delle Miniere. Via S. Susanna, 9. Roma. 881. Meli prof. cav. Romolo. Via del Teatro Valle, 51. Roma. 883. 150 Mercalli prof. sac. Giuseppe. Osservatorio vesuviano. Resina (Napoli).
899. Merciai dott. Giuseppe. Via della Faggiola, 3. Pisa.
890. Meschinelli dott. Luigi. Vicenza.
897. Millosevich prof. Federico. R. Istituto di Studi supe¬ riori. Firenze.
903. Monaci Pietro. Santafiora (Grosseto).
907. Monetti ing. Luigi. R. Ufficio minerario. Carrara.
900. Monti dott. Achille. Via Pusterla, 3. Pavia.
895. Mor andini ing. Bernardino. Massa Marittima (Grosseto).
895. Moretti ing. Guido. Brembate di Sotto (Bergamo).
887. Moschetti ing. Claudio. Ufficio d’Arte. Saluzzo (Cuneo).
910. ióo Museo e laboratorio di geologia del R. Istituto superiore
agrario. Perugia.
904. Napoli dott. p. Ferdinando. Chiesa del Gesù. Perugia.
908. Negri dott. Giovanni. R. Istituto botanico. Torino. 897. Nelli dott. Bindo. Via Pellegrino, 18. Firenze.
883. Neviani prof. Antonio. Via Flavia, 42. Roma.
881.* Niccoli ing. comm. Enrico. Via Buonarroti, 36. Milano.
908. Nievo dott. capitano Ippolito. Via Nievo, 4. Mantova.
888. Novarese ing. cav. Vittorio. R. Ufficio geologico. Roma.
909. Oddo prof. Giuseppe. R. Università. Pavia.
911. Oddone prof. cav. Emilio. Via Caravita, 7. Roma.
91 1. 170 Oliveri ing. Angelo. Via Cattaneo, 22. Becco (Como).
901. Pagani prof. Umberto. Cesena (Forlì).
910. Pangella dott. Giorgina. Via Valeggio, 21. Torino. 881. Pantanelli prof. cav. Dante. R. Università. Modena. 90Ó. Parma cap. cav. Augusto. Sestri Uevante (Genova). 881. Parona prof. cav. Carlo Fabrizio. R. Museo geologico.
Palazzo Carignano. Torino.
1892. Patroni prof. Carlo. R. Istituto Tecnico. Arezzo. 881.* Paulucci marchesa Marianna. Via de’ Pinti, 68. Firenze. 899. Pelloux capitano Alberto. Villa Caterina. Bordighera
(Porto Maurizio)
1893. Peola prof. Paolo. R. Liceo. Ivrea (Torino).
1903. 180 Perrone cav. Eugenio , Via Cola di Rienzo, 133. Roma.
ELENCO DEI SOCI
XI
1902. Piana cav. Giuseppe. Badìa Polesine (Rovigo).
1901. Picasso ing. prof. Vittorio Emanuele. Via Arcivesco¬ vado, 1. Torino.
1910. Pilotti ing. Camillo. R. Ufficio geologico. Roma.
1 9 1 1 . Pintacuda ing. Michele. Via Girgenti, 1. Palermo.
1891. Platania-Platania prof. Gaetano. Via Vitt. Eman., 34.
Catania.
1908. Plueschke ing. Riccardo. Scafa (Chieti).
1909. Ponte dott. Gaetano. Museo mineralogico,. R. Univer¬
sità. Catania.
1895. Porro ing. Cesare. Carate Lario (Como).
1 898. Portis prof. comm. Alessandro. Museo geologico, R. Uni¬
versità. Roma.
1912. 190 Prestini Giuseppe. Via Boccaccio, 32. Milano.
1901. Prever prof. Pietro. R. Museo geologico. Palazzo Cari- gnano. Tonno.
1908. Principi dottor Paolo. R. Università, Museo geologico. Genova.
1910. Pullè ing. conte Giulio. Portoferraio (Livorno).
1910. Pullè ing. Guido. R. Ufficio geologico. Roma.
1906. Raffaelli don Gian Carlo. Bargone (Genova).
1883. Ragtimi dott. cav. Romolo. Maggiore medico. Via Ora-
zio, 24. Roma.
1903. Raimondi ing. Luigi. Miniere solfuree Trezza. Cesena
(Forlì).
1908. Ravagli dott.a Maria. Via Vaifonda, 63. Firenze.
191 1. Redaelli ing. cav. Ernesto , industriale siderurgico. Via Monforte, 34. Milano.
1 899. 200 Reichenbacli ing. Arno. Scafa di S. Valentino (Chieti).
1900. Repossi dott. Emilio. Museo civico di Storia naturale.
Milano.
1907. Riboni ing. Pietro. R. Ufficio minerario. Via A. De-
pretis, 62. Napoli.
1894. Ridoni ing. Ercole. Via Bonsignore 5. Torino.
1883. Riva Palaci generale Giovanni , Via Bonsignore, 5. Torino.
1898. Roccati prof. Alessandro. R. Politecnico, Castello del Valentino. Torino.
1908. /tocca fi dott. sa c. Matteo. Parrocchia della Crocetta. Torino. 1890. Roncalli dott. conte Alessandro. Piazza Lorenzo Ma¬ scheroni, 3. Bergamo.
XII
ELENCO DEI SOCI
1903. Rosati dott. Aristide. R. Università, Museo mineralogico.
Roma.
1895 * Rosselli ing. cav. Emanuele. Via del Fosso, 1. Livorno.
1909. 210 Rossi Napoleone. Campoligure (Genova).
1892. Rovereto march, prof. Gaetano. Museo geologico, Vil¬ letta Di Negro, Genova. (Provvisoriamente Colle Alsina, 1919. Buenos Aires).
1892. Rusconi sac. Giuseppe. Valmadrera (Como).
1908. Sabatini ing. cav. Venturino. R. Ufficio geologico. Roma.
1910. Sabelli ing. Annibaie. R. Ufficio minerario. Caltanisetta. 1885. Sacco prof. cav. Federico. R. Politecnico, Castello del
Valentino. Torino.
1904. Sangiorgi prof. Domenico. Via Cavour, 70. Imola (Bo¬
logna).
1890. Scacchi ing. prof. Eugenio. Via Monte Oli veto, 44. Napoli.
1909. Scalia dott. Salvatore. Museo geologico, R. Università.
Catania.
1910. Schopen ing. Corrado. Piazza Castelnuovo, 15. Palermo.
1881. 220 Segrè ing. cav. Claudio. Corso V. Emanuele, 229. Roma.
1882. * Silvani dott. Enrico. Via Garibaldi, 4. Bologna.
1904. Silvestri prof. Alfredo. R. Liceo. Spoleto (Perugia). 1912. Società boracifera di Larderello. Via Cavour, 9. Firenze. 1912. Spinetti ing. cav. Pompeo. Ministero di Agricoltura. Roma.
1907. Stefanini dott. Giuseppe. R. Museo geologico. Piazza
S. Marco, 2. Firenze.
1908. Stegagno dott. Giuseppe. Via Vignatagliata, 20. Ferrara.
1891. Stella ing. prof. Augusto. R. Politecnico, Castello del
Valentino. Torino.
1909. Stella-Starabba Francesco. Via Vitt. Eman. Catania. 1882. Striiver prof. comm. Giovanili. R. Università. Roma.
1910. 230 Tancredi cav. Alfonso Mario , Maggiore nelle R. Truppe
coloniali. Cava dei Tirreni (Salerno).
1910. Tansini ing. Mario. Via S. Luca, 5. Genova.
1912. T anfani Fausto. Ascoli Piceno.
1881. Taramelli prof. comm. Torquato. R. Università. Pavia.
1907. Taricco ing. Michele. R. Ufficio minerario. Iglesias
(Cagliari).
1891. Taschero dott. Federico. Mondovì (Cuneo).
1910. Taq^er cav. Emilio. Agordo (Belluno).
191 1. Ferrile dott. sac. Filippo. Via della Vergine, 2. Genova
1908. Testa ing. Leone. R. Ufficio minerario. Vicenza.
ELENCO DEI SOCI
XIII
1 88 1 . Tittoni avv. comm. Tommaso. Senatore del Regno.
Via Rasella, 155. Roma.
1889. 240 Toldo prof. Giovanni. Casa Scarabelli. Imola (Bologna).
1881. Tommasi prof. Annibaie. R. Università. Pavia.
1898. Tonini dott. Lorenzo. Seravezza (Lucca).
1905. Tomolo dott. Antonio. Gabinetto di Geografia fisica,
R. Università. Padova.
1883. Toso ing. comm. Pietro Via de’ Serragli, 13. Firenze.
[890. Trabucco prof. Giacomo. R. Istituto tecnico Galileo
Galilei. Firenze.
1901. Trentanove dott. Giorgio Morando. Luco di Mugello
Borgo S. Lorenzo (Firenze).
1882. Tuccimei prof. comm. Giuseppe. Via Tor Sanguigna, 13.
Roma.
1882.* Turche ing. John. Ufficio dell’Acquedotto. Bologna.
1906. Ufficio sperimentale delle Ferrovie dello Stato. Roma. 1912. 250 Vercelloni rag. Carlo. Lecco (Como).
1882. Verri generale comm. Antonio. Via Aureliana, 53. Roma. 1893. Vinassa de Regny prof. Paolo Eugenio. R. Università. Parma.
1903. Viola ing. prof. cav. Carlo. R. Università. Parma. 1882. Virgilio prof. Francesco. R. Museo geologico. Palazzo Carignano. Torino
1902. Zamara nob. colonnello Giuseppe. Corso C. Alberto, 23.
Brescia.
1912. Zerilli dott. Vito. Via Gallo, 51. Trapani.
1910. Zucchi ing. Gerolamo. Portoferraio (Livorno).
1912. Zuffardi dott. Pietro. Palazzo Carignano, Museo geo¬ logico. Torino.
Soci residenti all’estero.
1908. Bibliothèque de l' Università (Médecine-Sciences). Tou- louse. (Francia).
191 1 . 260 Boussac Jean. Avenue de Maine, 224. Paris.
1897. Caetani ing. Gelasio. Crocker Building. S. Francisco (California).
1887. Charlon ing. E. Rue Pierre Duprèt, 23. Marsiglia. 1910. Commissdo do Servico Geologico de Portugal. Lisbona. 1901.* De Dorlodot chan. prof. Henri Rue de Bériot, 44. Louvain (Belgio).
1893. Deecke prof. Wilhelm. Freiburg, Baden (Germania).
XIV
ELENCO DEI CAMBI
1881 .* Delaire ing. Alexis. Boulevard des Batignolles, 29. Paris.
1895. De Pian ing. cav. Luigi. Via Kifissia, 51. Atene.
1912. Geologisch-palaeontologisches Institut und Museum der Universitàt. Bonn (Germania).
1 9 1 1 . Gignoux Maurice, prof, à la Faculté des Sciences. Gre¬ noble (Isère).
1899. 270 Hassert doct. Kurt. Vorgebirg-Str., 31". Kòln am Rhein (Germania).
i88t.* Hughes prof. cav. Thomas Mac Kenny. University. Cambridge (Inghilterra).
1890.* Johnston-Lavis dr. Henry. Beaulieu (Alpes Maritimes, Francia).
1884.* Levat ing. David. Boulevard Malesherbes, 174. Paris.
1882.* Levi bar. Adolfo Scander. Nizza (Alpi Marittime).
1906. Lugeon prof. Maurice. Université. Lausanne (Svizzera).
1903. Margerie (de) prof. Emmanuel. Rue Fleurus, 44 Pa¬ ris (VIe).
1906. Migliorini Carlo. The School of Metalliferous Mining. Camborne (Cornwall, Inghilterra).
1902. Oppenheim doct. Paul. Sternstrasse, 19. Gross-Lichter- felde-West (Berlin).
1881.* Pélagaud doct. Elisée. Chàteau de la Pinède, Antibe (Alpes Maritimes, Francia).
1895 280 Salomon doct. Wilhelm. Universitàt. Heidelberg (Baden).
1908. Schmidt prof. Cari. Universitàt. Basel (Svizzera).
1908. Tornquist doct. Alexander Geolog. Institut d. Univer- sitat, Konigsberg (Germania).
Elenco dei cambi (')
Italia.
Catania. — R. Accademia Gioenia di sciente naturali.
a) . Atti fanno LX1X, 1892-93].
b) . Bollettino delle sedute [fase. XXX, 1892].
Iesi (Ancona). — * Sezione di Iesi del Club alpino italiano, a). L’ Appennino centrale fanno I, 1904].
(') Di ogni pubblicazione è indicato da qual volume od anno comincia la serie posseduta dalla Società.
L 'asterisco (*) indica che il cambio è limitato ai Resoconti delle adunanze della Società.
ELENCO DEI CAMBI
XV
Iglesias (Cagliari). — * Associazione mineraria sarda.
a). Resoconti delle riunioni [voi. Ili, 1898].
Roma. — R. Accademia dei Lincei (via Lungara).
a) . Rendiconti della classe di se. fis. mat. e nat. [serie 3%
voi. VII, 1882].
b ) . Rendiconti delle sedute solenni [1892].
Roma. — R. Ufficio geologico. (Via S. Susanna, 13).
a) . Bollettino del R. Comitato geologico d’Italia [voi. 1, 1870].
b ) . Mem. descritt. della carta geol. d’Italia [voi. I, 1 886 1 .
c) . Mem. per servire alla descr. della carta geol. d’Italia
[voi. I, 1871].
d) . Carte geologiche diverse.
id. — Ministero di Agricoltura , Industria e Commercio
a) . Rivista .del Servizio minerario [1896].
b) . Carta idrografica d’Italia. - Memorie.
id. — Società geografica italiana (via Plebiscito, 102).
a) . Bollettino [serie 2a, voi. VII, 1882J.
b) . Memorie [voi. V, 1895J.
id. ■ — Società degli Ingegneri e degli Architetti italiani
(via Muratte, 70).
a) . Bollettino [anni I-XV, 1893-1907] serie chiusa.
b) . Annali [anno I, 1886].
id. — Istituto internazionale d’Agricultura.
Venezia. — R. Magistrato alle Acque.
a) . Bollettino [anno I, 1908].
b) . Pubblicazioni varie.
Austria-Ungheria.
Budapest. — K. Ungarische Geologiche Reiclisanstatt (Stefa¬ nia - ut. 14).
a) . Mittheilungen aus dem Jahrbuche [Bd. I, 1872].
b ) . Jahresbericht [1883].
c) , Fòldtani Kózlòny [Kòt. XV, 1885].
d) . Pubblicazioni diverse.
— Ungarische Geologiche Gesellschaft. (Stefània-ùt. 14 sz.). Mitteilungen [b. I, 1910].
Budapest. — Société Hongroise de Géographie. (Sàndor-Utcza 8. sz.).
a) . Bulletin (Foldrajzi Kozlemények) [Tom. XXXI, 1903].
b) . Abrégé du Bulletin. [id.].
XVI
ELENCO DEI CAMBI
Krakau. — Académie des Sciences (Akad. d. Wissenschaften) .
a). Bulletin International (Anzeiger) [1889].
Iglò. — Ma gya rorsq àgi Kàrpà tegyesiilet. ( Ungarischer
Karpathen- Verein). a). Jahrbuch fvol. XVII, 1 890 1.
Trieste. — * Società alpina delle Giulie.
a). Alpi Giulie [anno VII, 1902].
Wien. — K. k. Geologische Reichsanstalt. (Rasumofski- gasse 23).
a) . Verhandlungen [Jahrg. 1880J.
b) . Jahrbuch [Bd. XXX, 1880J.
id. — K. k. Naturhistorisches Hofmuseum. a). Annalen [Bd. I, 1886].
id — Palàontologische s institut der k. k. Universitdt (I., Franzensring).
a). Beitriige zur Palaontologie und Geologie Osterreich- Ungarns und des Orients [Bd. XI, 1 897 1. id. — Geologische Gesellschaft. (I. Franzensring. Geol. Institut d. Universitat). a). Mitteilungen [I, 1908].
Belgio.
Bruxelles. - — Société Royale mal acolo gique de Belgique. a). Annales [voi. XVI, 1881J.
id. — Société Belge de Géologie, de Paléontologie et d’ Hydrologìe. (Palais du Cinquantenaire).
a) . Bulletin [voi. I, 1887].
b) . Nouveaux Mémoires [fase. i°, 1903].
Liège. — Société géologique de Belgique.
a) . Annales [voi. IX, 1881 1.
b) . Mémoires [voi. 1°, 1900].
Francia.
Bordeaux. — Société Linnéenne de Bordeaux. (Rue des Trois- Conils ; Athénée). a). Actes [voi. XXXVI, 1882J.
Havre. — Société géologique de Normandie. (Hotel de ville). a). Bulletin [t. XX, iqooj.
Lille. — Société géologique du Nord. (Rue Brùle-Maison, 156). a). Annales [voi. XXXII, 1903].
ELENCO DEI CAMBI
XVII
Paris. — Société de Spéléologie. (Rue de Lille, 34).
a). Bulletin (Spelunca) [t. I, 1895]. id. — Société géologique de France. (Rue Serpente, 28). a). Bulletin |ser. 3&, voi. X, 1881].
Germania.
Berlin. — Deutsche geologiche Gesellschqft. a). Zeitschrift [Bd. 35, 1883J. id. — K. preuss. geolog. Landesanstalt.
(Invalidenstrasse, 44). a). Jahrbuch (Bd. I, 1880I.
Bonn. — N leder rheinische Gesellschaft.
a) . Sitzungsberichte (1895!.
b ) . Verhandlungen(d.naturhistorischenVereins) [LUI, i8q6|. Freiburg im Breisgau (Baden). — Naturf orscliende Gesellschaft.
a). Berichte |Bd. IV, i888(.
Gran Bretagna.
Dublin. — Royal Dublin Society.
a) . Scientifìc proceedings (N. S., voi. IV, 1885).
b) . Scient. transactions (ser. II, voi. Ili, 1885).
c) . Economie proceedings [voi. 1°, 1899].
Edinburgh. — Edinburgh Geological Society.
a). Transactions (voi. VII, 1894].
Glasgow. — Geological Survey. a). Memoirs [1905]. id. — Geological Societj\ a). Transactions [1908].
London. — Geological Society.
a) . Quarterly Journal [voi. XXXVIII, n° 149, i882|.
b) . Geological literature |n° 1, 1 894I.
Portogallo.
Lisbona. — Comissao do Servico geologico de Portugal. (Rua do Arco a Jesus, 113,2°).
a) . Communicaqóes ft. I, 1883].
b) . Mémoires.
XVIII
ELENCO DEI CAMBI
Rumenia.
Bukarest. — Institutului geologie al Romdniei (Soseana Kiselef, 2).
a). Anuarul |t. I, 1907].'
id. — Miiseulu de Geologia si de Paleontologia,
a). Anuarulù fanno 1894I.
Jassy. — Università de Jassy.
a). Annales scientitìques [t. I, 1900].
Russia.
Helsingfors. — Commission géologique de Finlande. a). Bulletin [n° 6, 1897]
Novo-Alexandria — Annuaire géologique et minèralogique de la Russie [voi. I, 1896].
Pietroburgo. — Coinité géologique. (Institut des mines).
a) . Bulletin [t. I, 1 882 J .
b ) . Mémoires [voi. I, 1883J.
c) . Bibliothèque géologique de la Russie [t. VI, 1885J.
d) . Travaux de la section géologique du Cabinet de sa
Majesté fvol. I, 1895].
id. — Russische K. Mineralogisehe Gesellschaft.
a) . Verhandlungen [Bd. 32, 1896].
b) . Materialien zur Geologie Russland [Bd. 18, 1897]. id. — Société Impériale des Natur alistes.
a) . Comptes-rendus des séances fvol. XXVI, 1 885 J.
b) . Travaux de la section de Géologie et de Minéralogie
fvol. XIX, 1888I.
Svezia.
Stockholm. — Geologiska foreningen i Stockholrn. a). Forhandlingar [Bd. XII, 1890J. id. — K. Svenska Vetenskaps Akademien.
a) . Arkiv fdr Kemi, Mineralogi och Geologi [Bd. 2, 1905]
b) . Arkiv for Zoologi [Bd. 3, 1 906J.
c ) . Arkiv for Botanik [Bd. 5, 1905I.
Upsala. — Geological lnstitution of thè University of Upsala (Bibliothèque de l’Université R.). a). Bulletin [voi. I. 1892].
Svizzera.
Zurich. — Naturforsehende Gesellschaft.
a). Vierteljahrsschrift [anno LV, 1910].
ELENCO DEI CAMBI
XIX
Africa.
Cape Town. — Geological Commission Departement of Agri - culture.
a). Annual report [i°, 1896).
Johannesburg. — Geological Society of South Africa.
a ) Transactions [voi. VI, 1904].
b) . Proceedings [anno 1 905 1.
America.
Baltimore (U. S. A ). — Maryland Geological Survey. a). Reports [voi. I, 1897].
Berkeley, California (U. S. A.). — Exchange Department Uni¬ versity of California Library, a). Bulletin of thè department of Geology [voi. 5, 1906], Buenos-Aires (R. Argentina). — Instituto geografico Argentino, a).' Boletin [t. X, 1889].
id. — Ministerio de Agricultura. División de Minas,
Geologia è Hidrologia. a). Anales [tomo IV, 1910].
Chicago (U. S. A.). — Field Museum of Naturai History. a) Reports [voi III |.
Cleveland (U. S. A.). — Geological Society of America, a). Bulletin [voi. I, 1890]
Columbus (U. S. A.). — Geological Survey of Ohio.
a). Bulletin [4a serie, n° 1, 1903].
Lima (Perù). — Cuerpo de Ingenieros de Minas del Perù, a). Boletin [num. 1, 1902].
Mexico (Mexico). — Instituto geologico de Méxicò. (6.a del Ci- prés, 176).
a). Boletin [num. 12. 1889I. id. — Sociedad geologica. (6.a del Ciprés, 176). a). Boletin [Tomo I, 1905].
Montevideo (Uruguay). — Museo de Historia naturai, a). Anales [t. I, 1894J.
Ottawa (Canada). — Department of Mines Mines branch. a). Reports.
Parà (Brazil). — Museu Paraense de Historia Naturai e Etimo graphia. (Caixa postai n° 399). a). Boletin [voi. I, 1896].
XX
ELENCO DEI CAMBI
Rolla (U. S. A ). — Bureau of Geology and Mines. State of Missouri.
Sao Paulo (Brazil). — Museo Paulista. (Caixa do Correlo, 500).
a). Revista publicada par H. v. Ihering. [voi. I, 1895J. Urbana (U. S. A.). — University of Illinois.
a) Illinois State geological Survey. Bulletin fn.° 9, 1908I. Washington (U. S. A.) — United States Geological Survey.
a) . Bulletin fn° 34, 1883].
b) . Annual reports fsixth ann. 184]. c’) Monographs [voi. I, 1882].
d) . Minerai resources anno 1886.
e) . Water-Supply and Irrigation papér n.° 65, 1902.
f) . Professional paper n.° 1, 1902.
Wisconsin (U. S. A.). — University of Wisconsin.
a). Bulletin - Science series - voi. I, 1894.
Asia.
Calcutta (Britisch Indien). — Geological Survey of India.
a) . Memoirs [voi. IV, 1865].
b) . Palaeontologia indica [ser. ia, voi l|.
c ) . Records [voi. I|.
d) . Pubblicazioni diverse.
Tokio (Japàn). — Geological Society.
a). The Journal [voi. Vili, 1901J. id — College of Science Imperiai University, a) The Journal [voi. XVI, 1901 1.
Australia.
Melbourne (Victoria). — Australasian Institute of Mining En- gineers.
a) . Transactions |vol. IV, 1 897 1.
b) . Proceedings [anno 1898].
id. — Royal Society of Victoria.
a) . Transactions [voi. I. 1 888 1.
b) . Proceedings [voi 1, n. s., 1889).
Sydney (New South Wales). — Geological Survey of New South Wales.
a) . Records [voi. IV, 1 89 4 1.
b) . Memoirs [1894]
c) . Annual report [1894I.
d) . Minerai Resources [n° 1., 1 898 1.
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
tenuta in Roma il 31 marzo 1912
Presidenza Lotti.
L’adunanza è tenuta alle ore 9 nella Sala della Biblioteca del R. Ufficio geologico, gentilmente concessa, per trattare il seguente ordine del giorno:
1. Approvazione dei verbali delle adunanze tenute a Lecco e Milano nel 1911.
2. Comunicazioni della Presidenza.
3. Ammissione di nuovi soci.
4. Presentazione del bilancio consuntivo 1911.
5. Discussione del bilancio preventivo per l’anno 1912.
6. Elezione dei commissari pel bilancio.
7. Proposta di nomina di una Commissione incaricata della revisione e coordinamento del Regolamento per le pubblica¬ zioni.
8. Designazione della sede per l’adunanza generale estiva.
9. Presentazione delle pubblicazioni mandate in omaggio alla Società.
10. Comunicazioni scientifiche e presentazioni di lavori per l’inserzione nel Bollettino.
11. Affari eventuali.
Sono presenti: il presidente Lotti; i consiglieri Clerici, Mattirolo, Segrè ; il tesoriere Aichino ; l’archivista Crema ; i soci Baldacci, Cermenati, Galli, Lattes, Meli, Neviani, No¬ varese, Portis, Pullè, Sabatini ; il segretario Verri ; i sotto- segretari Cerulli-Irelli, Pi lotti.
Scusano l’assenza: il vice-presidente Parona; i consiglieri Colomba, Di Stefano; i soci Bassani, Issel, Platani a.
ii
XXII
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
Presidente. Mi sento altamente onorato di essere stato eletto alla presidenza per quest’anno del nostro illustre sodalizio.
Sapendo di non meritare tanto onore per quel troppo poco che ho fatto a vantaggio della nostra scienza, credo che si sia voluto piuttosto rendere con questo atto un tributo ad un vec¬ chio socio promotore, o forse anche ai 40 anni che in questi giorni appunto si compiono dacché incominciai la mia carriera, entrando come geologo-operatore nell’Ufficio geologico.
Ad ogni modo mando a tutti coloro che mi onorarono del loro voto i miei ringraziamenti.
Ringrazio poi gl’intervenuti, saluto cordialmente il mio pre¬ decessore on. Cermenati, ed apro la seduta per trattare gli ar¬ gomenti indicati nell’ordine del giorno enunciato nella circolare del 12 marzo.
1. — Approvazione dei verbali delle adunanze tenute a Lecco e Milano nel 1911.
Cermenati presenta una busta con carte del resoconto del Congresso di Lecco, dicendo che sarebbe pronto a leggerle, ma per tale lettura occorrerebbe più tempo di quanto ne sia con¬ cesso in questa seduta; propone quindi che per tale motivo, ed anche per l’assenza della maggioranza dei soci interessati, i verbali siano sottoposti alla approvazione nell’adunanza estiva, alla cui epoca sarà stato pubblicato il fascicolo del Bollettino che li contiene.
Ricorda che non sempre neH’adunanza invernale si sono po¬ tuti approvare i verbali di quella estiva, e cita per esempio il caso che quando fu tenuta l’adunanza del 13 marzo 1910 an¬ cora non era stato pubblicato il fascicolo contenente il reso¬ conto dell’adunauza a Palermo e Catania tenuta nel settembre del 1909. Soggiunge che il ritardo di pubblicazione dei reso¬ conti dipende da ritardi involontari, tra cui nota la circostanza che ancora non gli sono state rimandate le bozze del discorso del Ministro N itti.
Sabatini osserva che nella riunione di Lecco fu approvato un ordine del giorno per un invito ai nostri soci, affinchè de-
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
XXIII
cidano con referendum se la Società geologica debba appoggiare l’Istituto vesuviano internazionale. Fino a tutt’oggi il referen¬ dum non fu fatto, mentre resta altro voto di plauso e di ap¬ poggio morale, approvato anche a Lecco ed all’ultimo momento, un poco in contradizione col primo, e del quale gl’interessati potrebbero giovarsi, senza il correttivo che potrebbe venire dal referendum. Propone perciò che il medesimo si faccia al più presto.
Cekmenati risponde sperare che dentro l’aprile i verbali pos¬ sano essere pronti, e quindi nel prossimo fascicolo sarà inclusa anche la proposta del referendum.
Sabatini si dichiara soddisfatto.
L’Assemblea rimanda l’approvazione dei verbali dell’adu¬ nanza di Lecco alla riunione estiva.
2. — Comunicazioni della Presidenza.
Presidente. Annunzio con sentito dolore la perdita dei soci Bonetti, Forma, Spezia, Statuti, la commemorazione dei quali sarà fatta nell’adunanza estiva. Il professore sacerdote Filippo Bonetti era socio fino dal 1885, e della sua commemorazione si incarica il socio Clerici ; pel dottore Forma, tecnico del R. Museo geologico di Torino, il socio Dervieux ha già man¬ data la necrologia. Il prof. Spezia, il quale per voto dell’as¬ semblea era stato eletto vice-Presidente della Società, sarà do¬ verosamente commemorato dal socio Colomba. Chi non ha co¬ nosciuto l’ing. Statuti, decano della nostra Società, nostro Te¬ soriere per tant’anni, e nell’adunanza di Lecco nominato Con¬ sigliere, sempre presente a tutti i nostri congressi? Ai suoi fu¬ nerali la Società fu rappresentata da me, allora vice-Presidente, e dall’Archivista Crema; il socio Neviani, amico intimo del de¬ funto, ne commemorerà affettuosamente la memoria.
Presidente partecipa che l’ing. Zezi ha rassegnate le di¬ missioni da socio. Nota che l’ing. Zezi è uno dei pochi super-
XXIV
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
stiti tra i fondatori della Società, a vantaggio della quale ha sempre prestato la opera sua.
L’Assemblea invita il Presidente a fare presso il socio Zezi le maggiori insistenze perchè ritiri le dimissioni, e gli esprima il vivo rammarico che proverebbero i colleglli qualora egli per¬ sistesse nel mantenerle.
Presidente partecipa che la Società botanica italiana, avente sede a Firenze, invitò la Società geologica ad unirsi nel movi¬ mento per la protezione dei monumenti naturali, riservandosi di prendere accordi per un Congresso dei rappresentanti le As¬ sociazioni che abbiano aderito. La Presidenza rispose associan¬ dosi, e dichiarando che restava in attesa di conoscere il tempo ed il luogo del Congresso per delegare il proprio rappresen¬ tante.
Presidente partecipa che, conforme alla deliberazione del¬ l’adunanza estiva, il Consiglio ha stipulato il nuovo contratto per la stampa. Il prezzo del foglio da L. 47 è salito a L. 55. Le tariffe dei compensi sono regolate in modo da semplificare la con¬ tabilità. Le diverse condizioni che interessano direttamente i soci saranno pubblicate insieme al Regolamento per le pubblicazioni, per la cui revisione è proposta la nomina di una Commissione nel n. 7 dell’ordine del giorno.
Presidente partecipa che il Consiglio, nella riunione del 17 de- cembre, riconfermò ad unanimità e con plauso l’ing. Aichino nel¬ l’ufficio di Tesoriere.
L’Assemblea applaude.
Presidente partecipa che il Consiglio, nell’adunanza predetta, deliberò di accogliere la domanda avanzata dal Comitato pro¬ vinciale romano per contributo di sussidio alle famiglie dei morti e feriti in Tripolitania, ed autorizzò la Presidenza a contribuire con L. 100 prelevate dal cap. 8 del bilancio pre¬ ventivo, non ritenendo che fosse il caso di aprire sottoscrizioni tra i soci.
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
XXV
Presidente partecipa che il Consiglio, nella stessa adunanza, deliberò di accogliere in massima una domanda di Justus Per- thes , chiedente la inclusione nel Bollettino di un prospetto di pubblicazioni geografiche. Rimise alla Presidenza di studiarne le modalità e vedere se niun inconveniente si opponga a che sia introdotto tale prospetto. A suo tempo la Presidenza riferirà in riguardo.
Presidente partecipa che il Presidente del 1911 presentò al Consiglio, nella riunione suindicata, proposta di pubblicare 150 copie di un volume speciale, contenente gli atti del XXX0 Congresso e le comunicazioni scientifiche in esso presentate : volume da dedicare alla memoria di A. Stoppani.
Interpellato dai Consiglieri il Segretario sulla situazione delle spese, egli dichiarava essere impossibile che la stampa del Bollettino, per se sola, potesse essere contenuta nel limite del cap. 1° del bilancio preventivo. Avendo il Presidente assi¬ curato che per la stampa del volume si sarebbero avuti sussidi speciali dai Ministri di Agricoltura e deH’Istruzioue, il Consiglio approvò la proposta pubblicazione, riducendo però la tiratura del volume a copie 100.
Presidente partecipa che compiuta la stampa del fase. 3° del Bollettino, e così calcolato con abbastanza giustezza il di¬ savanzo preannunciato nella stampa, fu convocato l’il febbraio il Consiglio per deliberare sul modo come provvedere ai paga¬ menti per ultimare il volume XXX, e per la pubblicazione del volume in memoria dello Stoppani.
Un provvedimento era indispensabile ed urgente, perchè non trattatasi di sole memorie da potersi rimettere ad altro esercizio, ma della stampa di un fascicolo che doveva conte¬ nere gli Atti dell’adunanza estiva, e l’indice generale del volume.
Non era possibile di stabilire un calcolo di quanto sarebbe asceso il disavanzo, perchè mancavano i resoconti del Congresso estivo, costituenti la parte principale del fase. 4° ; però — in base a dichiarazione dell’ex-Presidente Cermeuati che la stampa dei resoconti avrebbe importato non molti fogli e solo poche illu-
XXVI
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
strazioni; che per colmare il disavanzo si poteva contare sui sussidi che sarebbero dati dai Ministeri dell’ Agricoltura e della Istruzione — il Consiglio deliberò che le spese di stampa, pel fase. 4° e pel volume speciale, fossero sostenute coi fondi del bilancio per la stampa del Bollettino 1912; che però nelle en¬ trate fosse inscritto un sussidio straordinario di L. 1500, che l’ex-Presidente promise d’interessarsi affinchè fosse accordato dal Ministero di Agricoltura, e che sembrò sufficiente qualora la stampa dei Resoconti fosse contenuta nei limiti come era stato avvertito.
Partecipa che il sussidio è stato accordato.
Cermenati presenta la lettera, colla quale il Ministro gli comunica che, aderendo di buon grado al desiderio da esso ma¬ nifestatogli, ha disposto che sia concesso alla Società Geologica Italiana un sussidio di 1500 lire.
Soggiunge: al principio del 1911 vi feci avere 500 lire, con queste sono 2000.
Presidente partecipa che il Consiglio, nell’adunanza del 30 marzo, ha confermato nell’ufficio di vice-Segretario il socio Ce - rulli-Irelli, ed ha eletto a vice-Segretario il socio Pilotti.
3. — Ammissione di nuovi soci.
Segretario legge le proposte per ammissione di nuovi soci:
1. Geologisch-palaeontologisches Institut der Universitaet Bonn, proposto dai soci Lotti e Salomon.
2. Terziani Fausto, ad Ascoli Piceno, proposto dai soci Lotti e Verri.
3. Francick dott. Luigi, a Settimo di Valpolicella, proposto dai soci Marconi e Z amara.
4. Audisio di Somma cav. Federico, a Torino, proposto dai soci Roccati e Sacco.
5. Crida Ugo, direttore delle miniere della Società « Abun- dantia » a Massa Marittima, proposto dai soci Lotti e No¬ varese.
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
XXVI I
6. Società boracifera di Larderello, a Firenze, proposta dai soci Lotti e Verri.
7. Azzi dott. Girolamo, a Roma, proposto dai soci Aichino e Novarese.
L’Assemblea approva.
4-5. — Bilanci sociali.
Presidente annunzia di aver ricevuto questa interpellanza1:
25 marzo 1912.
On. Presidente della S. G. I.,
Il sottoscritto chiede d'interpellare l’Assemblea se l’ammissione di alcune memorie nel Bollettino 1911, la mancanza dei verbali dell’adu¬ nanza estiva dell’anno stesso rispondano al dovere di osservare le dispo¬ sizioni che regolano la Società Geologica Italiana.
Chiede di svolgere questa interpellanza prima della discussione dei bilanci, e, poiché interessa la presidenza del prof. Cermenati, prega la S. V. di volergliela comunicare.
Il socio A. Verri.
Verri legge l’interpellanza, della quale si riportano i passi che interessano sostanzialmente l’andamento della Società.
« Poiché la pubblicazione del resoconto dell’adunanza estiva 1911 è prorogata, manca la base per vedere se e quanto siano osservate, in riguardo alla redazione dei verbali, le prescrizioni poste nella prima parte dell’art. 4 del Regolamento per le pub¬ blicazioni.
1 II nesso logico tra i soggetti rendeva impossibile presentare intel¬ ligibilmente la discussione sulla stampa del 4° fase., voi. XXX, assotti¬ gliando troppo lo svolgimento di questa interpellanza. L’interpellanza è ridotta a sunto, conforme ad avvisi manifestati nell’Assemblea, ma è un sunto di ragioni non di sole conclusioni: per la fedeltà rigorosa il sunto è composto di passi stralciati dal testo, che fu depositato in Archivio. Il sunto delle conclusioni approvato dall’Assemblea è trascritto al suo posto.
Scrisse Polibio nessuna via essere più facile agli uomini ad insegna¬ mento della vita, guanto la conoscenza delle cose fatte nel passato : la cono¬ scenza non può essere giusta, se i verbali non dicono matematicamente i fatti come sono successi.
XXVIII
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
» La seconda parte dell’articolo dice: I titoli delle memorie non verranno inseriti nei verbali, se al momento della stampa di questi non sarà pervenuto alla Segreteria il relativo mano¬ scritto. La processione dei manoscritti relativi a titoli annun¬ ciati al XXX0 Congresso dura dal settembre al marzo; però non c’è dubbio circa l’essere in regola colla lettera della legge, perchè il momento della stampa dei verbali ancora è di là da venire.
» Il Consiglio, nella seduta del li 8 aprile, considerato l’in¬ caglio che reca alla compilazione del bilancio consuntivo l’accet- tamento di manoscritti consegnati molto dopo l’adunanza estiva, deliberò che le memorie presentate un mese dopo fossero inse¬ rite nel Bollettino 1912; attenendosi in ciò alla facoltà posta nell’articolo 5 del Regolamento. Il Bollettino 1911 dovrà con¬ tenere memorie mandate anche 5 e 6 mesi dopo il Congresso: ma questo non ha recato ritardo alla presentazione del consun¬ tivo 1911; siamo riusciti a chiudere i conti senza bisogno di aspettare la chiusura del volume.
» Il Consiglio, nella seduta del 17 decembre, modificando la deliberazione delli 8 aprile, prorogò a tutto il decembre la accettazione dei manoscritti pel Bollettino 1911. Questa delibera¬ zione avrebbe escluso dal Bollettino varie memorie, dei cui titoli era stato sollecitato l’annunzio al Congresso, con libertà agli autori di mandare a comodo il manoscritto; il Presidente perciò non la credè meritevole di considerazione, ed il Bollettino dovrà contenere anche memorie i cui manoscritti sono stati trasmessi sino ai primi di marzo, ed altre se ne venissero ancora.
» L’ammissione dei frutti maturati per forza, aggiuntevi le memorie venute negl’intervalli, le quali, in osservanza all’arti¬ colo 3 del Regolamento, bisogna includere a meno di falsificarne le date di arrivo, vuol dire aggravio di quasi 800 lire nella spesa di stampa del Bollettino 1911.
» Domando se ai Presidenti sono concesse facoltà tali ; nel caso affermativo chiedo, a titolo di pura curiosità, perchè e per chi stanno nel Regolamento certi articoli, e qual valore si debba dare alle deliberazioni del Consiglio; chiedo, se una Società possa lasciar prendere in burla le leggi da essa costituite, senza
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
XXIX
cadere nel ridicolo. E poiché casi simili potrebbero non si sa mai ripetersi, chiedo che si affermi come debba contenersi il Segretario .
» Non ci sono nel Regolamento disposizioni tassative circa il tempo nel quale deve essere fatta la pubblicazione dei ver¬ bali delle Assemblee; dallo scopo di questi atti, nella vita scienti¬ fica ed amministrativa, il buon senso più elementare deduce che la pubblicazione ne debba precedere l’Assemblea susseguente. Passato più che mezz’anno dall’adunanza estiva a questa, sap¬ piamo solo qualche cosa di quell’adunanza per aver inteso dire; gli studiosi hanno potuto conoscere i temi dei premi Molon, perchè mi venne pensato di segnarli nella copertina del 3" fa¬ scicolo, supponendo che siano stati approvati quelli proposti dalla Commissione. La responsabilità della mancanza dei verbali cade particolarmente sul Segretario, e quindi bisogna dica come stanno le cose.
» Resomi impossibile d’intervenire alla adunanza estiva, il 4 settembre mandai al Presidente le carte della parte ammi¬ nistrativa, preparate in maniera che bastasse segnare foglio per foglio i risultati. Poiché per la parte scientifica bastava farsi consegnare le comunicazioni, come stabilisce l’articolo 4 del Regolamento; poiché per la parte sportiva i Comitati, diretti dal Segretario generale del Comitato per il Congresso, avreb¬ bero curato di dare le relazioni, pensai che si sarebbe poi po¬ tuto riassumere speditamente il resoconto complessivo. Nella lettera mi estesi in avvertenze e raccomandazioni sul modo di curare la parte scientifica, tanto che temendo di avere ecceduto soggiunsi : vogliano scusare se insisto su questi punti, che con¬ sidero di molta importanza ad evitare imbarazzi nella compo¬ sizione del Bollettino.
» Ritornato a Roma il 6 novembre, m’occupai subito di or¬ dinare e consegnare alla Tipografia i manoscritti delle memorie ; il giorno 13, scrivendo al Presidente, per rappresentargli la ne¬ cessità di sollecitare la pubblicazione del Bollettino atteso la scadenza del contratto per la stampa, soggiungeva: procurerò di abbozzare i verbali delle riunioni del Congresso, che poi le trasmetterò per colmarne le lacune.
XXX
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
» Postomi ad ordinare le carte ricevute pel resoconto, dovei persuadermi che solo con quei pochi appunti insignificanti per¬ deva tempo inutilmente, e, stante la necessità di sollecitare la stampa, il 17 novembre mandai quelle carte al Presidente scri¬ vendogli : è impossibile da parte mia abbozzare anche un sem¬ plice schema di resoconto sugli appunti che ho ricevuto. Perciò glieli rimetto, perchè sarà più facile con questi redigerlo ai Segretari che furono presenti.
» Il 14 febbraio fu consegnato alla Segreteria un fascio di carte comprendenti circolari, elenchi e simili ; tra il 14 febbraio ed il 1° marzo furono consegnati manoscritti con resoconti della la, lla, IIIa e metà della IVa giornata del Congresso. Prima di questi erano stati consegnati separatamente i discorsi del Taramelli, del Capellini, del Presidente, del Ministro d’Agri- coltura. Più niente in tutto marzo.
» Curato che la composizione della stampa di queste frazioni del resoconto procedesse sollecita, ed altrettanto sollecita fosse la trasmissione delle bozze per la correzione, dal 15 marzo ci troviamo con una ventina di fogli di stampa impegnata nelle bozze in colonna, la quale dal 2 marzo tento senza profitto di¬ sincagliare. La Tipografia è costretta a sospendere la composi¬ zione, eccedendo la stampa impegnata il quantitativo dei ca¬ ratteri che ha l’obbligo di tenere a disposizione della Società; il ristagno porta anche la conseguenza che la Tipografia è in diritto di applicare multe. L’ex Presidente deve ricordarsi di avere avuto due avvisi in riguardo, uno il 2 marzo l’altro il 15. Intanto che ci sta addosso la pesantezza oppressante di quel resoconto, non può avviarsi, per deficienza di caratteri, la com¬ posizione del Bollettino 1912, e questo serva di avviso ai pre¬ sentatori di memorie, affinchè non si lamentino del ritardo nella pubblicazione.
» La situazione finanziaria logicamente è l’esponente di certe situazioni morali. Nella vita della Società questo è il terzo di¬ savanzo tra le entrate e le spese per la stampa del Bollettino. Il primo disavanzo fu di L. 1357, nel 1885; il secondo fu di L. 2914, tra il 1891 ed il 1892. Si capisce facilmente il primo avvenuto nell’infanzia della Società; si spiega il secondo leg-
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
XXXI
gendo che nel 1892 il Tesoriere dichiarava che da due anni non poteva presentare i bilanci perchè non riceveva i conti.
» La tabella Passivo del bilancio consuntivo, confrontata col preventivo 1911, mostra come è avvenuto il disavanzo tra le spese preventivate e quelle fatte. Una vendita eccezionale di volumi arretrati del Bollettino, il rigore negli addebiti agli Autori — rigore in contrasto col mio sentimento — hanno evi¬ tato che il consuntivo si presentasse con eccedenza passiva, an¬ corché fermato alla spesa di stampa del fascicolo 3°. Tengo a fissare il dato che il disavanzo nella stampa non venne all’im¬ pensata: il Presidente ne era stato preavvisato in lettera del 15 novembre.
» Le tabelle del bilancio preventivo del 1912 espongono come il Consiglio nella seduta del li 11 febbraio deliberò l’as¬ sestamento, onde assicurare la produzione scientifica del 1912. Nell’entrata decise inscrivere un sussidio straordinario di L. 1500, in base alla dichiarazione dell’ex Presidente che il resoconto avrebbe importato non molti fogli di stampa e poche illustra¬ zioni; ed atteso la di lui promessa d’interessarsi per la conces¬ sione di tale sussidio.
• «
» . Og'g* hi situazione finanziaria è questa: la stampa
del fascicolo 4° del Bollettino 1911 e del volume speciale in memoria dello Stoppani, in base alle composizioni fatte importa L. 2600: non si può precisare quanto costerà la stampa di quella parte del resoconto, della quale ancora manca il manoscritto; supposto che bastino altri 10 fogli, la stampa salirà a circa 3300 lire. Credo che questa cifra rappresenti un minimo piut¬ tosto che un massimo; così per la stampa del Bollettino 1912 rimarrebbero circa un migliaio di lire, sufficienti appena per un volume di 250 pagine: ben inteso purché il Ministero di Agri¬ coltura conceda anche quest’anno il sussidio ordinario di 500 lire, portato nelle entrate del bilancio preventivo: diversamente bi¬ sognerebbe contentarci di pubblicare l’elenco dei soci.
» Da quel che ho detto indietro non può avviarsi la com¬ posizione del Bollettino 1912 per mancanza di caratteri; da quel che dico adesso non gli si potrà dare decente estensione per mancanza di denaro. Vero è che in compenso il volume XXX0
XXXII
RESOCONTO DELL'ADUNANZA
avrà resoconto d’un 500 pagine; mentre nei precedenti il reso¬ conto arriva al massimo a 178 pagine, nei più restò sotto le 100 e dimenticarono l’autoincensatura.
» Si dirà che possiamo fare assegnamento su altro sussidio straordinario del Ministero di Agricoltura, su un sussidio spe¬ rabile del Ministero della Istruzione. Mosso da alti ideali pro¬ pugnai 8 anni fa, nella mia Presidenza, che nelle spese del Bollettino della S. G. I. contribuiscano i Ministeri, i quali trag¬ gono profitto dagli studi di volontari che si assoggettano a fa¬ tiche e spese per illustrare la nostra terra; che vi contribui¬ scano sopratutto per rincoraggiamento morale a studi, dei quali per esperienza personale apprezzo altamente l’importanza. Ma il pitoccare elemosine su elemosine sul denaro pubblico, per colmare disavanzi cosi generati, è cosa che mi ripugna profon¬ damente, perchè la trovo sconvenevole alla nobiltà della scienza, e porta diritto al servilismo. Tale è il mio sentimento : non ho pretesa alcuna che altri lo divida; anzi, colla serenità con che lo affermo, ne ascolterò se viene la disapprovazione: mi basta che la Società sappia come penso, per la non lontana necro¬ logia.
» Risponderò categoricamente alle domande di dati che fos¬ sero fatte, ma non replicherò alle ragioni che siano opposte : non per spregio verso gli oppositori, ma affinchè la materia sia discussa con elevatezza ed ordine. Di ogni rapporto avuto col¬ l’ex Presidente esistono documenti scritti, chiuuque può accer¬ tare se sia vero quel che ho detto e quel che egli vorrà dire. Prego chi crederà parlare in riguardo di consegnare scritte — conforme al disposto dell’art. 4 del Regolamento per le pub¬ blicazioni — le osservazioni che desideri siano riportate testual¬ mente ; prego il vice-Segretario di prendere appunti colla mag¬ gior cura, acciocché gli assenti possano giudicare con conoscenza esatta delle cose. Atteso la delicatezza della posizione, consegno all’Archivista la copia che ho letta della esposizione, acciò chiunque a suo tempo possa riscontrarla colla stampa ».
Cermenati. Per una frase aspra, condizionata al se certa richiesta di fogli stampati del 4° fascicolo avesse avuto scopo
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
XXX11I
di controllo volgare, ha interrotto protestando veementemente; non ha manifestato il motivo di quella richiesta.
Finita la lettura dell’interpellanza, dichiara che non rispon¬ derà alle parole offensive, ma pel rispetto che professa verso l’As¬ semblea darà spiegazioni.
Circa la deliberazione del Consiglio 17 decembre 1911, dice che ad arte le si è dato un carattere tassativo.
Circa la pubblicazione degli Atti non ci sono nel Regola- mento disposizioni tassative. Non sempre al tempo dell’adunanza primaverile si sono avuti pubblicati i verbali di quella estiva, e tanto accadde nell’adunanza primaverile del 1910 : si trova dunque in buona compagnia coll’amico Di Stefano. Mancatogli il Segretario della Società, per i resoconti ha dovuto ricorrere all’aiuto di buoni amici, e si capisce che ci debba essere per¬ dita di tempo nel trasmettere ai compilatori le bozze per le correzioni. La mancanza dei resoconti dipende dunque da ri¬ tardi involontari; far colpa a lui del ritardo nella presenta¬ zione degli Atti, quando il ritardo non dipende da lui, non pare giusto.
Ha parlato coi tipografo per provvedere al licenziamento sollecito delle bozze; del resto non è il caso di far tanto ru¬ more sul ritardo che ne viene alla stampa del volume succes¬ sivo, perchè l’inconveniente della pubblicazione tardiva del 1° fa¬ scicolo del Bollettino si è verificato altre volte. Per la sua na¬ tura la pubblicazione del Bollettino della Società geologica non può farsi con regolarità.
Circa l’ammissione delle memorie, il Presidente è l’arbitro delle pubblicazioni: l’articolo 3 del Regolamento generale, tra le attribuzioni del Presidente, stabilisce che « Appone il visto alle provedi stampa prima di licenziarle per la pubblicazione ». Poiché nell’art. 13 del Regolamento per le pubblicazioni è detto che « Il visto per la stampa sarà fatto dal Presidente, o dal Segretario purché questi ne sia appositamente delegato », esso incaricò il Segretario di porre il visto per la stampa alle me¬ morie che sarebbero presentate, e persino gli firmò in bianco i mandati di pagamento. Non fu corretto che il Segretario usasse di quella facoltà per inserire nel Bollettino, senza pre-
XXXIV
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
sentarla al visto del Presidente, una conferenza tenuta alla So¬ cietà degl’ingegneri l.
Circa l’eccedenza nelle spese di stampa dice che il bilancio preventivo non deve limitare il consuntivo. La Società non ha lo scopo di fare economie: se in alcuni anni risultano risparmi da impinguare un fondo di riserva, questo deve poter soppe¬ rire alle maggiori spese negli anni in cui la produzione è mag¬ giore. Se nel 1911 la produzione scientifica della Società ha superato molto quella degli altri anni, non gli pare che questo costituisca una colpa pel Presidente. Si meraviglia che si parli di disavanzo quando dagli specchi presentati rilevasi che nel consuntivo del 1911 c’è stato un sopravanzo di più che 400 lire nelle entrate. Non crede che la spesa pel fascicolo 4° sia tanta quanto è stato affermato : quando anche lo fosse, egli s’impegna di trovare i mezzi per coprirla. La Società per opera sua ebbe al principio dell’anno un sussidio di 500 lire, ora ne ha avuto un altro di 1500; cercherà di avere un sussidio anche dal Ministero dell’Istruzione, ma per dimandarlo bisogna aspet¬ tare che sia ultimata la pubblicazione del volume dedicato allo Stoppani. Anche su questo punto si trova in buona compagnia, perchè non è la prima volta che si è verificato disavanzo ; però questa volta c’è il Presidente che pensa a trovare i denari per colmarlo. Fa notare che pel Congresso di settembre, pur costato molto denaro, non è stato toccato niente il bilancio sociale.
Chiede che la Società giudichi liberamente sul suo ope¬ rato di Presidente, emettendo un voto chiaro ed esplicito; al quale farà omaggio colla deferenza che gli è consueta.
Presidente dice che, sentite le ragioni esposte dal Verri, e le risposte date dal Cermenati, egli ritiene che la questione dovrebbe considerarsi chiusa, e non ci sarebbe motivo di venire ad un voto.
Latte s. L’ex Presidente Cermenati merita un voto di plauso per quanto ha fatto a favore della Società. Per l’interpellanza propone l’ordine del giorno puro e semplice.
1 Origine e trasformazioni delia campagna di Roma. Boll., voi. XXX.
RESOCONTO DELL'ADUNANZA
XXXV
Verri risponde che se con questo ordine s’intende di sep¬ pellire la discussione nell’Assemblea, egli la solleverà nella So¬ cietà inviando ai soci l’interpellanza.
Sabatini osserva che bisogna tener conto della entità del Congresso di Lecco, e bisogna ricordare quello che ha costato al Presidente Cermenati; quindi se anche il Presidente ha sor¬ passato i limiti del bilancio, si può pur essergli larghi su questo, come su qualche inconveniente verificatosi. Naturalmente l’as¬ senza del Segretario della Società ha reso più difficile il com¬ pito del Presidente; il vice-Segretario Bussandri si prendeva tutte le cure, ma si vedeva bene che da solo non potesse arri¬ vare. Esprime perciò il voto che nel verbale non resti traccia dell’incidente e ne fa proposta formale.
Baldacci fa invito amichevole al Verri di ritirare la sua interpellanza; esso pure dovè ritardare la pubblicazione del 1° fascicolo del Bollettino 1910, a causa del ritardo nella stampa dell’ultimo fascicolo 1909 accennato dal Cermenati L
Clerici si associa ad ogni proposta pacifica, ma se questa non si accetta, egli propone che nel verbale si mettano solo in sunto le ragioni delle due parti.
Varii soci, aderendo all’avviso del Clerici, lo invitano a di¬ stendere il sunto con relativo ordine del giorno.
Cermenati chiede di avocare a sè la direzione della stampa del fascicolo 4°, trattando direttamente colla Tipografia. Andato alla Tipografia ha veduto che, prendendo esso la direzione della stampa, la pubblicazione si farebbe con sollecitudine.
Verri osserva che il Cermenati dovrebbe appoggiare la sua domanda col dimostrare che il servizio della stampa procede male. Il registro che presenta, invitando ad esaminarlo, mostra
1 Ultimo fascicolo 1909 pubblicato il 30 aprile 1910; primo fasci¬ colo 1910 pubblicato il 20 giugno.
XXXVI
RESOCONTO DELL'ADUNANZA
in qual modo sono direttele pubblicazioni; nel registro si legge appunto che dal 2 marzo furono trasmesse al Cermenati le prime bozze delle circolari, manifesti, elenchi ed altro, e che ancora si aspetta il ritorno di quelle bozze per procedere alla impagi¬ natura loro.
Non intende rinunciare al diritto di libertà piena di critica degli atti sociali, ma sa accompagnarla coll’adempimento dei doveri dell’Ufficio non certo ambito, ma accettato per condi¬ scendenza ai desideri dei colleghi. L’autorizzazione chiesta im¬ porta deroga alle condizioni del contratto per la stampa; se fosse accordata suonerebbe naturalmente sfiducia sull’operato del Segretario, al quale non resterebbe da fare altro che dimet¬ tersi da socio L
Cermenati giustifica la domanda col disposto dell’alt. 3 del Regolamento generale, perciocché stabilisce che il Presidente « Appone il visto alle prove di stampa prima di licenziarle per la pubblicazione»; colla responsabilità che ha il Presidente, come è dichiarato nella copertina. Soggiunge che la fa pure al fine di liberare il Segretario dalla cura di attendere a stampe che contengono il resoconto del Congresso di Lecco.
Portis propone che sia lasciato al Cermenati il pensare a quanto si riferisce alla gestione dell’esercizio 1911, incarican¬ dolo di ultimare il Bollettino. Intanto il Segretario curerà la stampa del 1° fascicolo 1912.
àichino osserva che, se la responsabilità delle materie con¬ tenute nel Bollettino può nel riguardo legale spettare al Pre¬ sidente del 1911, la responsabilità amministrativa appartiene alla Presidenza del 1912, sul cui bilancio si stampa il fasci¬ colo 4°, perchè i fondi dell’esercizio 1911 sono esauriti. Tolta al Segretario la direzione della stampa, viene anche la domanda di chi si occcuperà della revisione del conteggia tipografico.
1 Contratto per la stampa, art. 2 : « Il Segretario rappresenta la So¬ cietà nei suoi rapporti colla Tipografia, e questa deve riferirsi sempre a Ini per ordini e qualsiasi altro riguardo ».
RESOCONTO DELL'ADUNANZA
XXXVII
Clerici avverte di essere pronto a leggere il sunto che era stato invitato a comporre.
Verri chiede che, prima di tale lettura, sia definita la que¬ stione sulla direzione della stampa del fascicolo 4°.
Crema osserva che la proposta Cermenati, di avocare a se la direzione della stampa di questo fascicolo, non si può accet¬ tare perchè porterebbe a confusioni, essendo la direzione della stampa cosa molto complessa, e non consistendo solamente nella revisione delle bozze, la quale del resto è sempre fatta dagli autori. C’è la cura degli estratti da inviare agli autori, e sopra¬ tutto bisogna tener presente la gestione amministrativa, la quale non può essere disimpegnata che dal Segretario.
Meli si associa alle osservazioni del Crema.
Verri. Le confusioni sarebbero inevitabili essendo in due autorizzati dalla Società a dare disposizioni in Tipografia, e ne ho abbastanza di dibattermi nella tormenta del confusionismo. Non curo niente di passare per uomo di genio, tengo ad essere uomo d’ordine: il disordine non è mio elemento.
L’Assemblea stabilisce che la direzione della stampa del fascicolo 4° prosegua col metodo normale L
Clerici legge questo sunto: «Il Segretario illustra tutta la sua gestione, e rende conto dello stato attuale delle pubblica¬ zioni, adducendo le ragioni del ritardo della stampa del fasci¬ colo 4° del volume 1911, il quale sarà certamente molto volu¬ minoso, facendo notare che la spesa sorpasserà il preventivo oggi stesso presentato all’Assemblea, e declina ogni responsa¬ bilità sia per il ritardo, che per la redazione e quanto altro riguarda detto fascicolo.
1 II Cermenati ha presa ciononostante la direzione della stampa dei resoconti; le ultime bozze ne sono state licenziate l’8 luglio.
in
XXXVIII
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
» Il socio 011. Cermenati Presidente nel 1911 risponde alle osservazioni fatte dal Segretario, giustificando il ritardo, che dice non eccessivo, della stampa degli Atti del Congresso di Lecco, dando ampie spiegazioni sulla spesa per detto fascicolo, alla quale troverà modo di sopperire ove ecceda la misura pre¬ ventivata, dichiarando in fine che assume in proposito ogni re¬ sponsabilità.
» L’Assemblea, udite le dichiarazioni del Segretario e del¬ l’ex Presidente, plaudendo all’opera loro indefessa a favore della Società, passa all’ordine del giorno ».
L’Assemblea approva.
Tesoriere Aichino, presentando i bilanci, osserva che essi non richiedono lunghi commenti, specialmente dopo le note con cui furono accompagnati nella circolare del 15 marzo.
Il consuntivo delle spese si riferisce ai fascicoli l°-3° del Bollettino: ed occorre solo osservare che a rialzare sensibil¬ mente il capitolo delle « spese diverse ed eventuali » concorsero le lapidi Gemmellaro (L. 265,40) e il contributo di soccorso alle famiglie dei morti e feriti in Tripolitania (L. 100).
Alle entrate figura un sussidio straordinario di L. 2000 ac¬ cordato dal Ministero degli Interni per la riunione di Lecco. Il Tesoriere osserva che egli non fece che riscuoterlo e conse¬ gnarlo al Presidente on. Cermenati, il quale ne dispose sotto la propria personale responsabilità : avverte perciò i Commissari del bilancio che egli non presenterà che la ricevuta del presi¬ dente stesso.
Nel preventivo del 1912 figura un sussidio straordinario di L. 1500, già riscosso: esso fu ottenuto dall’on. Cermenati per far fronte alle maggiori spese che occorreranno per la stampa del fase. 4° del Bollettino relativo alla riunione di Lecco. L’am¬ montare ne venne perciò portato integralmente al capitolo 1°: Stampa del Bollettino.
In ultimo, il Tesoriere comunica che il Consiglio lo ha in¬ caricato di fare nuove sollecitazioni a parecchi soci morosi da oltre tre anni : saranno radiati coloro che non si metteranno-in regola.
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
XXXIX
Bilancio consuntivo deiranno 1911.
|
Attivo. |
Passivo. |
|||
|
1. Tasse sociali . . |
L. |
3205 — |
1. Stampa del Boi- |
|
|
2. Interessi del legato |
lettino .... |
L. 3177,50 |
||
|
Molon .... |
» |
318,75 |
2. Contributo spese |
|
|
3. Interessi diversi . |
» |
960,75 |
tavole e altre il- |
|
|
4. Vendita di Bollet- |
lustrazioni . . |
» 942,80 |
||
|
tini . |
» |
522,50 |
3. Spese postali . . . |
* 526,24 |
|
5. Sussidio del Mini- |
4. Spese di cancel- |
|||
|
stero di Agric. |
leria, circolari, |
|||
|
Ind. e Comm. . |
» |
1000 — |
marche da bollo. |
» 301,75 |
|
6. Vendita distintivi |
5. Tassa di mano- |
|||
|
sociali .... |
» |
51 — |
morta .... |
» 48,04 |
|
7. Rimborso del depo- |
6. Rimborso spese |
|||
|
sito per la Ca- |
viaggi al Segre- |
|||
|
sella postale . . |
» |
10 — |
tario .... |
» - |
|
8. Sussidio del Mini- |
7. Per aiuti al Segre- |
|||
|
stero deglTnterni |
tario .... |
» 14,40 |
||
|
per il Congresso |
8. Spese diverse ed |
|||
|
di Lecco . . . |
» |
2000 — |
eventuali . . . |
» *608,39 |
|
9. Al Presidente, per |
||||
|
il Congresso . . |
» 2000 — |
|||
|
Totale . . . |
L. |
8068 — |
Totale . . . |
L. 7619,12 |
|
Partite di giro: |
Partite di giro: |
|||
|
Rimborsi da soci . |
» |
855,50 |
Spese per conto di |
|
|
Cassa al 1° gennaio |
soci . |
» 855,50 |
||
|
1911 . |
» |
4093,03 |
Cassa al 31 dicem- |
|
|
bre 1911 . . |
» 4541,91 |
|||
|
Totale . . . |
L. |
13016,53 |
Totale . . . |
L. 13016,53 |
|
Amministrazione |
del legato Molon. |
|||
|
Attivo. |
1 |
Passivo. |
||
|
Interessi rendita con- |
Tassa di manomorta |
L. 32 — |
||
|
solidata . . . |
L. |
637,50 |
Cassa al 31 dicembre |
|
|
Cassa al 1° gennaio |
1911 .... |
» 2818,27 |
||
|
1911 .... |
» |
2212,77 |
||
|
Totale . . . |
L. |
2850,27 - | |
Totale . . . |
L. 2850,27 |
Roma, 12 marzo 1912.
Il Tesoriere
Ing. Giovanni Aichino.
* Le spese eventuali comprendono L. 265,40 per le lapidi Gemmel- laro, L. 100 per contributo di soccorso alle famiglie dei morti e feriti in Tripolitania.
XL
RESOCONTO DELL'ADUNANZA
Bilancio preventivo della Società. Anno 1912.
Entrate.
1. Tasse sociali . . . L. 3.000 —
2. Interessi del legato
Molon . » 297,50
3. Interessi diversi . . » 920 —
4. Vendita di Bollet¬
tini . » 100 —
5. Sussidio straordina¬
rio del Ministero di
A. I. C. » 1500 —
6. Sussidio ordinario
del Ministero me¬ desimo . » 500 —
7. Vendita di distintivi
sociali . » 30 —
Totale delle entrate L. 6347,50
Spese.
1. Stampa del Bollet¬
tino .
2. Contribuzione per ta¬
vole ed altre illu¬ strazioni . . . .
3. Distribuzione del
Bollettino ed altre spese postali . .
4. Spese di cancelleria,
circolari, marche da bollo, ecc. . .
5. Tassa di manomorta
6. Rimborso di spese di
viaggi al Segreta¬ rio e Tesoriere
7. Per aiuti al Segre¬
tario .
8. Spese diverse ed e-
ventuali . . . .
L. 4300 —
» 1100 —
» 300 —
» 200 —
» 48,04
» 50 —
» 50 —
» 299,46
Totale delle spese L. 6347,50
Nelle spese il sussidio straordinario di L. 1500 concesso dal Mini¬ stero è iscritto nel cap. 1°.
Lattes esprime il desiderio che nella stampa del bilancio preventivo, che si distribuisce ai soci, si mettano di fronte le cifre del preventivo dell’esercizio precedente.
L’Assemblea approva il bilancio preventivo.
6. — Elezione dei Commissari pel bilancio.
Presidente invita l’Assemblea a votare la costituzione della Commissione di revisione pel bilancio consuntivo 1911.
Si procede alla votazione per schede segrete, ed in base allo scrutinio sono proclamati eletti ad unanimità di voti i soci De Angelis, Mazzetti, Meli.
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
XLI
7. — Proposta di una Commissione incaricata della revisione e coordinamento del Regolamento
per le pubblicazioni.
Presidente. Essendo pressoché esaurita la provvista di copie dello Statuto e dei .Regolamenti della Società, edite l’anno 1907, è necessario provvedere alla ristampa.
Poiché nel tempo decorso le Assemblee hanno deliberato articoli aggiuntivi e modificazioni di articoli ai detti Regola¬ menti, ed il nuovo contratto per la stampa importa diritti e doveri che è necessario porre in armonia col Regolamento per le pubblicazioni, la Presidenza ha creduto proporre che sia no¬ minata una Commissione incaricata della revisione e del coor¬ dinamento del Regolamento per le pubblicazioni; la quale pre¬ senti le modificazioni che crede convenienti prima di procedere alla ristampa.
Su proposta dei consiglieri Clerici, Crema, Neviani, Sa¬ batini, V Assemblea delibera che la nomina della Commissione sia affidata al Presidente.
Aggiunge che le attribuzioni di questa Commissione debbano essere estese a proporre anche modificazioni, che eventualmente stimasse opportune, negli articoli del Regolamento generale, onde porli in armonia cogli articoli del Regolamento per le pubbli¬ cazioni, secondo la dizione che per questi i Commissari crede¬ ranno proporre.
8. — Designazione della sede per l’Adunanza estiva.
Presidente. Il socio prof. Issel mi scrive :
Genova, 28 marzo 1912.
Ho ricevuto l’invito alla riunione invernale della Società geologica italiana, che sarà tenuta il 31 corrente per trattare, fra le altre pratiche, di quella relativa alla sede della prossima adunanza generale estiva. Dolente di non poter intervenire al convegno, adempio per iscritto all’incarico af¬ fidatomi dalla Presidenza del Comitato esecutivo locale del VI0 Congresso
XLII
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
della Società italiana per il progresso delle Scienze (Comitato cui sopra- intende il comm. N. Ronco), manifestandole il desiderio che per l’accennata adunanza sia scelta Genova od altra città prossima a questa, in modo da rendere possibili sedute o gite intersociali dei due sodalizi, verso la metà dell’ottobre p. v.
Pur non dissimulandomi le difficoltà che si oppongono al soddisfaci¬ mento di un tal desiderio, e non ignorando che la mia comunicazione le giunge un po’ troppo tardi, confido che la S. V. vorrà tenerla nel debito conto. Intanto mi pregio di professarmi con particolare devozione
di lei devotissimo Arturo Issel.
Comunicando all’Assemblea questa proposta, mi permetto presentarne altra alla sua scelta, e sarebbe di eleggere Spoleto per sede della riunione estiva.
Oltre alle bellezze archeologiche offerte da questa vetusta città dell’Umbria, che ci verranno mostrate ed illustrate dal mio egregio amico prof. Sordini, ispettore degli Scavi e Monu¬ menti, dell’Umbria, credo che poche altre località ci offrirebbero un campo così vasto di interessanti e facili osservazioni.
Il nostro Segretario generale Verri, cui sono dovuti molti eruditi lavori sulla regione umbra, ed io che ormai sono vicino ad averne compiuto il rilevamento geologico, faremo del nostro meglio per mostrare ai convenuti alcune delle tante bellezze geologiche del paese.
Vedremo la classica sorgente del Clitumno e ne studie¬ remo il regime sotterraneo. Osserveremo un chiaro esempio di carreggiamento , il quale ci mostrerà che, pur senza giungere alle esagerazioni della scuola tettonica moderna, tali fenomeni esistono realmente. I paleontologi potranno poi trovar pascolo pei loro studi nella visita di una località fossilifera del Lias inferiore presso Trevi, illustrata dal chiaro nostro consocio pro¬ fessor Parona. Gli ammiratori dei paesaggi alpestri e gli stu¬ diosi della tettonica saranno condotti a Norcia, lungo le strette gole profondamente scavate nella montagna, ove potranno os¬ servare in sezione naturale stupende pieghe, rovesciamenti di terreni e faglie. Gli ingegneri minerari avranno occasione di vi¬ sitare, se vogliono, i ricchi depositi lignitiferi di Morgnano e S. Angelo, che trovatisi alla base del Pliocene lacustre della
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
XLI1I
Valle Umbra; vedremo Assisi ed il Subasio e finalmente, se avremo tempo, faremo una escursione dilettevole ed importante ai bagni di Nocera Umbra, dove osserveremo la formazione marnoso-arenacea fossilifera di età eocenica secondo alcuni, mio¬ cenica secondo altri, racchiusa in una stretta piega ribaltata dai terreni cretacei, e forse anche potremo vedere a poca di¬ stanza la sovrapposizione a questa formazione delle argille sca¬ gliose eoceniche.
La città di Spoleto ci accoglierà festosamente.
Sabatini, pur proponendo di lasciarne la decisione alla Pre¬ sidenza, esprime il desiderio che si sospenda pel momento la deliberazione, nella speranza che il Congresso possa anche farsi nelle nuove terre italiane.
Presidente pur augurandosi che venga presto il momento favorevole da permettere alla Società geologica italiana di riu¬ nirsi nelle terre della Libia, non crede possibile che il desiderio del Sabatini potrebbe essere soddisfatto a così poca distanza di tempo. Perciò invita l’Assemblea a pronunciarsi sulla scelta tra Genova e Spoleto per l’adunanza estiva dell’anno in corso.
L’Assemblea accoglie con applauso la scelta di Spoleto, ed incarica il Presidente di pregare il socio Issel che presenti alla Presidenza del Comitato ordinatore del VI0 Congresso della So¬ cietà per il progresso delle Scienze l’espressione di gratitudine della Società geologica italiana, pel gentile desiderio espresso di rendere possibili, con una riunione a Genova, sedute o gite intersociali dei due sodalizi.
9. — Pubblicazioni mandate in omaggio alla Società.
Segretario presenta un elenco di pubblicazioni ricevute in omaggio dopo l’adunanza estiva della Società :
Agamennone G., Sulla velocità di propagazione del terremoto laziale del IO aprile 1911. Res. R. Acc. Line., 1912.
Andert E., Festsclirift der Humboldt.
Artini E., Saggi di fondo di mare raccolti dal lì. piroscafo Washington nella Campagna idrografica del 1882. Nota IIa postuma del profes¬ sore Fr. Salmoiraghi.
XLIV
RESOCONTO DEI,L’ADUNANZA
Baldacci L., La Carta geologica d’Italia. Boll. R. Coni. Geol., voi. XLII. Capellini G., La Carta geologica d’Italia e la Società Geologica Italiana . Boll. S. G. I., voi. XXX.
Carez L., [. Resumé de la geologie des Pirénées frangaises. Boll. S. G. de France, t. X.
- Sur quelques points de la geologie du nord de VAragon et de la Na- varre. Bull. id.
Ciampi A., Tlie iron ore deposita of Central Italy. Journal of thè Iron and Steel Inst., 1911.
— I giacimenti ferriferi dell’Italia Centrale. Metall. it., a. III.
Colomba L., Sopra alcune esperienze riguardanti la struttura della leucite.
Riv. Min. Crist. it., voi. XI.
Craveri M., Comparazione tra la flora fossile e la flora vivente della Val Vi- gezzo nell’ Ossola, in relazione col mutato ambiente. Riv. Malpighia. Catania, 1912.
De Angelis d’Ossat G., Per la futura coscienza forestale. Perugia, 1912. Del Prato A., Mammiferi fossili di Belvedere di Bergone. Riv. It. di Pa- leont., 1912.
Department of Mines Adelaide (South Australia). The occurrence of Uranium (radio-active) ores, and other rare metals and minerai s in South A astrali a.
De Toni A .,Di alcuni recenti lavori geologici sui Colli Euganei. Atti R. Aec. se. lett. arti in Padova, voi. XXVII.
— Studi geologici e morfologici sul Lido di Venezia — Parte Ia. Studi
di morfologia litoranea. Pubi. n. 18 delTUff. Idr. del R. Mag. delle Acque.
Galli I., Come si svolse il primo concetto del termoscopio ad aria. Memorie Pont. Ac. Rom. n. Lincei, voi. XVII.
- — Come il termoscopio ad aria fu trasformato in termoscopio a liquido.
Idem.
— Di alcuni fulmini globulari osservati nell’anno 1911. Atti Pont. Ac.
Rom. n. Line., 1911.
— I principali caratteri dei fulmini globulari. Meni. Pont. Ac. Rom. n.
Line., voi. XXVIII.
— Gli effetti meccanici dei fulmini globulari. Id., voi. XXIX.
Golia G., La geologia ed i fossili delle isole Maltesi. Guida generale di Malta e Gozo per Tanno 1912.
Kurt Beck , Inaugurai dissertation. Berlin, 1911.
Lohest M., Notice sur Gustave Deivalque. An. Soc. Geol. de Belg., Bull. XXXVIII.
Lovisato D., A n filiali di Monte Plebi. Rend. R. Ac. Line., 1912. Millosevich F., Studi sulle roccie vulcaniche di Sardegna. 1I.° Le rocce di Uri, Olmedo , Ittiri , Pati figari e delle regioni adiacenti. Rend. IL Ac. Line., 1911.
— Forme nuove del berillo albano. Id.
RESOCONTO DELL'ADUNANZA
XLV
Ministero delle Finanze. Relazione della Direzione generale del Dema¬ nio per l’esercizio finanziario 1909-1910.
Misuri A., Sopra un nuovo Triocliinide dell’arenaria miocenica del Bellu¬ nese. Perugia, 1911.
Moderni P., Note preliminari sul pozzo artesiano perforato a Foggia per cura del Min. di A. I. C. Roma, 1910.
Pilotti C., Notizie geologiche sulle tavolette di Oschiri e Nulvi. Relaz. ann.
della Dir. dell’Uff. geol., Boll. R. C. G., voi. XLII.
Platania G., L’ Istituto Etneo di vulcanologia della R. Università di Ca¬ tania. At. Va riun. Soc. It. per il progr. delle se.
— Modelli di vegetali nelle lave dell’Etna. Id.
— Distribuzione geografica della Clausilia vulcanica Benoit e facies della
fauna malacologica etnea. Id.
— Marmitte dei Gigan ti di erosione marina. At. X° Congr. geogr. iute i n.
— Le recenti fasi eruttive dell’Etna. 1911.
— Le ricerche di geografia fisica e la decadenza delle antiche città siciliane.
Ardi. stor. per la Sic. or. a. Vili.
— L’ esportazione della lava dell’Etna. Boll. Coni. agr. di Arcireale,
a. XVI.
— La recente eruzione dell’Etna. At. VII0 Congr. geogr. it.
Rassmuss II., Zur Geologie der Alta Brianza. Contrai blatt f. Min. etc.
Jahrg. 1910, n. 23 l.
— Beitrage zur Stratigraphie und Tektonik der sudòstlichen Alia Brianza.
Geolog. Palaent. Abhand. Herausg. von E. Koken n. f., B. X, H. 5. Società Sismologica Italiana. Onoranze alla memoria di Michele Ste¬ fano de Rossi. Boll., voi. X.
— Necrologia del prof. Filippo Bonetti. Boll., voi. XI.
Tschiryvinscky P., Quantitative mineralogische und chemische Zusammen-
setzung der Granite uncl Greisen. Mosca, 1911.
Ufficio Geologico. I giacimenti petroliferi dell’ Emilia. Mera, descr. della Carta geol. d’It., voi. XIV.
— Carte géologigue international de l’ Europe (1 : 1500000 ).
10. — Comunicazioni scientifiche e presentazione di lavori per l’inserzione nel Bollettino.
Segretario partecipa che sono state inviate pel Bollettino le memorie :
Chelussi L, Nuove ricerche in rocce terziarie di sedimento. Craveri M., Ancora sui Palaeodictyon.
1 A pag. cxx Boll., voi. XXX l’A. di questa pubblicazione è se¬ gnato Ras Muss von H. Si prega il lettore di correggere.
XLVI
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
De Stefano G., Ittiofauna fossile dell’ Emilia.
Principi P., Affioramenti sabbiosi pliocenici nei dintorni di Perugia.
Rovereto G., Studi di geomorfologia argentina. III. La valle del Rio Negro.
Segretario comunica il seguente passo di una lettera del socio Platania.
Mi permetto di richiamare l’attenzione della Società sopra l’I¬ stituto Etneo di Vulcanologia, che sorgerà ben presto in questa Città (Catania); aggiungo anzi che entro il corrente anno, in sieme con un gruppo di amici, spero di costruire nella Valle del Bove un rifugio per gli studiosi. — In questi momenti in cui si è osato affermare che la Vulcanologia ha poco progredito per essersi inopportunamente localizzata, quasi accentrata attorno ai vulcani italiani ( Geografical Journal, February 1912, pag. 131, ed anche Nature, 16 nov. 1911), credo di compire un dovere verso la Scienza e verso la Patria, adoperandomi in favore del nostro massimo vulcano.
L’Assemblea plaude agli elevati sentimenti del socio Pla¬ tania, ed alla sua iniziativa tendente ad agevolare agli studiosi le osservazioni dei fenomeni che presenta il grandioso vulcano siculo.
Clerici partecipa che sta eseguendo importanti osservazioni sui sedimenti marini di Lunghezza presso Roma.
Presenta ai soci campioni di Pelagosite raccolti nei litorali.
Meli parla delle correnti fangose, prodottesi più volte nel Vesuvio, dopo l’eruzione dell’aprile 1906, dalla miscela di acque pluviali con le ceneri vesuviane, e ne trae deduzioni sulla for¬ mazione dei tufi e peperini dei dintorni di Roma.
Sabatini. Ricordo quello che successe durante l’eruzione ve¬ suviana del 1906. Le ceneri che cadevano sulle vie di Napoli venivano ammucchiate lungo i marciapiedi per ristabilire il tran-
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
XLV1I
sito, e quindi si arrogavano allo scopo di ridurle in poltiglia che più facilmente potesse riversarsi nelle fogne. La conseguenza di tale bagnatura era una rapida presa con forte indurimento, che necessitò poi l’azione della zappa, con la quale quelle masse si ridussero in frammenti. Intorno al cono vesuviano avvenne lo stesso. Ivi le ceneri erano miste con pietre di ogni dimen¬ sione, e ne nacque un tufo con frammenti lavici, e con lapilli diversi. La superficie di questo tufo, tra le sporgenze de’ suoi inclusi, era così levigata da rendere assai pericoloso il cammi¬ narvi su.
Tale indurimento non può attribuirsi che ai sali che accom¬ pagnano le eruzioni di ceneri vulcaniche, e che costituiscono l’agente principale ed immediato della loro consolidazione. Bene osserva quindi il collega Meli che dai fenomeni attuali si deve desumere anche pei tufi litoidi la ragione della loro coesione. Non divido però il modo di vedere di lui che si possa da quello arrivare alla conclusione, che si tratti nei tufi litoidi romani di correnti fangose.
Questi tufi sono assai nettamente stratificati, talvolta in banchi di un metro e più, talvolta assai sottilmente: ciò che esclude qualunque idea di corrente alluvionale, il cui carattere principale è la eroticità. E richiamo ancora una volta gli studi magistrali di Lacroix, che ha definito molto bene tali carat¬ teri. Anzi, il non vedere accenno di stratificazione nei tufi non significa che essi non siano stati stratificati in origine, la stra¬ tificazione potendo col tempo sparire, e poi ricomparire col pro¬ cedere delle diverse fasi del loro assettamento e dell’alterazione delle loro masse.
La questione fu trattata da me a proposito delle necro¬ liti dell’Amiata e del Cimino, nè è nuova, avendosene accenni fin da’ lavori meno recenti dello Scacchi. Il tufo litoide al pari delle necroliti (almeno per quelle dette tipiche) è do¬ vuto a piogge di ceneri. Con ciò non escludo resistenza di correnti fangose associate, e magari di depositi di nuvole ardenti. Queste sono possibili, quelle sono frequenti, come si sa dalle osservazioni sul Vesuvio. Ma occorre dimostrarlo caso
per caso.
xlviii
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
Presidente ringrazia i soci Meli e Sabatini dell’importante soggetto discusso, e li invita a porre in iscritto le cose dette af¬ fine di inserirle nel verbale
Piloto fa la seguente comunicazione sui Conglomerati sci¬ stosi (anageniti) dei dintorni di Domusnovas (Cagliari).
Sotto il nome di anageniti, sono stati segnalati nell’lgle- siente dei conglomerati scistosi rossastri o verdastri costituiti da frammenti spesso appiattiti di quarzo, calcare, scisti, quarziti ed altre rocce: la composizione di tali roccie però non è la stessa nelle varie località ove si presentano, e non vi sono sem¬ pre tutti gli elementi ora particolarmente ricordati. Attendo di poter disporre di un numero conveniente di campioni e sezioni sottili di questi conglomerati per poterne fare uno studio pe- trografìco un po’ particolareggiato. Avrò così anche occasione
1 Andando in giro attorno a Roma, per conoscere i dettagli che ven¬ gono fuori col movimento edilizio, il 24 giugno capitai ad una cava di ma¬ teriali da fabbrica vicina all’incontro della via Latina col vicolo della Caf- farella. Poiché quel che vidi ha stretta attinenza col soggetto qui di¬ scusso, ne do in nota uno schizzo dimostrativo, richiamando quel che dissi in riguardo nella memoria Origine e trasformazioni della Campagna di Roma (Boll., voi. XXX, pag. 274, 299). Ometto altri particolari geologici rilevati, i quali non interessano il problema, e lascio gli apprezzamenti ai competenti.
Sopra a tufi terrosi posa un grande banco di pozzolana grigio-chiara con amigdala di tufo lionato da costruzione. Il tufo nella parte superiore ha struttura grossolanamente scagliosa, la massa è rotta da fenditure poliedro ; la pozzolana avvicinandosi al tufo aumenta di coesione, ha qualche fen¬ ditura per contrazione, e ci si vedono ingiallire frammentini sparsi.
A. Verri.
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
XLIX
di poter giudicare con maggiore fondamento quale nome sia conveniente per essi : ricorderò a questo proposito che mentre, come è noto, il nome di anageniti fu dato dall’Hauy con una definizione abbastanza lata, che però include una limitazione della grossezza degli elementi, altri autori più recenti lo attri¬ buiscono invece a quei conglomerati che, fra altri caratteri speciali, abbiano il cemento scistoso micaceo l.
Le roccie sarde di cui parlo sono state da alcuni ritenute come un orizzonte caratteristico al passaggio fra il Cambriano ed il Si¬ luriano: anzi il dott. Fraas in una lettera all’ing. C. F. Leverà 2 emise l’ipotesi che esse fossero da riguardarsi come una breccia di frizione formatasi lungo una grande linea di scorrimento del Cambriano sul Siluriano. Senza volere entrare a fondo nell’ar¬ gomento, perchè poche sono le escursioni da me fatte sinora nell’Iglesiente, mi sembra che si possa escludere quest’ultima ipotesi perchè, tra altro, a parte la forma spesso ciottolosa degli elementi del conglomerato, ho potuto constatare che in qualche punto il passaggio fra anageniti e scisti siluriani è graduale ed ha luogo per alternanze successive. Nè, a vero dire, sembrami sufficientemente provato che trattisi di un orizzonte caratteri¬ stico: e non so se possa ripetersi in livelli cronologicamente diversi: questo è ciò che solo un rilevamento particolareggiato potrà indicare.
Trattandosi di una formazione che però in ogni caso me¬ rita di essere studiata, io credo opportuno segnalare un altro punto, non citato sinora, in cui essa compare: la R. Fondali, presso Domusnovas, a sud di Genna Cuboni e di Punta Perdu Corba.
Pi lotti fa ancora questa comunicazione sui Calcari e cal¬ cari scistosi a Coscinocyathus in li. Corongiu de Mari e M. 01- lastu ( Iglesiente ).
1 Cfr. Loewison Leasing, Lexique pétrografìque, Paris, 1901.
Cfr. D’Orbigny, Description des roclies, Paris, 1868, pag. 192.
2 C. F. Leverà,, Contributo allo studio delle anageniti. Rend. Ass. Min. Sarda, anno IX, n. 9, pag. 6.
L
RESOCONTO DELl/ADUNANZA
In alcuni campioni di calcari e calcari scistosi provenienti dai pressi di C. Olla (mulattiera Iglesias-Domusnovas, ad est del R. Corongiu), e dal Monte Ollastu, presso Yillamassargia, riscontrai traccie organiche: il prof. Parona avendone, dietro mia preghiera, gentilmente esaminato le sezioni sottili, concluse trat¬ tarsi con tutta probabilità del genere Coscinocyathus. I calcari suddetti potrebbero quindi, almeno provvisoriamente, sincroniz¬ zarsi coll’orizzonte di calcari ad Archaeocyathus e Coscinocya¬ thus della serie descritta dal Bornemann pel Cambriano di Ca¬ nalgrande, calcari ritenuti dal Pompeckj e recentemente dal Taricco, nella sua nota sul Cambriano sardo, superiori agli scisti di Cabitza (ascritti al Cambriano medio, parte inferiore).
In ogni modo, qualunque possa essere l’età delle roccie in questione, mi parve non inutile far nota la presenza dei fossili suddetti, trattandosi di località fossilifere non per anco segna¬ late. Osservo poi che tali roccie, specialmente quelle di C. Olla, (su quelle di M. Ollastu è conveniente per ora una riserva mag¬ giore) sembrano, per l’aspetto litologico, da comprendersi fra i così detti calcescisti dell’Iglesiente : dimodoché mi sembra che sarebbero opportune ricerche intese ad accertarsi se i calcescisti stessi presentino traccie di fossili. Del resto, la presenza di fos¬ sili nei calcescisti sardi è stata indicata dal Bornemann, seb¬ bene senza dare indicazioni di località e determinazioni.
Presidente ringrazia il socio Pilotti delle interessanti comu¬ nicazioni.
11. — Affari eventuali.
Clerici propone che sia inviato un telegramma di saluto della Società al collega ing. Franchi, inviato in Tripolitania per studi sul regime sotterraneo delle acque.
Cermenati si associa, notando che l’opera dell’ing. Franchi fu elogiata dal Ministro in Parlamento.
L’Assemblea plaude alla iniziativa del socio Clerici.
RESOCONTO DELL’ADUNANZA
LI
Presidente ringrazia il socio Clerici del gentile pensiero, lieto di partecipare all’ing. Franchi la dimostrazione di affetto deH’Assemblea al collega incaricato di studi tanto importanti per le terre, che l’Italia redime dalle barbarie.
Esaurito l’ordine del giorno, il Presidente ringrazia gl’in¬ tervenuti, ed espresso il desiderio che convengano all’adu¬ nanza di Spoleto, a portare il sapiente loro contributo nei pro¬ blemi geologici che presenta la regione umbra, scioglie la seduta.
Il Segretario A. Verri.
SOCIETÀ GEOLOGICA ITALIANA
— Roma, 28 luglio 1912.
Via S. Susanna, 13.
Egregio Collega,
Nell’adunanza del 31 marzo l'Assemblea, accogliendo la pro¬ posta della Presidenza, acclamò Spoleto a sede dell’adunanza «stiva di questo anno: la quale adunanza sarà tenuta nei giorni dal 7 al 14 settembre secondo il programma che si unisce.
Cordine del giorno per le materie da trattare è il seguente:
1. Approvazione dei verbali delle adunanze settembre 1911.
» » dell’adunanza 31 marzo 1912.
2. Comunicazioni della Presidenza.
3. Approvazione del bilancio consuntivo 1911.
4. Ammissione di nuovi Soci.
5. Presentazione delle pubblicazioni venute in omaggio.
6. Comunicazioni scientifiche e presentazione di lavori pel Bollettino.
7. Elezioni alle cariche sociali.
8. Affari eventuali.
In riguardo alla elezione delle cariche sociali dovranno essere eletti 6 nuovi consiglieri, atteso la scadenza dalla carica dei Soci Baratta, Segrè, Colomba, Clerici ; la morte del consigliere Sta¬ tuti; l’elezione a Presidente del consigliere Lotti. Si trascrive per norma l’art. 6 dello Statuto : « Gli Ufficiali uscenti di ca¬ rica non possono essere rieletti nelle medesime funzioni prima che sia decorso un anno ».
Si allega la scheda per le elezioni.
I Soci che desiderino intervenire alla gita di Norcia sono invitati a mandarne avviso con lettera raccomandata all’in¬ dirizzo :
Alla Società Geologica Italiana
Via S. Susanna, 13 — Roma.
L’avviso deve arrivare alla Società non più tardi del 15 agosto, onde aver tempo di provvedere al servizio degli auto¬ mobili.
LIV
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
I Soci die intendono fare interpellanze alla Presidenza, sono invitati ad inviarne il testo con lettera raccomandata, che ar¬ rivi alla sede della Società non più tardi del 1° settembre.
Considerato che, sia per la rigidezza degl’itinerari stabiliti nei biglietti di riduzione ferroviaria per Congressi, sia per altri motivi, pochi o nessuno dei Soci chiedono quei biglietti, prefe¬ rendo alcuna delle varie altre riduzioni di tariffa, la Presidenza non ha creduto fare apposita domanda alla Direzione Generale delle Ferrovie.
Nella fiducia che la S. V. intervenga all’adunanza, si por¬ gono cordiali saluti.
Il Presidente B. Lotti.
Il Segretario
A. Verri.
PROGRAMMA
DEL CONGRESSO DELLA SOCIETÀ GEOLOGICA ITALIANA
IN SPOLETO NEL SETTEMBRE 1912
Sabato 7.
Riunione del Consiglio direttivo alle ore 17 nella sala XVII Settembre annessa al Teatro Massimo.
Domenica 8.
Inaugurazione a ore 10 nella sala medesima.
Alle 14 visita della città e dei monumenti sotto la guida del prof. G. Sordini, R. Ispettore dei monumenti e degli scavi dell’Umbria.
Lunedi 9.
Escursione a piedi nei dintorni per osservare il carreggia mento del calcare del Lias inferiore sulla scaglia rossa seno ninna. — Partenza alle 7. — Colazione in campagna. — Ri¬ torno a Spoleto alle 16.
Si prende la via del Ponte alle Torri. A poco più d'nn chilometro da questo si osserva la sovrapposizione a contatto netto del banco ba¬ sico del M. Eneo alla scaglia cretacea ed il prodotto dello schiaccia¬ mento e della triturazione di essa al contatto. Proseguendo la strada per Castelmonte si attraversa un piccolo affioramento degli scisti a fucoicli in finestra sotto la scaglia sulla sinistra del fosso Vallocchia. Giunti sulle alture di Castelmonte si osservano due piccoli lembi isolati di calcare basico posati sulla scaglia. Si fa la via di ritorno per l’abitato di \ al- locchia e sotto il paese di Borgiano dove vedesi il banco basico ricuo- prire direttamente gli scisti del Lias superiore. Raggiunta la strada di Norcia sulla destra del Cortaccione si percorre un tratto di calcare del Lias medio sovrapposto a quello del Lias inferiore. Si giunge cosi al Ponte del Cortaccione dove si osserva nuovamente la sovrapposizione del Lias inferiore al Senoniano. Qui, al contatto, la scaglia oltreché fran¬ tumata è anche laminata parallelamente al piano del contatto stesso. Nel fondo dello stretto e profondo solco del Cortaccione, scavato nel cal-
LVI
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
care liasico, vedesi la scaglia rossa senoniana. Proseguendo per la strada provinciale verso Spoleto s’incontra il calcare neocomiano, gli scisti giu¬ rassici e quelli del Lias superiore.
Martedì IO.
Gita a Norcia in automobile. — Partenza alle 7. — Cola¬ zione a Norcia. — Visita della città. — Partenza per Spoleto a ore 16.
Dopo attraversata l'area di carreggiamento si percorrono successi¬ vamente delle zone di Lias superiore, di Giurassico e di Neocomiano fra Borgiano e Forca di Cerro. A Forca di Cerro dominano gli scisti a fucoidi. Fra Grotte e Piedipaterno si attraversa una zona di Eocene (formazione arenaceo-marnosa), poi un po’ di scaglia argillosa e quindi la scaglia rossa, il tutto in serie rovesciata. La scaglia rossa domina quasi esclusivamente tra Piedipaterno e Triponzo e sono da ammirarsi le stupende pieghe e contorsioni di questo terreno e certi strati interposti di calcare bianco cristallino qualche volta nummulitifero. A Triponzo un’ampia coperta di travertino, prodotto da acque termali di cui rimane traccia nelle copiose sorgenti sulfuree del luogo. Lasciata la valle della Nera, da Triponzo a Biselli si percorre quella del Corno, lungo una profonda gola alpestre dove vedesi il calcare liasico troncato prima da una faglia che lo mette in contatto diretto cogli scisti giurassici, e rovesciato poi verso est sul Lias medio e sugli altri terreni secondari superiori, che si succedono quindi in serie invertita fino a Biselli. Immediatamente dopo la strada passa per le fantastiche strette di Biselli. Da Serravalle a Villa la strada taglia un esteso affioramento di strati giurassici ad , aptici, dopodiché si entra nell’ampia conca di Norcia riempita da terreno pliocenico lacustre.
Mercoledì 11.
Alle 9 adunanza per lo svolgimento deH’ordine del giorno. — A ore 15 partenza per la stazióne di Trevi in ferrovia. — Visita delle cave di calcare liasico di Colle presso Bovara, indi al tempio e alle sorgenti del Clitunno. — Ritorno a Spoleto dalla stazione di Campello a ore 19,31.
Il calcare del Colle presso Bovara (Trevi) è nella maggior parte quello del Lias inferiore già osservato a Spoleto. 1 fossili ivi raccolti e che furono studiati e determinati dal prof. Parona, provengono dagli strati più bassi raggiunti coi lavori d’escavazione per estrarre il mate¬ riale da fabbrica. La fauna ha incontestabili rapporti con quella del Lias inferiore del M. Pisano e di varie località deU’Appennino centrale, ma un’impronta speciale, come dice il Parona ( Sulla fauna e sulla età dei
CIRCOLARE E PROGRAMMA
LVII
calcari a Megalodontidi di Trevi. Atti R. Acc. Se., Torino, 1905) viene data a questa fauna dalla presenza di grossi megalodontidi, riferibili al gen. Pachy crisma. Poiché sezioni analoghe di grosse bivalvi cordiformi furon rinvenute dal Lotti in vari altri punti dell’Umbria e in Toscana (Calvi, M. Malbe, M. Cotona) alla base del Lias inferiore immediatamente sopra a strati retici fossiliferi, questi megalodontidi potrebbero esser Conchodon e gli strati che li racchiudono potrebbero rappresentare il piano Hettangiano. Proseguendo la escursione s’incontra il tempietto detto del Clitunno e poco appresso la classica sorgente omonima, di cui sarà riconosciuto facilmente il regime sotterraneo come sorgente di sfio¬ ramento del livello idrostatico.
Giovedì 12.
Escursione presso Schifanoia per osservare la sovrapposizione delle argille scaqliose alla formazione arenaceo-marnosa. — Par¬ tenza alle 9,25 in ferrovia per Gualdo Tadino. — Colazione in ferrovia. — Per la rotabile in vettura a Schifanoia. — Ri¬ torno alla stazione di Gualdo per il treno delle 18,21. — In ferrovia ad Assisi ove si giunge a ore 19,29.
Nei pressi della stazione dì Gualdo Tadino comparisce il Pliocene lacustre costituito da ciottoli che presso C. Padiglione lasciano vedere le sottostanti argille utilizzate per laterizi. Di qui a Schifanoia si attraversa la formazione arenaceo-marnosa in cui si osservano frequenti banchi di calcare a Lepidocyclina, Amphistegina, Myogipsina, ecc. Al bivio di Schifanoia vedesi il famoso masso conglomeratiforme, costituito da fram¬ menti di rocce delle argille scagliose e della formazione arenaceo-mar¬ nosa. Il conglomerato è pieno di Pecten di specie mioceniche e plioce¬ niche. Altri lembi di questo conglomerato, cui associansi anche dei cal¬ cari a Pecten , si osservano lungo il contatto delle argille scagliose colla detta formazione marnosa, specialmente ad ovest salendo verso la Ro¬ mita. Un poco ad est della Romita, a C. Marcio, presso S. Anna e presso il torrente Rasina, scendendo verso la Cerasa, si osserva la sovrapposi¬ zione delle argille scagliose ad una formazione arenaceo-marnosa e la disposizione in sinclinale dei due terreni.
Venerdì 13.
Alle 7 partenza per la valle delle Carceri (M. Subasio) a piedi. — Colazione in campagna. — Ritorno ad Assisi per le 1G. — Visita della città.
Partendo dalla città, e prendendo la via del Convento delle Carceri, si osserva primieramente la parte superiore della scaglia, ossia la scaglia argil-
LVIII
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
Iosa, che comparisce a sud-est della città per una flessione dovuta all’ina- bissamento della parte occidentale della cupola del Subasio. Proseguendo s'incontra il contatto fra la scaglia rossa e il calcare neocomiano con inter¬ posizione di pochi strati di scisti a fucoidi, e ciò per effetto d’una frat¬ tura con rigetto dovuta alla detta flessione. Più innanzi, oltrepassata la cava di pietre (Neocomiano) delle Carcerelle, si osserva sul taglio della strada la linea di rottura di altra faglia che spostò le varie formazioni di circa 200 m. Qui e tutt’intorno al Convento è molto sviluppato il Lias superiore e copiosamente fossilifero. Alle Tre Fontane ci troviamo di nuovo in presenza della faglia osservata sull’altra parete della valle. Scendendo a Fonte Panzo si attraversa il Lias medio e il Lias inferiore, staccatisi dagli strati corrispondenti del Convento e spostati in basso dalla faglia predetta, come è indicato chiaramente dalla carta geologica. Sulla via di ritorno ad Assisi, presso S. Potente, vedesi affiorare disotto al detrito di falda una formazione arenaceo-marnosa, che un tempo dovette cuoprire la porzione sprofondata della cupola.
Sabato 14.
Partenza da Assisi alle 9,33 in ferrovia per Spoleto ove si giunge alle 11,24. — Alle 15 adunanza di chiusura.
Spese prevedibili, non computati i viaggi per e da Spoleto, Lire 65.
Alberghi in Spoleto.
Città alta. — Albergo Lucini. Camere 2 lire (prezzo ridotto).
Riduzione sui prezzi per i pasti. Albergo-ristorante Cambioli. Camere in case private lire 2.
Borgo. — Albergo Ferrovia. Camere lire 1,50; con due letti lire 2.
Albergo Posta. Idem.
Alberghi in Assisi.
Albergo Leone. Camere lire 2.
» Minerva.
» Subasio.
» Giotto.
SOMMAKIO DEL CONGRESSO
Il Congresso si è svolto secondo il programma descritto, colle sole varianti: che il giorno 11 la gita alle Fonti del Cli- tnnno è stata fatta nelle ore antimeridiane, e l’adunanza per lo svolgimento del l’ordine del giorno è stata tenuta nelle ore pomeridiane; che l’adunanza di chiusura del giorno 14 è stata tenuta nelle ore antimeridiane, avendo parte dei Soci preferito ritornare a Spoleto nella sera del 13, e parte ritornare da Assisi alle loro residenze, ovvero intraprendere altre escursioni nella regione.
*
* *
Soci intervenuti al Congresso.
Mazzuoli ing. Lucio, Ispettore superiore, Capo del R. Corpo delle Miniere, in rappresentanza di S. E. il Ministro di Agri¬ coltura.
•
Consiglio direttivo della S. G. I.:
|
Presidente |
ing. |
Lotti . |
|
Vice-Presidente prof. |
Parona. |
|
|
Segretario |
ing. |
Verri. |
|
Archivista |
ing. |
Crema. |
|
Consigliere |
ing. |
Mattirolo. |
|
Vice-Segretario |
dott. |
Ce rulli- Ir eli i. |
|
Id. |
ing. |
Pilota. |
Soci: ing. Bcilclacci, prof. Cacciamoli , ing. Compensa, in¬ gegnere Caneva, ing. Capacci, dott. Bel Zanna, dott. Di Franco, ing. Fiorentin, dott. Fucini , dott. Galdieri, dott. Gortani, dot¬ tore Laureti , ing. Mantella, dott. Marconi , prof. Meli, prof. Pan-
LX
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
fanelli, ing. Plueschke, clott. Principi, ing. Quaglino, dott. Scalia,. ing. Spinetti, dott. Stefanini, sig. Tanziani, prof. Par am dii, prof. Tommasi, ing. Toso, prof. Vinassa de B-egmj, colon¬ nello Zamara.
Soci i quali hanno scusato l’assenza.
Ing. Aichino, prof. Bcissani, prof. Bucca, prof. Cermenati , ing. Clerici, prof. Colomba, ing. Cortese, prof. Craveri, profes¬ sore D' Achiardi, prof. Dal Piaz, prof. De Agostini, prof. De Angelis cVOssat, dott. Del Campana, dott. Dervieux, prof. De Ste¬ fani, prof. Di Stefano, ing. Franchi, prof. Issel, ing. Lattes, prof. Lovisato, ing. Maddalena, dott. Martelli A., ing. Maz¬ zetti, prof. Neviani, prof. Platania , prof. Prever, ing. Pulì è G., prof. Sacco, ing. Segrc, prof. Trabucco, prof. Tuccimei.
*
* *
Discussioni e deliberazioni principali nelle adunanze.
Discussione sulle formazioni del Terziario medio nell’Italia, in relazione ai terreni dell’Umbria.
Comunicazione dell’ing. Toso sulla genesi dei giacimenti metalliferi aventi forma di ammassi irregolari.
Voto della S. G. I. da presentare al Congresso indetto a Genova nell’ottobre per trattare la materia della conservazione dei monumenti naturali.
*
* *
Escursioni.
Le gite proposte nel programma sono descritte particolar¬ mente in apposite relazioni. Oltre alle località indicate per quelle escursioni, vari Soci hanno visitato le cave della lignite, che trovasi nel Pliocene lacustre di Morgnano e S. Angelo.
Altra breve escursione fu fatta dopo la chiusura del Con¬ gresso, per cortese invito dell’ing. Antonini, a visitare una for¬ mazione di Lias superiore ne’ suoi terreni situati a sud dei Cap¬ puccini.
ADUNANZA INAUGURALE
(<9 settembre )
Per cortese concessione del Municipio, l’adunanza inaugurale fu tenuta nella sala XVII settembre, annessa al Teatro Mas¬ simo, la quale fu aperta al pubblico per la prima volta in questa circostanza.
In quella sala, presenti molte gentili Signore e le Notabi¬ lità cittadine, il professore Giuseppe Sordini, R. Ispettore dei monumenti e degli scavi dell’Umbria, le cui vicende storiche illustra con dotti studi, portò ai Congressisti il saluto della città, ringraziando di avere prescelta Spoleto a sede dell’adunanza estiva. Nell’eletto discorso ricorda i naturalisti, i cui nomi ono¬ rano la Provincia Umbra, dal principe Federico Cesi fondatore dell’Accademia dei Lincei, al Bellucci; chiude con inno alla Terra ed agli studiosi che ne investigano i misteri {applausi).
L’ingegnere Lucio Mazzuoli, Ispettore capo del R. Corpo delle Miniere, porge il saluto ai Congressisti a nome di S. E. il Ministro di Agricoltura, Industria e Commercio, facendo ri¬ levare l’importanza che hanno gli studi geologici, importanza altamente apprezzata da S. E. Nitti. Ricorda come, per quel che riguarda le applicazioni pratiche, in questi ultimi tempi tale importanza sia stata riconosciuta dalle Amministrazioni dello Stato, le quali hanno tratto e traggono dai rilevamenti geolo¬ gici indicazioni preziose, per i progetti e la esecuzione di la¬ vori d’entità ragguardevole.
Si rallegra coi Soci di avere scelto a Presidente l’inge¬ gnere Lotti, del quale ricorda la lunga carriera scientifica, no¬ tando quanto questi siasi occupato della geologia dell’Umbria, dove vide fatti tettonici di non facile interpretazione. Questi formeranno oggetto delle escursioni sociali, e, se si riuscirà a
LXII
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
darne una spiegazione soddisfacente, il congresso di Spoleto, conservandosi, come è da desiderare, modesto nel suo svolgi¬ mento, lascerà di se una notevole traccia nella geologia del nostro paese (applausi).
Il Presidente legge questo discorso:
Signore e Signori ,
Son certo d’interpretare il sentimento di tutti i colleglli della Società Geologica, qui convenuti, inaugurando i nostri lavori con un saluto ed un ringraziamento a questa colta ed operosa cit¬ tadinanza che tanto cordialmente e cortesemente ci accoglie fra le sue mura vetuste, e all’illmo sig. Sindaco, che con squisito senso di gentilezza, volle che alla nostra Società spettasse l’onore di inaugurare l’apertura della splendida sala, che col suo nome ricorda la fine del dominio teocratico su questa città.
Un ringraziamento lo dobbiamo pure qui pubblicamente a S. E. il Ministro d’ Agricoltura, Industria e Commercio, il quale, per mezzo dell’illustre Capo del R. Corpo delle Miniere, com- mendator Mazzuoli, volle essere rappresentato a questa nostra festa inaugurale.
10 credo che due principali e cospicue ragioni abbiano de¬ terminato la scelta di Spoleto a sede della nostra riunione.
La prima dobbiamo riconoscerla nella non comune bellezza del paese, nelle attrattive di quest’Umbria verde cantata da un poeta immortale, e nelle vestigia di antica grandezza di questa storica ed illustre città; la seconda è legata al nostro campo di ricerche scientifiche ed ha per scopo la constatazione d’un fenomeno tettonico di singolare importanza, che si verifica qui presso la città, e l’osservazione di fatti stratigrafici in un tratto della valle del torrente Rasina presso Schifanoia, pei quali si spera di giunger presto alla risoluzione di un problema di cronologia geologica, che interessa non solo una gran parte del¬ l’Umbria, ma altresi le Marche, l’Appennino centrale e meridio¬ nale e la Sicilia stessa.
11 criterio di chiamare a consulto la nostra Società su que¬ stioni determinate e concrete, approfittando dei suoi annuali
ADUNANZE
LXIII
convegni, pur essendosi delineato spontaneamente in precedenti congressi e specialmente in quelli presieduti dal Verri, dal Maz¬ zuoli e dal Di Stefano, ebbe per la prima volta sanzione de¬ finita ad opera d’un mio chiarissimo collega, l’ing. Baldacci, che mi precedette or sono due anni nella carica onorifica di Presidente della Società Geologica; e fu idea altamente lodata.
Io ne ho seguito l’esempio e lo addito oggi ai miei succes¬ sori, affinchè queste nostre annuali assemblee non solo siano pro¬ ficue ai singoli intervenuti, ma lascino eziandio una traccia in¬ delebile nel cammino della scienza.
Io sono incompetente a darvi anche solo un cenno intorno alle storiche bellezze di questa vetusta città. 11 mio egregio amico prof. Sordini, illustre cittadino di Spoleto, autore di pre¬ gevolissime memorie archeologiche, preposto dal Governo agli scavi ed alla conservazione dei monumenti dell’ Umbria, ci sarà guida preziosa.
A me, cui toccò in sorte di eseguire il rilevamento geolo¬ gico in grande scala dell’Umbria, incombe il dovere di spie¬ garvi in brevi parole lo scopo principale delle nostre gite; quali sono i fenomeni tettonici e stratigrafici che osserveremo e quali le deduzioni scientifiche, che essi ci permettono di trarre per la geologia in genere e per quella dell’Umbria in specie.
Due di queste escursioni ci interesseranno in un modo spe¬ ciale, perchè l’oggetto di esse implica due fatti importanti e molto discussi : uno di geologia generale, l’altro di cronologia stratigrafica locale.
Qui presso la città, nel M. Luco, coperto da uno splendido e fitto bosco secolare, vero Incus a non lucendo, noi osserveremo una potente massa calcarea del Lias inferiore, la quale riposa direttamente e con lieve pendenza sopra un calcare marnoso rosso di età senoniana, che noi ben conosciamo col nome di scaglia rossa.
E questo calcare basico non si è soltanto coricato sulla sca¬ glia tranquillamente, per un comune fenomeno di piegamento, ma vi ha scorso sopra, e di questo scorrimento ha lasciato tracce manifeste in una formazione detritica di schiacciamento e di fri¬ zione che noi osserveremo.
Lxiy
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
Per coloro che non hanno dimestichezza con la nostra scienza m’incombe l’obbligo di una spiegazione più elementare del fe¬ nomeno.
Ognuno di voi avrà osservato, transitando per valli profonde, con pareti nude ed a picco, come ad esempio in molti tratti della pittoresca strada di Norcia, che le rocce stratificate, co¬ stituenti le montagne laterali, sono piegate e ripiegate bizzar¬ ramente, simili talvolta ad onde marine accavai lantesi l’una. sull’altra. Queste rocce stratificate, che evidentemente in origine si depositarono in letti orizzontali, furono posteriormente pie¬ gate e contorte in forza di pressioni laterali sopportate dalla crosta terrestre. Ciò che si verifica in piccola e limitata scala nelle pareti di un solco naturale scavato nella montagna, si è verificato in grande scala per vaste zone della crosta terrestre e per potenti complessi di strati, che noi chiamiamo formazioni.
Così è avvenuto che pile di strati costituenti una o più for¬ mazioni, dopo essersi piegate in una stretta curva convessa, verticale, subirono poi un ribaltamento addossandosi ad altri terreni.
Continuando ad agire la pressione laterale, queste curve co¬ ricate si ruppero presso la cerniera e la parte superiore della curva, dopo avere strisciato sulla parte inferiore, potè trascor¬ rere e posarsi su terreni originariamente ad essa superiori e più giovani.
È appunto per un fenomeno di questa natura che noi tro¬ viamo qui, presso Spoleto, e precisamente nell’area compren¬ dente il M. Luco e luoghi circostanti, che il calcare bianco del Lias inferiore è andato a sovrapporsi a quello rosso del Cre¬ taceo superiore, molto più giovane, scorrendo su di esso per un tratto visibile di almeno 5 km.; ed è appunto in grazia di questo strano fenomeno tettonico che la città di Spoleto ha potuto essere fornita di ottima ed abbondante acqua potabile.
Se la tettonica dei dintorni di Spoleto fosse stata regolare, non si sarebbero avute le condizioni favorevoli per la forma¬ zione di copiose sorgenti, come oggi le abbiamo pel fatto che un potente banco di calcare, eminentemente permeabile alle acque meteoriche, trovasi sovrapposto ad un terreno poco per¬ meabile come la scaglia rossa, il quale sostiene e versa allo
ADUNANZE
DXV
esterno le acque filtrate attraverso il calcare liasico scvrincom- beute.
Il fenomeno tettonico di cui ho fatto cenno, e che ripetesi naturalmente altrove e specialmente nella catena delle Alpi, prese il nome di carreggiamento. Esso però ha dato luogo a concezioni altrettanto ardite quanto artificiose ed ormai vi è un certo numero di geologi, valenti tettonisti, i quali hanno talmente esagerata la frequenza e la portata di tali carreggia¬ menti, da vedere dovunque masse immense di terreni carreg¬ giate da distanze enormi di centinaia e centinaia di chilometri, delle quali masse si cercherebbero oggi invano le radici.
I dintorni di Spoleto mostrano la reale esistenza di simili fenomeni di carreggiamento, se contenuti in limiti modesti, ma non autorizzano affatto ad esagerazioni ed a generalizzazioni non necessarie.
Ed ora passiamo al secondo oggetto delle nostre indagini, che formerà lo scopo della escurzione nei dintorni di Schifammo presso Gualdo Tadino.
In una gran parte dell’Umbria, delle Marche, dell’Emilia e dell’Àppennino centrale e meridionale, comparisce una potente ed estesa formazione di arenarie e marne di tipo Flyscli , con strati intercalati di calcare nei quali si racchiudono, insieme ad altre, certe specie di foraminifere spettanti ai generi Myogipsina e Lepidocyclina che, secondo alcuni distinti foraminiferologi, fra i quali mi piace di segnalarvi un dotto professore degli Istituti scientifici di questa città, il prof. Silvestri, non potrebbero tro¬ varsi in strati più antichi dell’Oligocene; secondo altri, fra i quali il dott. Prever della Università di Torino, non dovrebbero comparire in strati più antichi del Miocene medio.
Ebbene, qui nell’Umbria questi calcari a Lepidocycline e Myogipsine, unitamente a tutto il complesso di strati arenaceo- marnosi che li racchiudono, paiono sottostanti e più antichi di una formazione complessa e caratteristica detta delle argille scagliose, costituita da calcari alberesi, calcari verdastri e scisti argillosi multicolori con rocce ofiolitiche ; la quale formazione per consenso quasi unanime viene attribuita all’Eocene.
Un dotto illustratore della geologia dell’Umbria qui pre¬ sente, il gen. Verri, che fu già Presidente e che oggi, per il
LXVI
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
grande suo attaccamento verso la nostra Società, si sobbarca gentilmente alle funzioni di Segretario, scrisse una volta che o questa formazione arenaceo-marnosa dell’Umbria era eocenica o le argille scagliose e le rocce ofiolitiche associate dovevano ritenersi mioceniche.
A questo dilemma non è cosa facile sottrarsi qualora vengano indiscutibilmente riconosciuti gli accennati rapporti stratigrafici fra le due formazioni. Di qui l’importanza della nostra escur¬ sione presso Schifanoia.
Domando venia ai miei ascoltatori, e specialmente a coloro che non sono direttamente interessati nelle nostre discipline, per aver dovuto intrattenerli su temi apparentemente aridi o troppo specializzati, ma la nostra Società non si è riunita nell’Umbria, come dissi, soltanto per godere le bellezze di questa incante¬ vole regione, sibbene e sopratutto perchè qui si dibattevano questioni geologiche importanti, ed a me correva l’obbligo di dare un cenno agl’intervenuti a questo congresso sulla essenza di tali questioni.
Alcuni dei singoli capitoli della scienza geologica possono invero apparire aridi, e stancare la mente del pubblico che ne ascolta la lettura, ma senza questi capitoli la Geologia non sa¬ rebbe; e la Geologia, questa scienza che ci insegna a conoscere la casa che noi abitiamo, dove nascemmo e dove morremo, oltre ad offrire all’uomo un largo contributo di utilità materiali, innalza lo spirito di lui fino all'intuizione dell’infinito, mostran¬ dogli la realtà degli incommensurabili periodi di tempo, durante il quale si compierono quei fenomeni che formano oggetto delle sue indagini.
Come, osservando per pochi minuti l’indice delle ore sulla mostra di un orologio, non si avverte il più piccolo movimento di esso indice, che si direbbe fermo ed immobile, mentre in 12 ore esso compie tutto il giro del disco, così la scorza terrestre, quando anche scrutata per secoli non ci rivelerebbe cambia¬ menti sensibili nella sua struttura interna e nella sua esterna conformazione; si direbbe che così fu in principio e così resterà in avvenire. Eppur si muove questa crosta; eppure essa ha cam¬ biato più volte e cambierà ancora la sua faccia. I monti sor-
ADUNANZE
LXV1I
sero dove fu il mare, e questo ritornerà dove ora essi giganteg¬ giano. Ce lo dicono i fossili, quelle conchiglie marine che pe- trificate si rinvengono nelle rocce costituenti le più alte montagne: « Vidi factas ex aequore terras et procul a pelago concime jacuer e marinae ». Ce lo confermano gli strati delle stesse rocce che, deposi¬ tati in origine orizzontalmente, li vediamo oggi curvati in pieghe enormi, strette, coricate, rotte ; e tuttociò avvenne lentamente, tanto lentamente che nessun cambiamento sarebbe stato percet¬ tibile ai nostri sensi, anche se ne fosse stata possibile l’osser¬ vazione ad intervalli di centinaia di secoli.
Eppure queste dislocazioni degli strati costituenti la scorza terrestre son realtà; esse avvennero ed avvengono; che avven¬ nero lo vediamo, che avvengono ce ne fanno avvertiti ogni tanto gli scuotimenti del suolo, i terremoti, i quali general¬ mente sono i segnalatori delle rotture e dei nuovi assettamenti negli strati terrestri.
Se adunque non bastano millenni per produrre nella cro¬ sta terrestre un cambiamento percettibile ai nostri sensi e ai nostri strumenti, immaginate la immensità del tempo occorso perchè gli Appennini, le Alpi ed altre grandi catene si elevas¬ sero dal mare a quelle enormi altezze cui oggi le vediamo. E pensare che queste grandi catene son le ultime sorte, che esse furon composte coi detriti di altre grandi catene che le prece¬ dettero, e che coll’andar dei secoli furono erose e quasi spianate, e delle quali solo le indagini geologiche ci rivelano la passata esistenza, ci mostrano le reliquie e ci intessono la storia.
E adunque addirittura l’eternità che ci fa intravedere la no¬ stra scienza; l’eternità materializzata e scolpita nei fenomeni che essa scienza studia ed osserva, e dei quali uno grandioso, il carreggiamento di M. Luco, reclama appunto oggi qui a Spo¬ leto tutta la nostra attenzione.
Ed ora permettete, o Signori, che io termini questo mio po¬ vero discorso con un rimpianto ed un augurio. Un rimpianto pei morti ed un augurio di possibile salvamento per quei di¬ sgraziati che, nello spaventoso disastro della miniera della Cla- rence, forse anche in questo momento stanno attendendo una lenta morte per fame ed asfissia, a 900 e a 1000 metri sotto terra. Molto si avvale la nostra scienza dell’oscuro lavoro di
LXVIII
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
questi esploratori delle profonde viscere della crosta terrestre, ed è quindi giusto e doveroso per noi di rendere un mesto tributo di compianto a queste povere vittime delle miniere, che seppellite in tetre bolge spariscono ignorate dalla scena della vita, per procurare alla umanità e alle industrie il prezioso e vitale elemento (applausi).
11 professore Taramelli dice essere intervenuto al Congresso anzitutto per le considerazioni, le quali, come ha esposto il Pre¬ sidente, danno a questa adunanza tanto interesse scientifico, e più per due suoi particolari motivi. Cioè per ringraziare ancora una volta la Società delle onoranze che si compiacque offrirgli nella occasione del Congresso dell’anno precedente; per rive¬ dere l’Umbria già visitata altre volte, facendovi escursioni col- l’allora capitano Verri e col Bellucci suo compagno in una gita al Vettore: in ognuna delle quali gite restò ammirato dell’im¬ portanza scientifica che vi presentano le formazioni geologiche, delle bellezze del paesaggio, della cortesia degli abitanti (ap¬ plausi).
Dopo l’adunanza i Congressisti furono invitati ad un rice¬ vimento, offerto dai Rappresentanti della città, nelle grandiose sale della Pinacoteca annessa al Palazzo Municipale : nella quale ammirarono lavori della scuola dei maestri marmorari umbri, pitture della scuola dello Spagna, ed altre pregevoli opere d’arte.
Nel pomeriggio di questo giorno i Congressisti furono con¬ dotti dal prof. Sordini a visitare i monumenti che abbellano la Terra, la quale conta tra le sue glorie l’avere respinto l’assalto di Annibaie, l’essere stata capo di uno dei più potenti Ducati Longobardi. Per le attenenze che hanno gli studi geologici col¬ l’Archeologia, ricordiamo particolarmente tra i monumenti gli avanzi della cinta ciclopica.
ADUNANZA GENERALE
{11 settemòre)
Presidenza Lotti.
La seduta è aperta alle ore 15 nella sala XVII settembre. Sono presenti i Soci: Cacciamali, Campensa, Cerulli-Irelli, Crema, Dee Zanna, Di Franco, Fiorentin, Galdieri, Gortani, Laureti, Lotti, Marconi, Mattirolo, Meri, Pantanelli, Parona, Pi lotti, Principi, Quaglino, Scalea, Stefanini, Taramelli, Tom- masi, Toso, Verri, Vinassa de Regny, Zamara.
Presidente apre la sedata partecipando che, dopo la inau¬ gurazione del Congresso fatta il giorno 8, ha creduto doveroso mandare il seguente telegramma :
A S. E. il Ministro di A. I. C.
Società Geologica Italiana, iniziando suoi lavori, ringrazia V. E. di essersi voluto far rappresentare nostra riunione generale, tanto più che rappresentante è nostro amatissimo collega.
Assemblea applaude.
Presidente invita i Soci convenuti a trattare le materie enunciate nell’ordine del giorno della Circolare 28 luglio, inviata per la convocazione- dell’adunanza.
1. — Approvazione dei verbali delle adunanze del settembre 1911 e del 31 marzo 1912.
Clerici scrive chiedendo che, circa i campioni di Pelago¬ site presentati nella adunanza 31 marzo 1912, sia detto « da lui raccolti al promontorio Argentario » (pag. xlvi).
v
LXX
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
Stefanini osserva che nel verbale dell’adunanza 31 marzo c’è la singolare anomalìa di vedere che, mentre l’Assemblea aveva deciso che non fosse inserita per disteso una parte di quella discussione, questa parte è stata riportata, ed insieme è stato riportato il sunto con che fu deliberato sostituirla. Chiede spiegazioni.
Presidente dichiara che la cosa fece meraviglia anche a lui, ed in Consiglio ne chiese spiegazioni al Segretario, rite¬ nendo che ci fosse stato un malinteso.
Segretario. Alla risposta sulla domanda del Socio Stefanini devo premettere una dichiarazione.
Ho sentito esservi chi, per inesperienza di leggi e di rego¬ lamenti, crede appartenere al Presidente la responsabilità di quella trasgressione al voto dell’Assemblea, pel motivo che è segnato nel Bollettino quale gerente responsabile. Sino al 1896 il Bollettino non ha firma di Presidente responsabile: appare poi questa perchè una qualche circolare della Direzione delle Poste avrà avvertito, che non sono ammesse alle riduzioni di tassa delle stampe periodiche quelle, che non stiano in regola colle disposizioni vigenti per tali stampe. Di circolari simili se ne è avuta una anche nel febbraio 1911. La legge sulla stampa stabilisce che, per considerare le pubblicazioni come periodiche,, debbano tra altro avere un gerente responsabile, passibile di azione penale allorché la libertà di stampa degenera in licenza con reati previsti dal Codice: questa è la responsabilità che in¬ combe per legge sul Presidente della S. G. I. segnato quale gerente responsabile del Bollettino.
Nel Regolamento generale della Società sta scritto, che il Segretario è responsabile dei verbali del Consiglio direttivo e delle Assemblee dei Soci. Quanto la disposizione sia savia ba¬ sta riflettere che i verbali non sono approvati prima di essere discussi, e la dignità dell’ufficio presidenziale sarebbe meno¬ mata se dovesse essere soggetta alle contestazioni, che i Soci sono liberi di muovere sul come sono riportate nei verbali le cose fatte e dette nelle Assemblee e nei Consigli.
ADUNANZE
LXXI
Sarebbe stata indelicatezza implicare il Presidente nella com¬ pilazione del verbale 31 marzo; dichiaro anzi che nessuno ne ha avuta conoscenza prima della sua pubblicazione: la responsabi¬ lità della redazione ne spetta tutta intera e nel più largo senso al Segretario; se merita biasimo, a lui soltanto appartiene. Ciò premesso, vengo a tracciare la strada, che ha condotto a deviare dalla meta che aveva segnata l’Assemblea del 31 marzo.
Due furono allora le deliberazioni: la prima stabiliva che la direzione della stampa del fascicolo 4°, voi. XXX, proseguisse col metodo normale ; la seconda approvava che la discussione deH’interpellanza Verri fosse sostituita dal sunto redatto dal Cle¬ rici. In qual conto sia stata tenuta la prima deliberazione è detto nella nota a pag. xxxvn ; lasciamo il modo.
Deciso di non turbare l’andamento delle pubblicazioni, ed altrettanto deciso di non lasciare travolgere l’Ufficio nel caos, ordinai alla Tipografia di accettare direttamente dall’autore ma¬ noscritti e bozze corrette, di eseguire gli ordini che esso avrebbe dato circa la stampa del fase. 4°, voi. XXX, ma che trasmettesse le bozze da correggere pel tramite della Segreteria, come è pre¬ scritto; oltre a ciò volli che la Tipografia mettesse le date di con¬ segna dei manoscritti e di licenziamento alla stampa delle bozze, non intendendo che poi fosse scaricata sulla Segreteria la re¬ sponsabilità dei ritardi : sui quali due punti tenni duro, nè mi mossero proteste.
L’incagliamento della stampa, lamentato nella interpellanza del 31 marzo, durò sino al 2 maggio; altro grosso incaglio durato un mese si ebbe tra il maggio ed il luglio. Lasciamo pure la confusione degli estratti ordinati per alcuni a centinaia di copie, trascurati per altri ; di modo che, se non fosse stata una vigilanza stancante, tanti Soci i quali avevano fatte comu¬ nicazioni ne sarebbero rimasti privi: lasciamo le tribolazioni postali causate dai ritardi nella spedizione dei Bollettini ; la¬ sciamo ancora gl’imbarazzi amministrativi per lacune nei ver¬ bali, compensate da introduzione di cose successe più mesi dopo, o non mai. Quel che trovai grave è il rifiuto di conse¬ gnare alla Segreteria le bozze corrette in colonna, nel licenziare quelle in pagina; consegna ordinata dal Kegolamento, e chiesta ripetutamente con forma di preghiera, dicendola necessaria alla
LXXII
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
revisione del conteggio tipografico: il quale ho dovuto liqui¬ dare in parte senza controllo, fidando nella sperimentata onestà della Tipografìa.
Contuttociò al 13 luglio il verbale dell’adunanza 31 marzo era stampato senza cenno della parte di che si tratta, ommesso anche il sunto Clerici, che domando se poteva più convenire alle cose; m’ero contentato di declinare le responsabilità col¬ l’innocua nota posta nell’indice generale del voi. XXX. Ci vol¬ lero per farmi mutare pensiero nuove esigenze, le quali allon¬ tanavano ancor più la già tardissima dispensa del Bollettino. Questo passò il limite della pazienza, ridotta al più non posso del Purgatorio dantesco dal verbale riferito all’adunanza 16 settembre 1911. licenziato alla stampa il 17 giugno 1912: il 15 luglio portai alla Tipografia il manoscritto da interpolare, interpolazione che può riscontrarsi nelle bozze.
Stefanini dichiara di non avere inteso esprimere un voto di biasimo, ma solo la sua sorpresa nel vedere che i desideri dell’Assemblea non sono stati rispettati.
m
V i nassa propone di passare all’ordine del giorno, senza che nel verbale resti traccia dell’incidente.
Parona propone che, udite le dichiarazioni del Presidente e del Segretario, si passi all’ordine del giorno.
Presidente domanda se ci sono altre osservazioni. Nessuno avendo chiesto la parola, i verbali sono approvati.
2. — Comunicazioni della Presidenza.
Presidente. Nell’adunanza 31 marzo fu annunciata la do¬ lorosa perdita dei Soci Bonetti, Forma,' Spezia, Statuti. Nel resoconto del Congresso saranno inserite le commemorazioni, che descrivono l’opera scientifica di questi valenti naturalisti. 11 com¬ memorare gli uomini virtuosi colla narrazione dei loro atti dà esempi, che accendono gli animi ad imitarli, ed egli a nome
ADUNANZE
LXXIII
della Società ringrazia i colleglli Clerici, Colomba, Dervieux, Neviani; i quali, colla loro opera, ci pongono in grado di por¬ gere questo tributo di amicizia e di venerazione.
Assemblea si associa alle parole del Presidente.
Presidente partecipa che il Consiglio ha riconfermato il socio Crema nell’Ufficio di Archivista pel triennio 1913, 14, 15 [applausi).
Presidente partecipa che V Ispettorato compartimentale del Po (Ufficio idrografico ), instituito recentemente con sede in Parma, ha chiesto il cambio delle pubblicazioni, in analogia coll’ Ufficio idrografico del Magistrato delle acque in Venezia; che il Consiglio ha emesso in riguardo parere favorevole.
Partecipa che la Direzione dell’ Istituto mineralogico e geo¬ logico dell ’ Università di Kolozsvdr in Ungheria ha fatto eguale domanda; che il Consiglio crede opportuno, prima di accettare tale cambio, che il Presidente ne faccia esaminare la conve¬ nienza da qualche Socio competente.
Soggiunge avere anzi il Consiglio deliberato, che la presenta¬ zione delle proposte di cambi debbano essere accompagnate da rapporto di qualche Socio competente, invitato dal Presidente ad esaminare se convenga o no accettare il cambio.
Assemblea approva.
Presidente partecipa che, in relazione alla comunicazione già data nell’adunanza del 31 marzo, circa l’adesione chiesta dalla Società Botanica Italiana per un’intesa allo scopo della protezione dei monumenti naturali, ora quella Società annunzia che la riunione dei delegati avverrà in Genova nell’ottobre, e chiede che sia nominato il Rappresentante della S. G. 1. In¬ vita perciò l’Assemblea a nominare questo Rappresentante, ac¬ cennando che il Consiglio ha espresso l’avviso che la delega¬ zione di rappresentare la S. G. sia affidata al Socio prof. Issel. Augura che l'azione del Congresso valga a salvare i monumenti
LXXIV
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
naturali dalla manomissione per cieco sfruttamento, come è da deplorare sia avvenuto nei soffioni boraciferi della Toscana.
Assemblea acclama il Socio prof. Issel a rappresentare la S. G. nella riunione indicata.
Principi partecipa che il prof. Issel lo ha incaricato di uffi¬ ciare la Presidenza, perchè la Società venga rappresentata nella Sezione di Geologia del Congresso delle Scienze che si terrà a Genova.
Presidente soggiunge che nella lettera della Società Bota¬ nica era indicato, che la riunione dei delegati sarà tenuta in occasione del Congresso della Società Italiana per il progresso delle Scienze, ed anche esso crede opportuno che la S. G. de¬ leghi altresì rappresentanti presso questa Società.
Crema osserva che il prof. Issel è Presidente della Sezione, e così sarebbe bene che fosse delegato a rappresentare la Società anche il prof. Parona.
Assemblea acclama i professori Issel e Parona a rappre¬ sentare la S. G. per la Sezione Geografia fisica e Geologia, nel Congresso della Società Italiana per il progresso delle Scienze.
Presidente partecipa che il Socio Del Zanna desidera fare le proposte: che nel fascicolo 1° del Bollettino vengano indicate altresì le località dove furono tenute le riunioni estive per or¬ dine di data; che le sedi dei Congressi estivi vengano di re¬ gola stabilite nell’adunanza estiva, atteso il maggior numero degli intervenuti, e per i più completi elementi di scelta che si hanno a disposizione.
Soggiunge che interpellato in riguardo il Consiglio, questo ha espresso parere favorevole in merito alla prima proposta; circa la seconda ha osservato che osterebbe ad accettarla lo spirito dello Statuto, nel cui art. 7 è detto : « La Società — stabi¬ lisce anno per anno il luogo dove deve tenersi l’adunanza estiva » ; la lettera dell’art. 13 del Regolamento generale, nella quale è
ADUNANZE
EX XV
attribuito al Presidente il convocare e presiedere le adunanze. Sopratutto si toglierebbe al Presidente, il quale deve fare pra¬ tiche, studi e preparativi per la buona riuscita dell’adunanza estiva, l’iniziativa di proporre per la sua convocazione il luogo che meglio crede adatto.
Prega perciò il Socio Del Zanna a ritirare questa seconda proposta.
Del Za nna apprezza le considerazioni del Consiglio, e de¬ ferente ritira la proposta. Però deve osservare che, colla ele¬ zione della sede dell’adunanza estiva fatta nell’adunanza inver¬ nale, i Soci finiscono per essere informati del luogo eletto appena pochi giorni avanti la riunione: il che riesce piuttosto distur¬ bante, specialmente per quei molti che sono addetti all’insegna¬ mento. Chiederebbe quindi che ne fosse sollecitata la parteci¬ pazione, sia non ritardando tanto la dispensa del fascicolo del Bollettino che contiene il Verbale dell’adunanza invernale, sia mediante apposita circolare.
Presidente spera che tanto ritardo della pubblicazione del Bollettino non abbia a ripetersi. Ad ogni modo, inserendo nel verbale l’osservazione del Socio Del Zanna, questo sarà norma alle Presidenze future per regolarsi in maniera, che i Soci ab biano possibilmente presto avviso della sede eletta per l’adu¬ nanza estiva.
Crema osserva che non solo la scelta della sede dell’adu¬ nanza estiva, ma anche le altre eventuali importanti delibera¬ zioni dovrebbero essere subito comunicate ai Soci.
Presidente partecipa che nella cortese risposta del Sindaco di Spoleto, esprimente il gradimento dell’essere stata questa città eletta a sede del Congresso, invitavansi i Congressisti ad un pranzo offerto dal Municipio pel giorno 14, giorno della chiusura del Congresso. Nella visita fatta al Sindaco esso aveva creduto pregarlo di rinunciare a tale offerta, essendo da pre¬ vedere che buona parte dei Congressisti non sarebbe ritornata da Assisi a Spoleto. Il Sindaco gentilmente propose di rimet-
LXXVI
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
tere il pranzo ad altro giorno, ma egli insistè nel ringraziare, non parendogli opportuno prendere impegni per festeggiamenti, il programma importando continue e lunghe escursioni ; al ri¬ torno dalle quali si sarebbe stanchi, e desiderosi di riposo per prepararsi alla gita del giorno successivo.
3. — Bilanci.
Segretario legge la relazione della Commissione nominata dall’Assemblea del 31 marzo, per l’esame del bilancio consun¬ tivo 1911.
Egregi Colleglli,
I sottoscritti Commissari del bilancio, esaminati i bilanci consuntivi per l’anno 1911 della S. G. I., e deH'amministrazione del legato Molon, sono lieti di dichiarare d’averne constatata la perfetta regolarità contabile.
I capitoli 3°, 4°, 8° — relativi alla parte amministrativa — supe¬ rano sensibilmente le somme preventivate; però le eccedenze trovano giustificazione nei deliberati della Società e nella maggiore attività sociale.
Segnalano l’economia dell’intero capitolo 6° e quella parziale del capitolo 7°, dovuta alla lodevole opera del Segretario.
Nelle entrate deve annoverarsi un sussidio straordinario di lire 2000, sollecitato dalla Presidenza al Ministero degl’interni per sopperire alle spese dell’adunanza estiva della Società. Tale somma figura compieta- mente spesa, come risulta da ricevuta, e poiché essa non è ancora cor¬ redata dai documenti giustificativi, si esprime il desiderio che ciò venga fatto appena sarà possibile al Segretario di quell’adunanza.
L’avanzo del bilancio ammonta a lire 363,13, il quale aggiunto al residuo attivo precedente dà luogo ad un avanzo totale, 31 decembre 1911, di lire 4456,16.
Mentre propongono all’Assemblea l’approvazione dei bilanci, espri¬ mono un voto di plauso al Tesoriere-Economo ed al Segretario, per le cure solerti ed intelligenti spiegate a vantaggio della Società.
Roma, 5 settembre 1912.
Gioacchino De Angelus d'Ossat.
Lodovico Mazzetti.
Romolo Meli.
Segretario, in riguardo al desiderio espresso dalla Commis¬ sione, che anche la spesa delle lire 2000, date in sussidio straor¬ dinario dal Ministero dell’Interno, sia corredata da documenti,
ADUNANZE
LXXVII
fa considerare che allo stato delle cose questo sarebbe assolu¬ tamente impossibile; che, data la qualità delle spese cui la somma era destinata, sarebbe stato estremamente difficile il corredare man mano i pagamenti colle rispettive ricevute ; che infine quella somma era stata concessa piuttosto al Presidente che non alla Società, e se figura in bilancio ciò dipende sol¬ tanto dal fatto, che bisognò che il Tesoriere della Società riscuo¬ tesse il mandato. Esprime pertanto il parere che sia da appro¬ vare il bilancio senza tale riserva.
Meli si associa alle considerazioni del Segretario.
Presidente pone ai voti l’approvazione del consuntivo 1911.
Assemblea approva ad unanimità senza riserve il consun¬ tivo, e delibera che sia inviato al Tesoriere ing. Aichino il se¬ guente telegramma:
Società Geologica Italiana, grata attento disimpegno importante uf¬ ficio, ringrazia plaudendo suo Tesoriere-Economo.
Segretario presenta la situazione dei pagamenti eseguiti sino al 16 agosto 1912. Da questa risulta che, mentre il bi¬ lancio preventivo importava lire 6347,50, le spese già ascen¬ dono a lire 6764,05, e non tutte sono pagate: quindi si ha già un disavanzo che si può calcolare tra le 400 e le 500 lire; percui, oltre al sospendere ogni altra spesa, si dovrebbe cari¬ care già un debito sull’esercizio venturo 1913.
Si sa che, per deliberazione presa dal Consiglio nell’adu¬ nanza 11 febbraio, ratificata dall’ Assemblea nell’adunanza 31 marzo, fu accollata al bilancio 1912 la spesa di completare colla stampa del fase. 4° il volume XXX del Bollettino 1911, e la spesa pel volume speciale dedicato alla memoria dello Stoppani: per fare fronte a queste spese fu inscritto nell’en¬ trata un sussidio straordinario di lire 1500 accordato dal Mini¬ stero di Agricoltura. Sicché il bilancio deve considerarsi com¬ posto da due parti distinte : una comprendente il complemento delle spese relative alla gestione 1911, l’altra riguardante la
LXXVIII
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
gestione 1912. Così poste le cose, abbiamo la situazione se¬ guente :
Gestione 1911.
Entrate lire 1500. — Spese: pel volume in memoria dello Stopparli lire 803,25; pel fase. 4° del Bollettino lire 3416; to¬ tale lire 4219,25. — Disavanzo lire 2719,25.
Gestione 1912.
Entrate lire 4847,50. — Spese lire 2544,80. — Avanzo lire 2302,70.
Posto questo stato di cose, unica soluzione che si presenta è di proseguire la gestione 1912 col suo assegno preventivo particolare, il quale come vedesi si trova in condizioni nor¬ mali; e passare al fondo di cassa il disavanzo relativo al bi¬ lancio 1911.
Con questa operazione il fondo di cassa ridurrebbesi a circa lire 1800; se venissero sussidi straordinari sarebbero versati alla cassa, per compensare in quantità più o meno grande la somma prelevata per colmare il disavanzo.
Varii Soci fanno domanda di schiarimenti in riguardo, ed esprimono adesione alla proposta.
Presidente pone ai voti la proposta finanziaria descritta.
Assemblea approva ad unanimità.
4. — Ammissione di nuovi Soci.
Presidente, sentito il parere del Consiglio, chiede all’As¬ semblea l’ammissione nella Società dei signori:
Guerini dott. Bernardo di Brescia, proposto dai soci Zaniara e Cacciamali;
ADUNANZE
LXXIX
Fiorentin ing. Luigi dell’U. G., proposto dai soci Lotti e Pilotti ;
Quaglino ing. Firmino del E. C. delle Miniere, proposto dai soci Lotti e Pullè;
Laureti dott. sac. Arcangelo di Acquasparta, proposto dai soci Verri e Principi.
L’Assemblea accetta i nuovi Soci, e poiché i signori Fio¬ rentin, Quaglino e Laureti soddisfano seduta stante agli obblighi stabiliti dal Eegolamento per la inscrizione, sono invitati dal Presidente a prendere parte ai lavori del Congresso.
Presidente partecipa che, di fronte alla domanda di ammis¬ sione dei nuovi Soci, c’è la domanda di dimissione da Socio del- l’ing. Y. Sabatini; che il Consiglio ha espresso parere che, prima di accettarle, sia invitato a ritirare la dimissione.
Assemblea concorda nel parere del Consiglio.
5. — Pubblicazioni venute in dono ed in omaggio.
Presidente partecipa che S. A. K. il Duca degli Abruzzi ha mandato in dono alla Società il volume:
La spedizione di S. A. Pi. il Principe Luigi Amedeo di Sa¬ voia, Duca degli Abruzzi, nel KaraJcoram. — Eelazione del dott. Fi¬ lippo De Filippi.
All’editore Zanichelli, il quale trasmise questa pregevolis¬ sima Eelazione, fu accusata ricevuta con riserva di inviare a S. A. E. donatore i ringraziamenti della Società. In accordo col Consiglio è stato ora inviato il seguente telegramma :
Aiutante di bandiera di S. A. iR.il Duca degli Abruzzi — - Spezia.
Società Geologica Italiana, inaugurando lavori XXXI Congresso, rende omaggio al suo Socio onorario S. A. E. Duca degli Abruzzi, e ringrazia vivamente pel dono dello splendido volume esplorazione Karakoram.
Il Presidente Lotti.
Assemblea applaude.
LXXX
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
Presidente partecipa che, pure in accordo col Consiglio, è stato inviato al Socio prof. De Agostini, pel dono graditissimo del foglio della Carta di’ Italia del T. C. I., offerto ai Con¬ gressisti, il telegramma:
Prof. De Agostini — Novara.
Colleghi S. G. I., spiacenti di non averla con loro, le inviano vivi rin¬ graziamenti utile e cortese dono.
Il Presidente Lotti.
Assemblea applaude, e prega il Presidente .di porgere altresi ringraziamenti al R. Ufficio Geologico, pel dono fatto ai Con¬ gressisti della carta geologica del Subasio, a complemento della guida per l’escursione da fare nei dintorni di Assisi.
Segretario presenta l’elenco delle pubblicazioni ricevute in omaggio dopo l’adunanza della Società.
Agamennone G., La stazione sismica di Carloforte in Sardegna. Riv. Asti-, e Se. affini, 1912.
Bassani F. e Misuri A., Sopra un delfmorinco del calcare miocenico di Lecce (Ziphiodelfis Abeli. Dal Piaz). Rend. R. Acc. Line., 1912. Comitato per la spedizione della Danimarca nella Groenlandia, Die glaciologischen JBeobachtungen der Danni arie. Expedition von I.P. Koch und A. Wegener, 1911.
Craveri M., La raccolta paleontologica del Museo Mellerio-Ro smini di Domodossola. Domodossola, 1912.
Crema C., Materiali per Vidrologia sotterranea italiana. — I. Acque sa¬ lienti della Liguria orientale e della Lunigiana. Boll. R. C. G., vo¬ lume XLII.
De Agostini (Istituto geografico), La Geografia. Comunicazioni dell’Isti¬ tuto, 1912.
De Angelis G., Di un Igrohsimetro. Ann. di Bot. del prof. R. Pirotta, voi. X.
Departement of Mines New Sout Wales, Annual Report. Sidney, 1912. Konig F., Fossilreconstruktionen. Miinchen, 1911.
Kurt Beck, Petrographisch-geologisclie TJntersuchung des Salzgebirges im V erra-Fulda-Gebet der deutschen Kalisalzlagerstdtten. Zeitsch. fiir praktisclie Geologie, 1912.
Lupano G., Cenni geologici sui dintorni di Camino Monferrato. Atti Soc. Se. nat., voi. LI, Milano.
Merzbacher Gottfried, Geologiche Untersuchungen im Chalyktau, Temurlyktau, Dsungarischen Alatati (Tian-Schan) von Kurt Leuchs. Abhandl. der K. Bayer. Akad. der Wiss., Math.-physik. Klas. XXV. B.
ADUNANZE
EXXXI
Milloseyich F., Zeunerite ed altri minerali dell’isola di Montecristo. Rend. R. Ac. Line., 1912.
Moderni P., L’Agro Pontino attraverso i secoli. Conferenza detta nel Cir¬ colo cittadino di Terracina, 1912.
Nova Scotian Institute of Science, Proceeding and Transactions. Voi. XIII, part I, Halifax.
Pilotti C'., Fossili nei calcescisti delVIglesiente. Boll. R. C. G., voi. XLII. Seeber H., Beitrdge zar Geologie der Faulhorngruppe ( westlicher Teil) und der Mànnlichengruppe. Inaugurai Dissertation, Bern, 1911.
Segretario partecipa che Veditore Ulrico Hoepli ha inviato in omaggio alla Società l’Opera Libya Italica scritta dal nostro Socio prof. Vi nassa de Regn)r, chiedendo che ne fosse fatto un cenno nel Bollettino. Non avendo il Bollettino apposita rubrica per annunzio di pubblicazioni, fu ringraziato l’editore del dono, e gli fu significato che l’Opera sarebbe stata presentata alla futura Adunanza generale, colla manifestazione del desiderio espresso.
Soggiunge che, pur astenendosi dal giudicare il merito scien¬ tifico dell’Opera, perchè le sue conoscenze non lo permettono, la ha letta con godimento intellettuale, per le materie interes¬ santi in essa esposte e le belle tavole che copiosamente la illustrano.
Vinassa dice che egli incaricò semplicemente l'Hoepli di mandare un esemplare del lavoro in omaggio alla Società, e che il pensiero della recensione deve attribuirsi alla Casa edi¬ trice, la quale ne aveva acquistata la proprietà.
Di Franco presenta lo studio GVinclusi nella lava etnea di Rocca S. Paolo presso Paterno (Rend. R. Acc. Line., 1912).
Parona presenta la Commemorazione del Socio defunto Spezia
(R. Acc. d. Se. di Torino, 1911-1912).
Crema presenta la Relazione preliminare sulla campagna geologica dell'anno 1911 (Abruzzo Aquilano), (Boll. R. C. G., vo¬ lume XLIII).
LXXXII
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
Gortani propone che il Consiglio studi se convenisse alienare le pubblicazioni che giungono in dono alla Società, come per un esempio fa la Società Botanica, allo scopo di accrescere le en¬ trate del bilancio.
Vinassa ricorda che proposta simile fu già fatta nel Con¬ gresso di Ascoli Piceno.
Stefanini non crede conveniente tale alienazione, perchè la biblioteca sociale è utile specialmente ai Soci di provincia, che possono avere dalla Società pubblicazioni di cui essi difettano. Desidera sapere se dalla provincia vengono richieste di libri.
Crema risponde che vengono richieste non solo dalla pro¬ vincia, ma anche da alcune grandi città, p. es. Firenze.
Stefanini osserva che dunque non sarebbe opportuno ren¬ dere gli studi più difficili a chi sta fuori dei grandi centri scien¬ tifici.
Gortani risponde che, qualora la biblioteca sociale fosse alie¬ nata, gli studiosi di provincia potrebbero rivolgersi alle biblio¬ teche di altri instituti.
Crema ed altri esprimono opinione contraria alla proposta di vendita; tantopiù, osserva Crema, che poche sono le pubbli¬ cazioni che si potrebbero vendere senza danneggiare i bisogni degli studiosi, e se la vendita si limitasse al materiale meno richiesto, ben poco guadagno se ne trarrebbe : nota pure che se si sapesse che la Società vende le pubblicazioni le quali le ven¬ gono in omaggio, molti non manderebbero più nulla.
Vinassa fa osservare che la discussione è intempestiva, avendo il Gortani solamente proposto che il Consiglio studi la materia.
Pantanelli osserva che la quistione è assai più compli¬ cata di quanto sembra. E se un giorno la Società potrà avere una sede propria, perchè dobbiamo ora privarci della biblioteca?
ADUNANZE
DXXXIII
Verri conviene colla considerazione del prof. Pantanelli, perchè raccolta di Opere così speciale per gli studi della Società sarebbe impossibile rifare quando la Società giungesse a potersi dare una sistemazione conveniente. Concorda coll’avviso espresso dall’Archi¬ vista ing. Crema, che la vendita di raccolta simile, mentre non darebbe un gran beneficio al bilancio, esigerebbe una pubblicità certo non lusinghiera per l’amor proprio dei donatori, tanto più che il Bollettino, non avendo rubrica apposita per le recensioni, Pannunzio delle opere donate è fatto solamente con semplice elenco; molto probabilmente si esaurirebbe questa sorgente im¬ portante di entrata intellettuale, la quale è dimostrazione della stima che hanno per la nostra Società anche studiosi che non vi sono inscritti.
Presidente dice che nello studio su tale materia, la quale abbisogna di ponderato esame, saranno tenute presenti le ra¬ gioni addotte prò e contro dagli oratori.
6. — Comunicazioni scientifiche e presentazione di lavori
pel Bollettino.
Segretario partecipa che sono in stampa gli scritti:
Martelli A. Metamorfismo sul contatto fra serpentine an¬ tiche e scisti a Campo Ligure.
— Su di un’ammonite della pietraforte delle Grotte in Val d’Ema.
Cortese E. Osservazioni geologiche sul deserto Arabico.
Neviani A. Commemorazione del Socio Statuti.
Dervieux E. Commemorazione del Socio Forma.
Partecipa che in questi giorni sono venuti pel Bollettino gli scritti:
Del Campana D. Latraci e rettili della Grotta di Cuci- gliana (Monti Pisani).
— Nuovo contributo alla conoscenza del Cane quaternario nella Valdichicina.
Lovisato D. Altro contributo echinologico con nuove specie di Clypeaster in Sardegna.
LXXX1Y
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
Sacco F. La geotettonica delV Apennino meridionale.
Trabucco G. Sulla origine ed età del giacimento gessi fero di Roccastrada.
Colomba L. Commemorazione del Socio Spezia.
Crateri M. Cenni di geologia applicata sul territorio di Calliano Monferrato.
Soggiunge che aveva sospesa la stampa eli alcune per le difficoltà economiche di cui si è parlato; dopo il voto delFAs- semblea in proposito le farà stampare tutte, salvo a passarne alcune al 1° fascicolo del Bollettino 1913, se importassero ec¬ cedenza nel bilancio 1912, mandando però agli A. gli estratti senza aspettare la pubblicazione di quel fascicolo.
Meli comunica di aver trovato un blocco di marna plioce nica fossilifera racchiuso nel peperino laziale del parco Ghigi presso Ariccia ; la marna contiene il Recten fi ab eli i f or mi s ed il P. amussiocristatum, specie rare nel Pliocene romano.
Meli partecipa che, da informazioni chieste ai Sindaci di Paganica e di Assergi, ha rilevato essere pura invenzione la caduta di una meteorite al Gran Sasso annunziata dai giornali nello scorso agosto : ha creduto nella circostanza di parlarne per smentire l’erronea notizia.
Del Zanna parla della necessità che anche in Italia si co¬ minci a far qualche cosa, per difendere da un cieco sfruttamento e dalla distruzione le bellezze del paesaggio e i monumenti na turali : ciò che deve interessare in particolar modo i geologi e i botanici.
Ricorda quanto in tal campo è stato fatto dagli Stati Uniti, dal Canada, dall’Argentina, che hanno parchi immensi istituiti appunto per la difesa della flora, delle forme del terreno, dei fenomeni geofisici; e fa notare come anche in Europa, pur man cando grandi spazi disponibili per tali parchi , le nazioni più civili tutelino efficacemente le caratteristiche delle varie regioni: al quale effetto non mancano opportune disposizioni legislative, ma in modo precipuo tale protezione è frutto di una propaganda attivissima fatta da Società scientifiche, artistiche, educative, per
ADUNANZE
LXXXV
cui gli enti, i privati, il popolo stesso hanno un senso profondo <lel rispetto dovuto a ciò che determina il valore scientifico di una data zona, o ne costituisce il pregio estetico.
L’Italia si trova in coda del movimento, e per quanto non sieno mancate voci di scienziati e di eruditi ad ammonirci del dovere e dell’utilità di conservare il patrimonio di bellezze na¬ turali, per cui la patria nostra va celebrata tra le genti, non si è fatto sinora molto cammino. Anche i lavori di propaganda della Società botanica, del Club alpino, della Pro Montibus e del Touring Club non sono riusciti a scuotere Lindifferenza dei più ; ad ogni modo l’idea si fa strada e acquista sempre nuovi fautori, come ne fa fede il disegno di legge presentato nel luglio 1911 dall’on. Rosadi «per la difesa del paesaggio», che ha suscitato feconde discussioni nel campo giuridico sui limiti del diritto di proprietà, in rapporto a ciò che le forze naturali e la vicenda dei secoli hanno creato.
Accenna al proposito esistente di fondare un parco nazio¬ nale nella valle di Livigno attigua alla valle Cluoza (Enga dina) dove la Svizzera ha già costituita una riserva, e si augura che tale iniziativa possa sortire un felice esito; rileva però che qui si tratterebbe di rendere inaccessibile agli uomini un tratto di territorio affinchè la fiora e la fauna vi prosperassero indi - sturbate, mentre altrove si possono tutelare le bellezze naturali anche come mezzo educativo, conservandole al godimento del popolo e delle future generazioni: in tali condizioni sono i massi erratici, le grotte, i piccoli laghi, le cascate, alcune for¬ mazioni vulcaniche, ecc , oltre certi boschi e particolari piante o gruppi di vegetazione. Pochi articoli di legge e qualche cu¬ stode sarebbero bastati a salvare curiosità naturali ormai per¬ dute irremissibilmente; e quanto ai corsi d’acqua, pur ammetten¬ done l’utilizzazione come forza motrice, non sarebbe impossibile conciliare le esigenze industriali coi diritti dell’estetica.
Venendo a proposte concrete rileva l’eccezionale importanza scientifica e la bellezza singolarissima del paesaggio nei Campi Flegrei dove in area relativamente ristretta si hanno una ven¬ tina di vulcani spenti o quiescenti, solfatare, stufe, mofete, sor¬ genti minerali calde e fredde, esempi di bradisismi, e grotte •e caverne, oltre una magnifica vegetazione. Tale zona ha inol-
VI
LXXXVI
CONGRESSO DELLA S. G. T. IN SPOLETO
tre pregi eccezionali per le antiche leggende che vi si ricolle¬ gano, è ricca di monumenti, di rovine, di opere d’arte, ed è la regione dove più che in ogni altra rifulse l’opulenta civiltà romana, che su quelle magiche rive costruì ville innumerevoli, anfiteatri, acquedotti. I Campi Elisi sembrarono appunto un pa¬ radiso in terra ai nostri magnanimi antenati, e lì ebbero dimora prediletta sfidando le forze cieche della natura simboleggiate nel vicino Averno. Ebbene: bisognerebbe che l’Italia facesse dei Campi Flegrei un Parco nazionale.
Tale proposta può sembrare a prima vista inattuabile, dati i diritti privati ivi costituitisi da secoli ; ma basterebbe per ora dichiarare con apposita legge intangibili i Campi Flegrei come zona monumentale e di grande interesse scientifico, impedendo così dannose alterazioni nella forma e costituzione del suolo, nelle rovine, nella fiora. In seguito lo Stato dovrebbe assumerne la sorveglianza sempre più diretta e rigorosa, e nel contempo espletare le pratiche per rimanerne poi assoluto padrone. Oc¬ correranno certamente delle somme ingenti, ma si noti che l’istituire un tal parco non implicherebbe in modo assoluto l’im¬ pedire certe forme di utilizzazione non dannose all’integrità dei Campi Flegrei, come la pésca, la cultura di varie zone, l’eser¬ cizio di stabilimenti balneari, l’industria ostelliera, ecc. ; del resto la risoluzione di questo problema ha tale importanza che nessun sacrifìcio dovrebbe parer grave alla Nazione, per assi¬ curarsi il godimento libero e perpetuo di tante meraviglie.
Sentendo di non avere autorità sufficiente per fare accogliere la sua proposta, invoca l’appoggio della Società Geologica e, per suo mezzo, quello delle altre Società che hanno comune lo scopa della tutela delle bellezze naturali come, oltre le già ricordate, V Associazione nazionale per la difesa dei paesaggi e monumenti pittoreschi di’ Italici di Bologna e il Circolo dei Naturalisti di Napoli, che recentemente proprio ai Campi Flegrei ha dedi¬ cato uno studio speciale.
Lo scempio della Pineta di Ravenna, la rovina dei laghetti del Cenisio, le derivazioni d’acqua dalle nostre più celebri ca¬ scate, la minacciata alterazione della conca di Subiaco, non son passate senza recriminazioni di giornali, di privati, di so¬ dalizi: ciò gli fa sperare che si andrà più cauti per l’avvenire
ADUNANZE
LXXXVII
nel deturpare la faccia di questa nostra terra madre, e che le sue parole non saranno vox clamantis in deserto.
Presidente ringrazia il Socio Del Zanna e lo invita a par¬ tecipare le ragioni svolte nella sua comunicazione al profes¬ sore Issel, il quale l’Assemblea ha eletto Rappresentante della S. G. nel Congresso indetto per trattare la materia della con¬ servazione dei Monumenti naturali.
Gortani, Del Zanna ed altri Soci presentano il seguente ordine del giorno da comunicare al prof. Issel :
La Società Geologica Italiana, riunita in Congresso a Spo¬ leto, udita la relazione del doti. Del Zanna sulla opportunità di conservare per legge il paesaggio geologico, con speciale ri¬ guardo ai campi Flegrei — approva il concetto informatore della proposta — richiama il suo voto sulla conservazione dei monumenti naturali — e delibera di unire nuovamente la sua voce a quella delle altre Società Italiane già interessate alla conservazione dei monumenti naturali.
Presidente assicura i proponenti che, nel partecipare al prof. Issel la delegazione conferitagli dall’Assemblea, comuni¬ cherà l’ordine del giorno presentato.
Cacci a mali riferisce sui risultati di osservazioni tectoniche da lui fatte sull’altopiano di Borno in Val Camonica, riservan¬ dosi di comunicare quanto prima apposita memoria in argo¬ mento.
Seguì una frattura — indicata dal Wilckens — che attra¬ versa l’altopiano da E ad 0, e che mette a contatto il Virglo- riano ed il Wangeniano del labbro settentrionale col Raibliano del labbro meridionale, e notò come la sua linea di affioramento, anziché continua come suppose il Wilckens, sia una linea la quale a tratti è spostata sin di due chilometri più a sud da fratture secondarie dirette da S a N. Queste dividono l’altopiano in zolle, alcune affondate ed altre sopraelevate.
Ritiene che originariamente in luogo deve essere stata una falda di ricoprimento continua ; che poi ad opera delle fratture
LXXXVIII
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
da S a N siano avvenuti gli spostamenti verticali delle zolle; e che quindi, mentre la falda venne asportata dalle zolle sopra- elevate, venne rispettata dall’erosione nelle zolle affondate, dal quale fatto consegue lo spostamento a S in queste della linea di discordanza.
Presidente ringrazia il Socio Cacciamali della comunicazione, la quale sarà inserita nel verbale in attesa della memoria pro¬ messa pel Bollettino.
Cori ani annunzia che presenterà pel Bollettino una me¬ moria : Sulla età delle alluvioni cementate antiche nella vaile del Tagliamento.
Toso presenta una memoria intitolata Sul modo di forma¬ zione dei principali giacimenti metalliferi, aventi forma di irre¬ golari ammassi, coltivati in Toscana ed in altre regioni d'I¬ talia ; la quale memoria cosi compendia 1 :
Notato che dai molti studi sui filoni metalliferi è mostrato il modo di disporsi dei minerali nei giacimenti di natura filo¬ niana, compresi tra fratture del terreno regolari e ben definite, soggiunge non essere così per i numerosi e più importanti gia¬ cimenti metalliferi, i quali si presentano con forma di lenti, colonne ed ammassi irregolari, che si arrestano a profondità limitate e passano da grandi potenze a restringimenti bruschi. Per la genesi di questi giacimenti tutti gli autori si trovarono di fronte ad incertezze e dubbi, tantoché succede che uno stesso giacimento viene diversamente interpretato: alcuni trovando ar¬ gomenti per riferirli a formazioni sedimentarie, altri ad origine filoniana, altri poi per considerarli come il risultato di una dif¬ ferenziazione magmatica.
Gli studi da lui fatti sui giacimenti del Masse tano e su quelli del Monte Andata, tutti da ascriversi tra gl’irregolari, gli valsero a chiarire il problema della loro genesi; il che reca grande vantaggio per desumere norme nelle ricerche minerarie e nella valutazione del giacimento.
1 Questa memoria sarà inserita nel Bollettino del R. Comitato Geo¬ logico.
ADUNANZE
LXXX1X
Osservò che nel Massetano questi giacimenti si trovano presso tante ellissoidi di corrugamento delle formazioni sedimentarie, in cui furono sollevati e messi allo scoperto gli scisti permiani, cioè la formazione più antica della regione. Durante il corru¬ gamento degli scisti permiani, i banchi di calcare secondario e quelli degli scisti eocenici soprastanti dovettero necessaria¬ mente subire scorrimenti gii uni sopra gii altri. Non si può pie¬ gare un libro senza che tutti i fogli subiscano scorrimento di uno sull’altro.
I fatti dimostrano che le emanazioni metallifere s’incana¬ larono da prima nelle fratture o crepe degli scisti permiani, quasi verticalmente; poi trovarono in quei piani di scorrimento o di faglia, durante il loro movimento stesso, la via più facile per venire all’esterno e le condizioni più propizie per qui depositarsi.
I piani di scorrimento si effettuarono più facilmente tra due formazioni di natura diversa, p. es. calcari e scisti, e per conse¬ guenza s’incontrano più frequentemente tra i loro contatti le concentrazioni metallifere che presero forme le più irregolari, dipendenti dalla natura delle rocce del tetto e del muro e dalla loro inclinazione.
Tutti i fenomeni sinora inesplicati di questi giacimenti, posti al contatto di due formazioni sedimentarie distinte o lungo faglie, trovano spiegazione facile se si considerano i giacimenti deposi¬ tati contemporaneamente allo scorrimento prodottosi per cagione dei corrugamenti.
Questa ipotesi spiegherebbe quanto sinora si trovò inespli¬ cabile, cioè il fatto di giacimenti metalliferi posti al contatto superiore ed inferiore di banchi di calcare intercalati da forma¬ zioni scistose, dove il minerale si presenta nettamente al con¬ tatto senza infiltrarsi tra i calcari permeabili. Le soluzioni me¬ tallifere trovarono una via per uscire all’esterno ben più facile tra i piani di scorrimento, anziché tra i meati dei banchi di calcare anche se permeabile all’acqua. Sono filoni generatori quelli generalmente esili e verticali che si trovano tra gli scisti permiani, filoni di faglia possono chiamarsi quelli prodotti dalle emanazioni medesime, che, dopo attraversati gli scisti permiani, andarono a frapporsi tra le faglie o piani di scorrimento sopra-
xc
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
stanti, dove trovarono le condizioni più propizie per deposi¬ tare, i minerali ed accumularne per grandi potenze.
Basandosi su questa ipotesi, della formazione delle concen¬ trazioni metallifere durante il corrugamento di quelle ellissoidi permiane, si spiega l’origine dei grandi ammassi piritosi di Agordo e della Spagna, e di alcuni altri tra i più noti e più contro¬ versi nei rapporti della loro genesi. Vi sono poi fatti che autoriz¬ zano a credere, che anche i giacimenti piritosi cupriferi compresi tra le rocce ofiolitiehe, e più precisamente tra la diabase e le serpentine, non sono dovuti a differenziazioni magmatiche come sin qui si suppose, ma piuttosto ad emanazioni metalliche che si frapposero tra quelle rocce, al modo stesso come esse anda¬ rono a riempire i vuoti prodotti dallo scorrimento avvenuto tra i banchi di calcare ed i banchi di scisti.
Le deposizioni del minerale lungo il piano di scorrimento o di una faglia poco inclinata hanno l’apparenza di deposizione sedimentaria, perchè si alternano le deposizioni, di minerale con rocce staccatesi dal tetto: apparenza che valse a farne argo¬ mento per chi sosteneva per essi l’origine sedimentaria.
Le differenze che si notano, tra i giacimenti piritoso-cupri- feri e piombo-zinciferi del Massetano con quelli cinabriferi del Monte Amiata, sono da attribuire esclusivamente alla differenza di temperatura delle soluzioni metallifere. Le soluzioni metal¬ lifere ad alta temperatura e pressione, epperciò vaporose, per¬ corsero i piani di frattura o di scorrimento, assorbendo le acque di cui i terreni erano impregnati ; e quindi senza produrre in¬ filtrazioni metallifere nelle rocce permeabili da esse attraver¬ sate. Se invece le soluzioni cinabrifere dotate di temperatura bassa incontrarono nel loro percorso correnti acquifere sotterranee, queste acque dovettero assorbire minerale cinabrifero, che trasportarono per discensum a mineralizzare debolmente su larghe estensioni banchi di arenaria.
Vi sono motivi per supporre che la varietà dei giacimenti del Massetano sia prodotta da soluzioni aventi tutte la mede¬ sima natura; ma che deposero minerali di natura diversa a seconda della natura delle formazioni sedimentarie attraversate. LTna soluzione metallifera dette minerale quasi senza ganga quarzosa quando al tetto trovò calcare, mentre invece sono eminentemente
ADUNANZE
XC1
•quarzosi i giacimenti che hanno al tetto rocce scistose, dalle cui decomposizioni ebbe origine il quarzo frammisto al minerale.
Presidente Lotti ringrazia il collega ing. Toso per la in¬ teressante esposizione della sua geniale teoria, che tanto bene si presta ad una razionale spiegazione dei fenomeni metal¬ logenici del Massetano ; però, mentre trovasi in massima con lui d’accordo nella applicazione della sua teoria alla genesi dei giacimenti metalliferi toscani in rocce sedimentarie, non può esserlo per l’applicazione di essa a quelli essenzialmente cupri¬ feri in rocce eruttive basiche o serpentinose. In queste rocce i minerali piritosi si trovano in una matrice speciale, non spa- tica nè quarzosa come quella dei giacimenti in rocce sedimen¬ tarie, ed oltreché concentrati, si trovano diffusi in minute par¬ ticelle nella roccia eruttiva (generalmente nell’eufotide) fra i cristalli che la costituiscono. Nessun filone metallifero è stato mai osservato nelle rocce sedimentarie che racchiudono le ofio- liti, mentre può dirsi che non esiste massa ofìolitica, per quanto minuscola, che non racchiuda tracce di minerali cupriferi.
Toso ricorda che per Montecatini anche De Launay, dopo avere ammesso la segregazione, sente il bisogno di ammettere pure uno scorrimento: e che inoltre lo stesso De Launay non sa spiegarsi la presenza del minerale nelle rocce sedimentarie eoceniche.
Lotti insiste nel contestare la esistenza del minerale nelle rocce sedimentarie eoceniche.
Toso osserva inoltre che la forma sferoidale dei minerali è la stessa tanto nei giacimenti di contatto, quanto in quelli ofiolitici : ciò che sembra dimostrare come il fenomeno sia ge¬ nerale. Cita poi il caso di Gavorrano, ove il giacimento piritoso per essere al contatto dei graniti viene considerato quale esem¬ pio indubbio di segregazione magmatica, mentre le recenti sco¬ perte, fra cui quella del minerale fra i calcari, dimostrano che il giacimento stesso è invece di origine pneumatolitica.
XCII
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
Crema presentando la sua Relazione preliminare sulla cam¬ pagna geologica dell’’ anno 1011 (Abruzzo Aquilano ) 1 non crede fuori luogo di richiamare l’attenzione dei colleglli sopra alcuni punti riguardanti la nota formazione calcareo-marnoso-arena- cea, così largamente sviluppata neH’Apennino centrale.
Nell’ Aquilano questa formazione è ricca di fossili miocenici c fra i suoi membri vi è sempre passaggio graduale. Contraria¬ mente a quanto è stato detto da qualche geologo non solo non fa mai passaggio al Cretaceo, ma neppure all’Eocene, sul quale riposa invece in trasgressione: gli strati sono subparalleli ai banchi nummulitici sottostanti, ma al contatto si possono os servare discordanze ben evidenti, dovute ad erosione; un con¬ glomerato di ciottoli dei varii calcari eocenici, interposto fra le due serie, conferma che veramente fu interpolato un periodo di emersione. L’Eocene è rappresentato da calcari bianchi num¬ mulitici e dalla scaglia nummulitica rosea e verdiccia; gli strati poggiano in concordanza sui banchi calcarei del Cretaceo ed appartengono all’Eocene inferiore.
Avendo rivisitate le località più interessanti della zona studiata coll’ing. Lotti, è lieto di significare che questi ebbe a confermare pienamente le sue osservazioni e deduzioni autoriz¬ zandolo gentilmente a pubblicarlo.
Infine dal rilevamento in corso di esecuzione della tavoletta di Fiamignano è risultato che, nel vallarne fra il Salto ed il Turano, l’Eocene ed il Miocene compaiono coi caratteri e nelle condizioni di giacitura ora visti.
Presidente Lotti ringrazia il Socio ing. Crema per la sna chiara esposizione dei rapporti statigrafici, tra la formazione calcareo-arenacea e i calcari nummulitici ed ippuritici dei monti aquilani, e conferma la discordanza e la discontinuità che egli stesso ebbe ad osservare fra i due terreni. Nota però che nel- l’ Umbria quei rapporti sono affatto diversi. La formazione are- naceo-marnosa è qui dovunque in concordanza e continuità litologica colla scaglia cinerea eocenica, e gli strati di passag¬ gio sono rappresentati dappertutto da certe marne dure, strati-
1 Estr. dal Boll. d. B. Coir. geol. d’It., voi. XLIII, f.° 1°.
ADUNANZE
xeni
ficate, spesso selcifere, caratteristiche. Ritiene probabile che questa formazione arenaceo-marnosa deH’Umbria sia divisibile in due parti, una delle quali inferiore e l’altra superiore ad argille scagliose con strati nunnnulitici, riproducendo lo stesso fenomeno che si osserva nell’Apennino settentrionale, dove si ha una formazione d’arenaria inferiore, sovrastante al numniu- litico ed una superiore, separate ivi pure dalle argille scagliose. Se, come sostiene il Verri, certi banchi calcarei a Pecten e Lu¬ cine, che compariscono qua e là nell’Umbria, si trovano alla base della formazione arenaceo-marnosa superiore, si avrebbe un altro punto di somiglianza notevole fra la geologia di que¬ sta regione e quella deH’Apennino settentrionale; inquantochè, come egli Lotti ebbe a notare a Barigazzo e al M. Cavallo presso Porretta, alla base dell’arenaria superiore si osservano lenti calcaree con bivalvi che si direbbero di tipo miocenico, ma che probabilmente devono attribuirsi all’Oligocene.
Pantanelli aggiunge che, lungo la pendice di Barigazzo scendente allo Scoltenna, nella massa degli strati da lui fino dal 1883 riferiti all’Oligocene, gli unici strati fossiliferi sono rap¬ presentati da strati a Lucine , da strati a Pecten o da strate- relli a Lepidocicline , che risalgono fin sotto al lago Scaffaiolo presso il culmine del Corno alle Scale: questi strati fossiliferi si trovano costantemente alla base o al più nella parte infe¬ riore degli strati, che sovrastano direttamente sulle argille sca¬ gliose dell’Eocene superiore.
Taramelli ricorda, in proposito del passaggio dall’Eocene al /Miocene, le importanti osservazioni del Pareto il quale, fino dal 1860, ha rilevato in tutto rApennino settentrionale l’in¬ tervento di un profondo mutamento orografico tra le due epoche, con conseguente discordanza e colle formazioni di conglomerati alla base del Miocene; donde il carattere di quel piano che egli chiamò Bormidiano. Siccome poi lo stesso fatto si osserva generale anche nell’Italia peninsulare, è molto probabile che si verifichi anche nell’Umbria, forse potremo constatarlo nella gita di domani.
Conviene però por mente alla possibilità che, per essere avvenuto il corrugamento di alcune aree a notevole profondità
XOIV
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
sotto al mare, può mancare l’intermezzo di una formazione de- tritica grondacea tra Eocene e Miocene. La presenza di num- muliti nei più antichi strati miocenici od oligocenici si veri¬ fica assai frequente, anche nelle potenti masse dei conglomerati bormidiani dell’Apennino ligure e pavese; l’essenziale è il de¬ terminare le specie di tali fossili. La gita di domani ha cer¬ tamente una notevole importanza, ed egli spera che si potrà compiere facilmente.
Stefanini chiede se nell’Umbria la formazione di età conte¬ stata, di cui si parla, abbia facies litologica e paleontologica ve¬ ramente identica a quella della formazione miocenica studiata dall’ing. Crema negli Abruzzi.
Verri dice che la qualche conoscenza delle due regioni, gli permette di dare una risposta alla domanda, coll’avvertenza però che quel che espone non è frutto di studi profondi, bensì risultato di impressioni superficiali di viaggio. Lasciate da parte le zone scistose ed arenacee alle cui somiglianze litologiche apparenti non dava importanza, ha trovato nell’Abruzzo ( a Iìoio presso Aquila, nelle valli del Salto e del Velino ) e nell’Umbria la facies litologica apparentemente eguale nelle masse dei conglome¬ rati grossolani, e nei banchi calcareo-arenacei. Direbbe perfetta¬ mente eguale, se non fosse che gli elementi dei conglomerati sono differenti nei due paesi, perchè diverse erano le formazioni eoceniche la cui decomposizione dava il materiale.
Nell’ Umbria si hanno i conglomerati grossolani — composti da calcari eocenici, arenarie, rocce ofiolitiche ; contenenti Lu¬ cine, Pettini, Ostriche — posati sopra residui di una formazione di scisti e calcari policromi includenti lenti ofiolitiche, la quale manca nell’Abruzzo. A lui sembra che si sovrappon¬ gano ai conglomerati grossolani alternanze di scisti marnosi, di arenarie, di calcari più o meno arenacei.
I suoi appunti gli segnano altra formazione composta da alternanze consimili sotto l’orizzonte della formazione ad ofioliti. In qualche luogo vede le due formazioni marnoso-arenacee ve¬ nire a contatto senza l’intermezzo della formazione ad ofioliti ( monti a nord di Perugia ) ; in altri luoghi trova che la forma-
ADUNANZE
XCV
zione superiore viene a contatto con quella che rappresenta l’Eocene inferiore ( fosso di Riparossa presso Cesi, valle del Rivo presso Pvediluco, monti al nord di Perugia, pendice orientale dei Mar- tani ), la quale ultima combinazione gli capita sugli orli delle sinclinali.
Mentre sono concordi i pareri che i conglomerati grossolani siano post-eocenici, è controverso il riferimento dei calcari più o meno arenacei inclusi nelle alternanze calcareo-marnoso-are- nacee. I paleontologi, dai fossili osservati nei campioni loro mandati a studiare, ne deducono una deposizione post-eocenica; gli stratigrafì rispondono che la formazione dalla quale sono stati tratti i campioni si sottopone all’orizzonte con ofioliti, senza che si abbia motivo di sospettare rovesciamenti. Sicché si por¬ rebbe il dilemma: o i fossili ritenuti post-eocenici hanno vis¬ suto anche in tempi più antichi, o la formazione ad ofioliti dell’Umbria è post-eocenica.
A lui viene il dubbio che la divergenza dipenda da ciò, che i campioni studiati provengano da punti dove la strati- grafìa si presenta con complicazioni strane, per cause che biso¬ gna ricercare ; e pensa che, per risolvere il dibattito, sia ne¬ cessario procedere a raccolte di saggi su sezioni precisate con tutta sicurezza, sopra e sotto l’orizzonte ad ofioliti.
Nel giudicare sul complesso di formazioni che soprastà a quelle sicuramente eoceniche, bisogna non dimenticare i banchi con ciottoli granitici e porfìrici, i quali segnalò nel Monte di Deruta e nel Monterai e.
Stefanini soggiunge che il graduale passaggio tra una for¬ mazione ed un’altra può essere solo apparente, e che una con¬ cordanza perfetta tra due formazioni può talvolta far credere ad una continuità di sedimentazione in realtà insussistente.
Ricorda a titolo di esempio che nel Friuli la formazione molassica del Miocene inferiore riposa, in qualche luogo, in evidente concordanza sugli strati di arenarie e marne dell’Eo¬ cene medio, e i primi banchi di quella formazione sono non di rado costituiti dall’argilla dei banchi sottostanti rimaneg¬ giata, per modo che ognuno sarebbe indotto ad ammettere per quei banchi un’età eocenica superiore od oligocenica, data la
XCVI
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
loro sovrapposizione in concordanza e con graduale passaggio all’Eocene.
Ma nel banco di transizione di cui si discorre, si osservano passaggi laterali ad una breccia di trasgressione, formata an- ch’essa in gran parte di materiale eocenico, e particolarmente di blocchi talora molto grossi di arenaria, e contenente denti di pesce, pezzi di Ostriche, Federi ed Echini di specie indub¬ biamente pertinenti al Terziario medio.
Di più, in altre parti del Friuli, un banco avente identici caratteri paleontologici e litologici si trova egualmente alla base del Miocene ; ma non è più concordante, sì bene in evidentis¬ sima discordanza sulla formazione nummulitica.
Senza pretendere di avere esposto niente di fondamentalmente nuovo, e neppure di aver molto contribuito alla soluzione di una quistione tanto importante, si chiede se i fatti da lui con¬ statati nelle Prealpi friulane non possano in qualche modo aiutare a dissipare le difficoltà, che ancora si oppongono alla soluzione di uno dei più gravi problemi apenninici.
*
Presidente Lotti dice che, se la pioggia non disturberà, Tescursione nei dintorni di Gualdo Tadino potrà dare ai Congres¬ sisti l’idea del come si presentano questi problemi neH’Umbria. Partecipa che il Comitato geologico deliberò che una Commis¬ sione composta dei prof. Parona e Pantanelli, dell’ing. Crema e di lui, studi di risolvere tali problemi interessanti il rilevamento della carta geologica della regione, ed al lavoro della Com¬ missione è invitato a prendere parte pure il Verri; le ricogni¬ zioni incomincieranno subito dopo la chiusura del Congresso. La discussione fatta costituisce una preparazione preziosa allo studio della materia, ed egli ringrazia i colleglli del contributo di lumi iu essa portato.
7. — Elezione alle cariche sociali.
Presidente invita l’Assemblea a procedere alla elezione delle cariche sociali. Sono eletti scrutatori i Soci Principi Paolo, Marconi Silvio.
ADUNANZE
xcvn
Presidente, terminato lo scrutinio, annunzia il risultato della votazione.
Votanti 53.
Votazione pel Vice-Presidente del 1913:
Pantanelli voti 34
Cortese » 8
Voti dispersi 7, schede bianche 4. Votazione pei Consiglieri :
|
Bassani |
voti |
42 |
|
Issel |
» |
41 |
|
Franchi |
» |
41 |
|
Neviani |
» |
39 |
|
Dal Piaz |
» |
38 |
|
Capacci |
» |
34 |
Hanno poi maggiori voti Toso (4), Vinassa (4).
Sono proclamati eletti a Vice-Presidente il prof. Pantanelli, a Consiglieri il prof. Bassani, il prof. Issel, l’ing. Franchi, il prof. Ne vi ani pel triennio 1913, 914, 915; il prof. Dal Piaz pel biennio 1913, 1914; l’ing. Capacci per l’anno 1913.
Pantanelli ringrazia i colleghi della dimostrazione di stima e d’affetto che hanno creduto dargli in questa votazione {applausi).
8. — Affari eventuali.
Segretario partecipa, per conoscenza dei Soci, che nei cambi pervenuti dalla Russia era inserita una cartolina contenente questa raccomandazione: «Le directeur de l’Institut pétrogra- pliique Lithogaea a l’honneur de prier les personnes, qui tra- vaillent dans le domaine de Mineralogie et de Pétrographie de ne pas refuser d’envoyer leurs ouvrages scientifiques à la bi- bliothèque de l’Institut. — Adresse: Russie, Moscou, Ordinka, 32 ».
ADUNANZA GENERALE
(14 settembre )
Presidenza Lotti.
La seduta è aperta alle ore 9 nella sala della adunanza precedente.
Sono presenti i Soci : Cacciamali, Campensa, Caneya, Crema, Fiorentin, Lotti, Marconi, Pantanelli, Parona, Pilotti, Plee- schke, Quaglino, Stefanini, Verri, Z amar a.
Presidente. Nell’adunanza del 31 marzo fu approvata la elezione di una Commissione, incaricata della revisione e co- ordinamento del Regolamento per le pubblicazioni. Tale operazione era necessaria dovendosi procedere alla ristampa dello Statuto e dei Regolamenti perchè esaurita l’edizione 1907: nella quale ristampa bisognava includere articoli aggiuntivi e modificazioni di articoli deliberate dalle Assemblee.
L’Assemblea del 31 marzo deliberò che la nomina della Commissione fosse affidata al Presidente, ed esso elesse i Soci Aichino, Clerici, Crema, Neviani, Verri, i quali avendo occu¬ pato od occupando uffici aventi speciale relazione colle dispo¬ sizioni del Regolamento, erano meglio in condizione di portare conoscenze utili nella discussione. Adunatasi questa Commissione per una prima intesa, invitò il Presidente stesso a volerne as¬ sumere la direzione del lavoro.
I Commissari hanno intrapreso il lavoro assegnato, ma, prima di concretare definitivamente e presentare le loro proposte, hanno
ADUNANZE
XCIX
creduto opportuno attendere i risultati dell’applicazione delle nuove tariffe per la stampa, cosa che non ha potuto farsi sinora atteso il ritardo delle pubblicazioni avvenuto in quest’anno.
Intanto urge provvedere alla nuova edizione dello Statuto e dei Regolamenti, per soddisfare le richieste che ne vengono fatte dai Soci, e da persone le quali desiderano conoscerli col¬ l’idea di chiedere l’ammissione nella Società.
In situazione tale di cose, e nella considerazione che le mo¬ dificazioni suggerite si riducono in massima a meglio chiarire e precisare diritti e doveri già stabiliti, ad introdurre articoli già deliberati dalle Assemblee e sparsi ora nei verbali, e non importano varianti sostanziali, si chiede che sia rimessa al Consiglio l’approvazione del nuovo Regolamento per le pubbli¬ cazioni.
Messa ai voti tale proposta, I’Assemblea l’approva ad una¬ nimità.
Presidente. Ed ora resta il dovere di ringraziarvi del con¬ corso a questo Congresso, il quale per le cose vedute, per i problemi posti, mi lusingo che abbia ad essere fecondo di ri¬ sultati scientifici, soprattutto in riguardo alla Geologia dei ter¬ reni terziari dell’Umbria. Anche attraente si presenta al vostro studio la ricerca del come possa essere avvenuto nel monte di Spoleto il ricoprimento del Senoniano col Lias inferiore, date le condizioni tettoniche della catena Spoletina e delle due ca¬ tene che la fiancheggiano.
Resta di porgere i nostri vivi ringraziamenti alla gentile città che ci ha ospitati, e di questi la Presidenza si farà in¬ terprete presso la Rappresentanza Municipale (applausi).
Ringraziamenti sentiti dobbiamo pure al valente archeologo prof. cav. Giuseppe Sordini, R. Ispettore dei monumenti e de¬ gli scavi dell’Umbria. Egli ha aggiunta una nota simpatica ai nostri studi, illustrandoci i monumenti che ricordano la vita del paese sino dai tempi che possiamo dire preistorici; facen¬ doci ammirare le tante opere d’arte, che ne decorano i templi ed i musei. E questo non solamente nella città di Spoleto,
c
CONGRESSO DELLA S. G. L IN SPOLETO
ma a Norcia, alle Fonti del Clitunno, ad Assisi; nelle quali escursioni c’è stato infaticabile e graditissimo compagno ( ap¬ plausi ).
Stefanini, anche per incarico avuto dai Soci che non hanno potuto intervenire, ringrazia vivamente il Presidente per l’or¬ dinamento dato a questo Congresso, del quale rileva il felice successo {applausi).
Il Segretario A. Verri.
-
GIORGIO SPEZIA.
GIORGIO SPEZIA
E LA SUA OPERA SCIENTIFICA
Commemorazione del dott. L. Colomba
Triste risveglio fu per la scienza italiana quello del 10 no¬ vembre 1912; che nelle prime ore di detto giorno si era improv¬ visamente spento in Torino Giorgio Spezia.
Unanime fu il compianto, unanime il dolore; ma per noi clic riconoscevamo in Lui il maestro, non fu soltanto un dolore; fu uno schianto, perchè non ci sembrava possibile che Egli fosse scomparso e tanto meno che la sua scomparsa fosse stata così improvvisa.
Molti mesi sono passati da quel giorno ; ma pur anche ora mentre, con affetto di figlio e con venerazione di allievo, mi acci ngo "a scrivere questi cenni sulla sua vita e sulla sua opera, mi sento inumidire il ciglio e tremare la mano, tanto è ancora vivo nel mio cuore il ricordo di quella grande e bella figura di uomo e di scienziato, che pur potendo per il suo sapere c per la sua attività aspirare ai più alti onori, con rara virtù di modestia, rifuggì da quanto poteva allontanarlo dalla sua fami¬ glia e dal suo istituto, due santuari fra i quali volle circoscrivere la propria esistenza.
Nacque Giorgio Spezia in Piedimulera, nell’Ossola, l’8 giu¬ gno 1842; dopo di aver compiuto gli studi secondari in Novara e quelli superiori parte all’ Università di Pavia e parte alla Scuola di applicazione di Torino, consegui nel 1867 la laurea in ingegneria, presentando come tesi un pregevolissimo studio sulla ventilazione nelle miniere.
Nel 1860, mentre era studente dell’Ateneo Pavese, sentì aneli’ Egli quel grande fremito di patriottismo che, in quegli anni
01 V
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
così epici, aveva invaso lo spirito della migliore parte della gioventù italiana: fu garibaldino e partecipò colle truppe del generale Cosenz alla campagna di Sicilia ed alla battaglia del Volturno.
Appena laureato, Egli ottenne di poter frequentare il Museo Mineralogico della Scuola di applicazione di Torino; in tal modo, sotto la guida di maestri illustri come B. Gastaldi e G. Strnever, in un ambiente ancora dominato dall’alta personalità di Quin¬ tino Sella, potè dedicarsi completamente a quegli studi geolo¬ gici e mineralogici verso i quali si sentiva irresistibilmente tratto; vi rimase sino al termine del 1870, quando credette utile di recarsi per qualche tempo in Germania allo scopo di completare gli studi iniziati in Italia.
Durante gli anni passati al Museo Mineralogico del Valen¬ tino, ebbe alcuni incarichi molto importanti; nel 1867 fu da Gastaldi incaricato di compiere scandagli nel Lago di Mer- gozzo; nel 1870 venne dal Ministro dei Lavori pubblici nomi¬ nato membro della Commissione incaricata di studiare le cause degli avvallamenti di sponda verificatisi in detto anno lungo le rive del Lago Maggiore.
In Germania fu dapprima per tre semestri iscritto all’Uni¬ versità di Gbttingen, dove frequentò i corsi di Hiibner, Wòhler, Waltershausen e von Seebach; passò poscia alla Scuola delle miniere di Berlino e quivi frequentò i corsi di Justus Roth, Lossen, Beyrich, Kerl, unitamente a quelli di Rammelsberg, VVeiss e Kayser.
Durante questa sua permanenza in Germania, che si prò trasse fino al 1873, approfittando del tempo che gli rimaneva libero nei periodi di vacanza fra i vari semestri di studi, visitò numerosi distretti minerari, acquistando in tal modo una pro¬ fonda ed estesissima coltura in quei rami della geologia e della mineralogia che si riferiscono allo studio dei giacimenti mine¬ rari e metalliferi.
Al suo ritorno in patria fu nominato assistente alla cattedra di mineralogia e geologia tanto della Scuola di applicazione quanto dell’Università; nell’anno seguente però rinunziò al primo di questi posti perchè, in causa delle cattive condizioni di sa¬ lute di A. Sismonda, che teneva allora la cattedra di minerà-
COMMEMORAZIONI
CV
logia e geologia all’Università, venne a lui dato l’incarico di detti insegnamenti; incarico che tenne fino al 1878, anno nel quale, per la morte di Sismonda, fu in seguito a concorso no¬ minato professore ordinario di mineralogia presso l’Università di Torino.
Fra gli altri incarichi che vennero a lui affidati durante questo lungo periodo di tempo, va segnalato quello riguardante il trasferimento dei Musei di Storia Naturale dal Palazzo del l’Accademia delle Scienze alla loro attuale sede nel Palazzo Carignano.
Dopo la sua nomina a professore ordinario e dopoché ebbe modo di creare nei nuovi locali del Museo di mineralogia un istituto fra i migliori esistenti in Italia e che sempre cercò di migliorare, Egli dedicò tutta la sua vita a quelle ricerche scien¬ tifiche le quali gli meritarono quell ’alta stima e quella gran¬ dissima considerazione di cui godeva nel mondo scientifico, per quanto fosse per natura schivo da qualunque atto che potesse avere anche solo un’apparenza di teatralità. Malgrado questo suo volontario tenersi appartato, non gli mancarono gli onori, tanto più meritati in quanto che non erano da Lui ambiti nè ricercati.
Da molti anni era membro dell’Accademia delle Scienze di Torino e socio nazionale dell’Accademia dei Lincei; apparteneva pure ai XL della Società Italiana delle Scienze, alla Società Imperiale di Mineralogia di Mosca ed all’Accademia di Agri¬ coltura di Torino. Per quanto alieno dalla vita pubblica, con¬ vinto che la sua opera potesse esser utile anche in detto campo, fu per molti anni consigliere provinciale della sua prediletta Ossola ; nel 1875 fu anche presidente del Club Alpino.
Altre cariche mai volle accettare non per inerzia ma per paura che esse potessero troppo distoglierlo dai suoi studi ; così sempre resistette alle pressioni dei suoi colleglli che volevano elevarlo alle più alte cariche accademiche: parimenti resistette al voto quasi unanime col quale i geologi ed i mineralisti lo avevano, nel settembre del 1010, chiamato alla presidenza della nostra Società.
La sua attività scientifica fu molto grande e quello che più è notevole si è che essa si svolse specialmente quando già aveva
evi
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
ottenuto il posto di professore ordinario, cioè quando da essa non poteva più ricavare alcun vantaggio diretto; fatto questo che dinota quanto fosse in Lui veramente nobile la passione per gli studi ai quali si era dedicato.
Questa sua attività del resto non si svolse solamente in rap porto ai suoi studi : essa si rifletteva su tutto quanto lo cir¬ condava e su quanti avevano modo di avvicinarlo; ben lo sappiamo noi che fummo suoi allievi quanto Egli fosse prodigo non solo di consigli ma anche di aiuti e quanto si interes¬ sasse ai nostri lavori.
Socio del Club Alpino fu alpinista valente e fino agli ultimi anni usò ritemprarsi dalle fatiche dell’insegnamento, passando le vacanze estive nelle natie valli dell’Ossola; ma anche nel campo dell’alpinismo combattè in nome di lina finalità molto più elevata di quella a base di puro acrobatismo che pur troppo è attualmente accolta da molti alpinisti ; al pari dei primi fondatori del Club Alpino, Egli voleva che l’alpinismo svi¬ lii ppasse nei giovani l’amore per i monti considerati non solo come palestra di ginnastica, ma anche come campo di studi ; ed il suo scritto sulle sorgenti del Toce, e specialmente la bella difesa da Lui fatta in favore della cascata del Toce, indicano quali fossero le idealità per le quali combatteva anche in que¬ sto campo.
L’amore per la mineralogia fu da Lui elevato ad un vero culto; non solo nel discorso inaugurale per l’anno accademico 1885 86 proclamò la sua grandissima utilità per gli studi geo¬ logici, ma pur anche la difese strenuamente quando si tentò di alterare il suo vero scopo, come avvenne nel 1895 a proposito della lotta impegnatasi fra i mineralisti ed i fisici per la cat¬ tedra di Pavia 1 o quando se ne. volle diminuire l’importanza coll’improvvida legge del 1909 che mise gli istituti di mine¬ ralogia e di geologia ingiustamente in una condizione di assoluta
1 Degno di nota è il fitto che i fisici i quali nel 1895 combatterono una così aspra lotta por ottenere che la mineralogia, assumendo un ca¬ rattere puramente tìsico-cristallografico, divenisse quasi una parte della tìsica, non credettero invece di ribellarsi in vermi modo contro la di¬ sposizione ministeriale con cui due anni fa la mineralogia venne esclusa dal numero delle materie obbligatone per la laurea in tìsica.
COMMEMORAZIONI
CV11
inferiorità di fronte agli altri istituti scientifici. Bella fu anche per dignità e per vero patriottismo la lotta da Lui impegnata riguardo all’Osservatorio Vesuviano, quando si temette per un momento che non richieste ingerenze straniere volessero sopraf¬ fare il carattere veramente nazionale di detto istituto, per il cui incremento ed ampliamento si era pure adoperato.
Scientificamente fu onesto fino allo scrupolo e se nella cri¬ tica dei lavori altrui fu talvolta molto severo, fu però sempre sereno ed iyiparziale; nessun astio conservò mai contro coloro che furono suoi avversari, ponendo sempre il bene della scienza al disopra di qualsiasi questione personale. Per i suoi maestri ebbe sempre un vero sentimento di venerazione; e non solo per quelli che, come Q. Sella, B. Gastaldi, G. Struever, A. Sismonda avevano sorvegliato in Italia i suoi primi passi nel campo scientifico, ma pur anche per quelli sotto la cui guida aveva studiato in Germania; fra questi in modo speciale predilesse J. Both alla cui memoria anzi volle dedicare il suo magistrale studio sulla origine del solfo di Sicilia.
L’opera scientifica di Giorgio Spezia se in principio ebbe un carattere assai vario per quanto riguarda gli argomenti da Lui trattati, acquistò in seguito una tendenza che sempre andò accentuandosi verso una unità di concetto e di svolgimento ve¬ ramente notevole. Infatti, sebbene fra i suoi numerosi lavori siano anche frequenti quelli che presentano un carattere pura¬ mente mineralogico, petrografico e talvolta anche geologico, la sua produzione scientifica fu principalmente rappresentata da un complesso di studi riguardante la evoluzione delle sostanze minerali e la minerogenesi, seguendo in tal modo l’indirizzo di studi corrispondenti a quel ramo della mineralogia che confina con alcune parti della geologia e che appunto era stato da J. Roth indicato col nome di geologia chimica. Questo nome venne, a mio parere, giustamente mantenuto dallo Spezia, perchè i detti studi si occupano di fenomeni i quali hanno indubbiamente un fondamento geologico, per cui possono, senza che venga alterato il loro significato, essere indicati col nome generale di fenomeni geochimici.
CVI1I
CONGRESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
Fra questi lavori di geologia chimica, hanno poi massima importanza per le conclusioni a cui Egli giunse, e che in parte si connettono anche a veri problemi di chimica fìsica, quelli spe¬ cialmente diretti a stabilire il grado d’influenza delle alte pres¬ sioni e delle elevate temperature sulle variazioni degli equilibri! chimici e fìsici.
Facendo per il momento astrazione da questo importante gruppo di lavori, risulta chiaramente come anche gli altri pre¬ sentino generalmente un interesse molto grande, anche quando trattano di argomenti modesti, specialmente perchè, oltre ad essere condotti con metodo rigorosamente scientifico, ebbero pure spesso il sussidio di numerose osservazioni e ricerche speri¬ mentali.
Degno specialmente di nota perchè si può considerare come il primo suo lavoro di indole scientifica, per quanto tratti di ar¬ gomento estraneo alla mineralogia, è quello che, sotto forma di lettera diretta al Gastaldi nel 1871, riguardava le cause degli avvallamenti di sponda del Lago Maggiore, del cui studio era stato incaricato nel 1870. Egli compì in tale occasione una serie di osservazioni, che gli permisero di giungere ad alcune inte¬ ressanti conclusioni sulle cause di tali fenomeni da Lui ritenuti come dovuti alle grandi magre dei laghi, in seguito alle quali si producono nello stato di equilibrio dei terreni costituenti le rive, modificazioni molto sensibili, in parte anche collegate con speciali condizioni dei terreni stessi, con le oscillazioni di livello dei laghi ed anche colla presenza di sorgenti. Negli ultimi mesi della sua vita ritornò su questo argomento in seguito ad alcuni nuovi avvallamenti manifestatisi lungo le sponde del Lago di Iseo; anche in questo caso potè constatare come si fossero ve¬ rificate le stesse condizioni da Lui fissate nel 1871 come neces¬ sarie per la produzione di tali fenomeni.
Meritevoli in modo speciale di ricordo sono, fra gli altri la¬ vori, quello sul berillo del Monte Bianco da Lui determinato con sicurezza; quello sul colore dello zircone, argomento sul quale ritornò nel 1899, e che dimostrò essere dovuto ad un determi¬ nato stato di ossidazione delle piccole quantità di ferro conte¬ nute in detto minerale, avendo Egli ottenuto sperimentalmente di farlo scomparire c ricomparire solo facendo variare, in modo
COMMEMORAZIONI
CIX
acconcio, tale stato di ossidazione; quello sulla melanoflogite, ricco di osservazioni molto importanti e minute sul compor¬ tamento ottico e chimico di questa curiosa specie minerale; quello sulla flessibilità dell’itacolumite che dalle sue ricerche risultò dovuta, non aH’intercalazione di lamelle di mica o di clorite, ma bensì alla struttura articolata dei granuli di quarzo; quello sulla fusibilità dei minerali nel quale fece vedere quanto sia convenzionale il concetto di classificare fra gli infusibili tutti i minerali cbe appariscono tali al cannello ordinario, po¬ tendosi invece ottenere dati diagnostici molto importanti impie¬ gando temperature più elevate; quello sul deposito di silice gelatinosa del Sempione nel quale sono esposte considerazioni molto interessanti sul comportamento chimico e fisico della silice idrata a seconda che sia di fresco preparata o no; quelli sulla anidrite del Sempione e sulle sue inclusioni di anidrite carbo¬ nica liquida, essendo in quest’ultimo specialmente degne di nota le esperienze con le quali potè in modo certo stabilire la natura chimica del liquido delle inclusioni; osservazioni che vennero posteriormente riconfermate dallo studio delle analoghe inclu¬ sioni da Lui pure scoperte e studiate nella calcite di Traver- sella; quello sull’azione del clorato di potassio sulla pirite e sull’hauerite che servì a dimostrare quanto sia diverso il com¬ portamento di queste due specie minerali di fronte all’azione degli ossidanti; quello sulle cause della colorazione azzurra dell’halite di Stassfurt in cui confutò in modo veramente mi¬ rabile le idee di Siedentopf secondo le quali essa sarebbe do¬ vuta a sodio metallico finissimamente diviso e disseminato nella massa dell’halite.
In modo particolare sono da ricordare le sue ricerche sulla origine del solfo di Sicilia; in questo lavoro, pubblicato nel 1802, Egli sostenne l’origine endogena di detti giacimenti sol* fiferi ed il suo lavoro ebbe tanto maggior importanza in quanto che, quando esso venne pubblicato, l’ipotesi di una provenienza dei detti giacimenti da una riduzione dei gessi era universalmente accolta. Questo lavoro denso di dati analitici e sperimentali e di osservazioni compiute in posto fu considerato nel 1893 degno del premio reale dei Lincei. E se pure attualmente non tutti sono concordi nell’ammcttere che le conclusioni a cui Egli
exn
CONGKESSO DELLA S. G. I. IN SPOLETO
nell’accrescimento si abbia un massimo parallelamente a detto asse ed un minimo normalmente ad esso ; spiegò anzi come con¬ seguenza di questo speciale modo di comportarsi, l’assenza quasi assoluta del pinacoide nei cristalli di quarzo.
Inoltre constatò come la solubilità del quarzo nelle diverse direzioni aumenti assai coll’aumentare della temperatura e come si possa giungere alla conclusione che un deposito lento favo¬ risca la comparsa della simmetria esagonale nelle facce termi¬ nali dei suoi cristalli, mentre invece un deposito rapido sembra essere favorevole alla comparsa in esse della simmetria trigo¬ nale caratterizzata o dalla presenza di un solo romboedro o dalla grande prevalenza di sviluppo nelle sue faccie in confronto di quelle dell’altro romboedro.
Dal punto di vista della geologia chimica non vi ha dubbio che le esperienze di Gr. Spezia siano assolutamente risolutive. Esse furono condotte con una grande unità di concetto e di me¬ todo ed ebbero per scopo principalmente di stabilire quale influenza possa avere la sola pressione statica, in confronto della temperatura, in molti fenomeni fisici e chimici aventi una importanza dal lato minerogenetico e geochimico, come ad esem¬ pio la possibilità di ottenere reazioni chimiche ponendo a con¬ tatto determinate sostanze, la solubilità di dati corpi nell’acqua, il loro cambiamento di stato fisico, ecc.
E da notarsi a questo proposito come Egli indicasse col nome di pressione statica quella che in un dato punto del globo ò dovuta semplicemente agli strati ed ai materiali roc¬ ciosi sovraincombenti allo stato di riposo ( Belastungsdrucli • di Milch), mentre invece col nome di pressione dinamica (Dis- locationsdruck di Milch) indicava quella dovuta agli stessi ma¬ teriali considerati in movimento.
Il metodo da Lui impiegato comprese sempre due serie pa¬ rallele di esperienze che compieva sottoponendo, negli appa¬ recchi da Lui ideati e descritti e che corrispondevano perfet¬ tamente allo scopo propostosi, le stesse sostanze o le stesse mi¬ scele su cui sperimentava, a temperature oppure a pressioni molto elevate, essendo nel primo caso la pressione interna de¬ gli apparecchi solo quella inerente alle temperature impiegate, c
COMMEMORAZIONI
CXIII
nel secondo caso essendo, nella maggior parte delle esperienze, la temperatura quella dell’ambiente.
Questo fatto anzi di avere, in così grande numero di ricer¬ che o pressioni elevate, mantenuta la temperatura nei limiti or¬ dinari, fu talvolta considerato come una causa di errore che poteva notevolmente influire sull’importanza dei risultati da Lui ottenuti, poiché si trattava di una temperatura^del tutto arbi¬ traria. Ma se si .considera oggettivamente e senza idee precon cette quale fosse realmente lo scopo diretto ed immediato delle sue esperienze, è facile di convincersi come questo appunto man¬ chi completamente di fondamento, poiché esse erano precisamente dirette a confutare le affermazioni di quegli autori i quali ave¬ vano ammesso che molti fenomeni chimici e tìsici erano' esclu¬ sivamente dovuti alla azione di pressioni più o meno elevate, per cui, quando dette pressioni agivano, essi si compivano an¬ che a temperatura ordinaria.
Così a proposito delle condizioni necessarie per la forma¬ zione dell’anidrite dalle soluzioni di solfato di calcio, Hann e Pokorny prima ed Heidenheim in seguito, ammisero che fosse sufficiente una pressione di 10 atmosfere; poiché tale concetto fu applicato alla genesi delle anidriti marine, ne veniva la con¬ clusione che esse potevano formarsi ad una profondità di 107 metri di acqua. Ora è evidente che in questo caso dovevasi necessariamente ammettere che la temperatura dell’ambiente, in cui si formavano dette anidriti, non fosse superiore a quella or¬ dinaria poiché, come è noto, nelle profondità marine l’acqua ha una temperatura assai bassa.
Parimenti quando Waltershausen, interpretando i risultati ottenuti da Wohler sulla soluzione e sulla sintesi deH’apofìllite, nel senso che detti risultati fossero dovuti alla pressione di 10-12 atmosfere 'impiegata da Wohler, cercò in tal modo di spiegare tanto i fenomeni di soluzione a cui possono andar soggette le zeoliti che si formano sul fondo dei mari,, quanto la formazione biella palagonite nelle stesse profondità marine, non poteva certamente, per le cose dette prima, supporre che sui detti fenomeni potessero influire temperature elevate.
Anche Pfaff nella sua esperienza sulla solubilità del quarzo nell’acqua sottoposta ad una pressione di 4700 atmosfere, aveva
CX IV
CONGRESSO DELLA S. U. I. IN SPOLETO
operato a 18°; così pure Spring, quando giunse alla conclusione clic le formazioni del joduro mercurico e del protosolfuro di rame, per rispettiva mutua reazione fra il joduro potassico ed il cloruro di mercurio allo stato solido e fra il rame ed il solfo, potessero avvenire sotto una pressione di 2000 atmosfere, aveva operato a temperatura ordinaria.
Date queste premesse era evidentemente logico che lo Spezia, dovendosi porre nelle circostanze e nelle condizioni fissate dai suoi avversari, compiesse le sue esperienze suirinfluenza delle alte pressioni, a temperatura ordinaria. Sempre in esse giunse a dimostrare non solo come in certi casi la sola pressione statica non fosse sufficiente per produne gli effetti ammessi dai predetti autori, ma pur anche come in altri casi l’impiego di queste alte pressioni fosse del tutto superfluo ed inutile.
Egli dimostrò infatti come il solfato di calcio a temperatura ordinaria si deponga allo stato di gesso anche quando la sua soluzione venga sottoposta ad una pressione di 500 atmosfere.
Nel caso deH’apofillite constatò che, mentre lamine di detto minerale lasciate per più di sei mesi sotto una pressione di 1750 atmosfere e ad una temperatura di 25°, non presentavano tracce di corrosione, invece si mostravano sensibilmente corrose quando erano mantenute per soli 13 giorni ad una temperatura di 197°-211° ed all’inerente pressione di 14 atmosfere, aven¬ dosi in seguito al raffreddamento dell’apparecchio un sensibile deposito dì cristalli del detto minerale.
Potè anzi in questo caso escludere che le 14 atmosfere di pressione esistenti nell’apparecchio avessero influito in qualche modo sul doppio fenomeno di corrosione e di deposito, poiché non trovò tracce di soluzione in un’altra lamina la quale era stata lasciata per 13 giorni ad una temperatura di 93°-107° e sotto una pressione di 1056 atmosfere.
Analoghe cose ottenne per il vetro che, secondo alcuni au¬ tori, poteva anche essere facilmente corroso dall’acqua sotto la sola influenza di alte pressioni.
Parimenti ripetendo le esperienze